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ATOMICA

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Atomica
Titolo originale:Deep burial
Dati:Anno: 2017Genere: fantascienza (colore)
Regia:Dagen Merrill
Cast:Sarah Habel, Dominic Monaghan, Tom Sizemore, Phil Austin, Tony Doupe, Hahn Cho, Jennifer Spriggs, Sarah-Eve Gazitt
Visite:82
M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: n.d.N° COMMENTI PRESENTI: 0
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 20/10/17 DAL DAVINOTTI
Nel 2018 si verificherà una crisi energetica che porterà al caos (magari spingersi un po' più in là cogli anni poteva essere furbo). In seguito al collasso di tre centrali atomiche, la società Auxilisun costruirà una gigantesca centrale che attivando il motore a tri-fissione sopra di esse (ma non solo lì) bonificherà la zona distribuendo al mondo immense quantità di energia e risolvendo la crisi. Ci ritroviamo però qui a che fare con un incidente: le comunicazioni della centrale suddetta si sono interrotte e una giovane ingegnere, Abby (Habel), s'incarica di andare a vedere cosa stia accadendo (colpo di genio, peraltