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THE PLACE

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® The place
Dati:Anno: 2017Genere: drammatico (colore)
Regia:Paolo Genovese
Cast:Valerio Mastandrea, Marco Giallini, Alessandro Borghi, Silvio Muccino, Alba Rohrwacher, Vittoria Puccini, Sabrina Ferilli, Silvia D'Amico, Rocco Papaleo, Giulia Lazzarini, Vinicio Marchioni
Note:Adattamento della serie tv americana "The booth at the end" (2011).
Visite:791
M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 14
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 12/11/17 DAL BENEMERITO PUPPIGALLO POI DAVINOTTATO IL GIORNO 18/11/17
“The place” è un bar, il luogo dove un enigmatico personaggio senza nome (Mastandrea) fa sedere di fronte a sé le persone che da lui s'aspettano l'impossibile, di coronare cioè un loro sogno in cambio di contropartite apparentemente illogiche: vuoi riavere la vista? Devi violentare una donna. Vuoi riportare alla normalità tuo marito malato di Alzheimer? Devi mettere una bomba in un locale. Mai chiedersi il perché. Vuoi questo? Fai quello. E' molto semplice. Azione e reazione. Se fai quel che ti viene chiesto ottieni quel che volevi avere. Strano ma vero. Com'è possibile che ciò avvenga? Non chiedertelo, non ti riguarda. Mira al tuo obiettivo, nient'altro. Rielaborando senza grandi variazioni l'assunto della serie THE BOOTH AT THE END Paolo Genovese ottiene un film insolito (almeno per il nostro cinema), che spinge al limite la tendenza attuale a intrecciare storie che inizialmente sembrano del tutto indipendenti l'una dall'altra. Davanti a Mastandrea, fermo al suo tavolo con l'inseparabile agenda che non manca di aggiornare appena qualcuno dei suoi interlocutori spiega come stiano procedendo le cose, sfilano i protagonisti: ognuno con la sua storia, le sue richieste e il suo compito da svolgere per ottenerle. "Credi in Dio?" gli chiede la cameriera del bar (Ferilli), incuriosita da quell'uomo che passa intere giornate a parlare con chi gli siede di fronte come in uno studio psichiatrico. "Io credo nei dettagli", risponde lui: perfetta sintesi di una ricercata cripticità che contribuisce a circondare di mistero il bizzarro protagonista. Mai un sorriso, una parola fuori posto, Mastandrea si rivela interprete assolutamente perfetto per il ruolo, da osservare gustosamente in ogni reazione. Vuoi recedere dal patto? Non c'è problema; se però lo fai non otterrai quanto avevi chiesto. Difficile combattere la staticità di un film girato in un unico ambiente, ma Genovese – magari solo parzialmente, il film non piacerà a tutti - ci riesce; e pure senza poter ricorrere a singole storie particolarmente interessanti o a flashback. Solo discorsi indiretti, racconti di come l'azione si sia svolta, di quanto sia effettivamente difficile a volte, per chi li riceve, seguire gli ordini di chi non fornisce mai un perché. La volontà di uscire dagli schemi proposta dalla serie viene metabolizzata da Genovese che abbandona ogni velleità comica (Mastandrea non sorride mai) per offrirci un film "diverso", fresco, pronto ad accendere il dibatitto dopo i titoli di coda. Gli attori offrono ottime prove (anche chi è più versato nella commedia come Giallini o Papaleo), ma è Mastandrea a giganteggiare, finalmente in un ruolo che ne valorizza la recitazione dimessa mentre il grande disegno che tutto sottende si forma lentamente incastrando, rimuovendo, riposizionando le tessere di un mosaico in perenne evoluzione: la vita.
il DAVINOTTI

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Puppigallo 12/11/17 0:42 - 3956 commenti

Per giustificare una simile staticità ci voleva un copione in grado di far passare il tempo allo spettatore senza spazientirlo, o peggio. Missione quasi riuscita, perché se da una parte, attori come Mastandrea, Giallini, la Rohrwacher e un po' Papaleo (qua e là forzato) riescono a dare credibilità e un po' di spessore ai personaggi, dall'altra non tutti appunto risultano altrettanto convincenti. Bisogna comunque sottolineare una certa originalità e impegno nei vari intrecci e collegamenti atti a far più o meno quadrare il tutto (colpe, espiazione, premio, condanna, libero arbitrio). Non male.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Il protagonista, che prende appunti e domanda come ci si sente in particolari momenti.
I gusti di Puppigallo (Comico - Fantascienza - Horror)

Deepred89 23/11/17 10:17 - 2876 commenti

Idea di base insolita e interessantissima (non farina del sacco di Genovese, ma chiudiamo un occhio) e svolgimento notevole, con un melanconico Lewis Cypher del bar accanto interpretato da un Mastandrea quasi sorprendente. Quanto basta per tenere viva l'attenzione nonostante la monolocation; ma il resto non è propriamente di prima categoria, con una resa visiva incolore, musicacce di bassa lega, struttura episodica rovinata da un montaggio a sketch e finale a cui manca quell'intuizione in grado di dare un senso al tutto. Cast mediamente buono.
I gusti di Deepred89 (Commedia - Drammatico - Thriller)

Markus 18/11/17 10:31 - 2348 commenti

C'è poco da girarci intorno: il mero copia-incolla di The booth at the end, benché ci sia la volontà di fare del cinema dotto, toglie smalto all'operazione. Resta la buona resa attoriale: per la recitazione in sottrazione di Mastandrea, il personaggio-chiave del film, pare calzargli a pennello; per l'altisonante resto del cast, che ha spazio per qualche estro. Unica location e quattro inquadrature per un intreccio di vicende umane poco avvincenti ma a cui ci si abitua. Si arriva così, tra un malcelato sbadiglio e un ghigno compassato, alla fine del film.
I gusti di Markus (Commedia - Erotico - Giallo)

Gugly 12/11/17 17:57 - 926 commenti

Indeciso tra apologo e film "realista", Genovese non fa un vero e proprio passo indietro rispetto al film precedente (il comparto attori se la cava più o meno bene) ma resta prigioniero dell'assunto di base ovvero, se parti con un certo desiderio non puoi deviare! Invece il finale vira verso un moralismo fastidioso e incoerente rispetto ai progetti di partenza dei personaggi; comunque sia sembra che saranno le donne a salvare tutti, anche i "daimonoi" costretti a un compito... dylandoghiano!

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Il cieco: "Non hai alcuna pietà"; Uomo al tavolo con l'agenda: "Spesso nemmeno voi".
I gusti di Gugly (Commedia - Horror - Teatro)

Rambo90 16/11/17 23:23 - 4945 commenti

Un buon film. Gioca sul filo di lana tra detto e non detto, riuscendo nel difficile compito di non annoiare pur stando sempre seduti allo stesso tavolino. La sceneggiatura poteva forse osare di più, regalare qualche twist più inaspettato (tutti gli intrecci sono facilmente ipotizzabili) ma riesce a dare all'ottimo cast materiale su cui poter costruire i personaggi. E infatti tutti risultano in parte, con una regia che tende a seguire le loro espressioni senza strafare. Con qualche pecca (o lacuna) ma sinceramente interessante.
I gusti di Rambo90 (Azione - Musicale - Western)

Nando 18/11/17 23:19 - 3105 commenti

Indubbiamente Genovese dopo Perfetti sconosciuti si è guadagnato fin troppo credito. Offre questa pellicola claustrofobica fatta di dialoghi non sempre veritieri e l'attesa è infine disattesa. Ottimo Mastandrea, vero deus ex machina della narrazione, ben coadiuvato, personalmente, da Papaleo, Marchioni e Rohrwacher; gli altri al minimo sindacale. Mi aspettavo molto di più.
I gusti di Nando (Commedia - Horror - Poliziesco)

Ryo 21/11/17 17:24 - 1551 commenti

Plot molto intrigante, attori bravissimi. Non era facile riuscire a gestire in una sola location tutta la durata del film. Ottima la trama che intreccia le microstorie dei vari personaggi, riuscendo perfettamente a rendere limpide le immagini delle loro vicende pur non mostrandole mai. Peccato solo per il finale, in cui si potrebbe avvertire la mancanza di certe spiegazioni.
I gusti di Ryo (Comico - Fantastico - Horror)

Gabrius79 16/11/17 23:43 - 1013 commenti

Paolo Genovese si dimostra un bravo regista; questa volta tenta di alzare il tiro (non riuscendoci pienamente) con questo film che ha sicuramente un bel gruppo di attori (su tutti Giallini e Marchioni), ma alla fin fine va analizzato bene per riuscire a capirne il significato. Tanti dialoghi che talvolta abbassano l’attenzione dello spettatore e lo svolgimento dell’intera pellicola all’interno di un bar rischiano di diventare un’arma a doppio taglio. Va (a mio avviso) visto due volte per capirlo a fondo. Comunque da apprezzare.
I gusti di Gabrius79 (Comico - Commedia - Drammatico)

Xamini   18/11/17 22:08 - 755 commenti

Come lo Steven Knight di Locke si richiude in un'auto (ma con un solo attore!), Genovese sceglie un unico luogo fisico e vi gironzola attorno, osando tutte le inquadrature che riescano a tenerlo inchiodato lì. Al centro, un Mastandrea monumentario, in un ruolo demiurgico dai confini volutamente indefiniti, vero specchio al quale si riflettono le molteplici (dis)umanità del parco attore. Una sceneggiatura non imprevedibile, che incastra bene le sotto trame e mostra il meglio nei duetti, in particolare sulla bocca del nostro. Avrebbe beneficiato di qualche ulteriore gradazione di nero.
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Nancy 16/11/17 15:12 - 687 commenti

Genovese cerca di crearsi uno stile seguendo una linea di film girato solo in un interno, coi personaggi che si susseguono raccontandosi a Mastandrea, deus ex machina di tutta la trama. Ma gli attori non tengono tutti il gioco e Genovese dopo quindici minuti di film ha già esaurito tutte le inquadrature possibili, che si ripetono e basta. Se questa è un'idea di cinema, chi scrive non l'ha capita bene; anzi, consiglierebbe all'autore di scrivere piuttosto un libro, poiché sprecare una simile buona idea con un film così statico è un gran peccato.
I gusti di Nancy (Commedia - Drammatico - Thriller)

Lou 19/11/17 21:57 - 583 commenti

Insolita e coraggiosa prova di Genovese, che mette in scena (mutuando l’idea da una serie) una sorta di metaforica psicanalisi collettiva dove un luciferino e impassibile Mastandrea, “deus ex machina” seduto a un tavolo del locale “the place”, offre la possibilità di ottenere ciò che più si desidera in cambio di un’azione estrema, che avrà conseguenze sulle vite di altri. Un gioco diabolico del tipo “mors tua vita mea”, troppo esile rispetto ai temi alti approcciati, ma che ha il pregio di far discutere e riflettere.
I gusti di Lou (Avventura - Azione - Drammatico)

Zardoz35 9/12/17 0:24 - 214 commenti

Un'idea molto ambiziosa, non comune per il cinema italiano. Mastandrea offre un'ottima prova nel ruolo di "wishmaster" (chissà perchè ho pensato a quel lontano film), ma nel suo ruolo avrei visto meglio Giallini. Nonostante la pellicola sia ambientata in una stanza, il tutto non annoia e l'intreccio di alcune storie è azzeccato, anche se alla lunga diventa monotono. Piacevole presenza la Ferilli, perfetta nel ruolo di cameriera. Il finale? Deludente; eppure sarebbe bastato un botto, davvero a portata di mano.
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Victorvega 12/11/17 14:41 - 140 commenti

Pretenzioso. Tante belle cose si possono dire di questo film: si può elogiare il cast, evidenziare la buona prova di tutti, rimarcare la bella sceneggiatura, sottolinearne l'originalità. Eppure rimane un po' l'amaro in bocca perché ci si accorge dell'antico vizio di voler atteggiarsi un po', fare mero esercizio di stile con il non-detto, con l'allusione portata a forma artistica. Peccato, perché a tratti il film riesce anche a essere coinvolgente, pur nella staticità di un'unica location e con l'azione esclusivamente raccontata.
I gusti di Victorvega (Giallo - Poliziesco - Thriller)

Macbeth55 20/11/17 14:39 - 30 commenti

L’opera fa un palese omaggio al teatro attraverso l’ottima resa del cast, opportunamente istruito a non curarsi della macchina da presa al punto che sono in bella mostra nei, foruncoli e un pessimo trucco. Ma è tutto fatto con un alto senso drammaturgico, in modo coerente, asciutto. Il film scorre con apparente staticità, con un filo logico a volte disarmante ma allo stesso tempo sorprendente.
I gusti di Macbeth55 (Commedia - Documentario - Fantascienza)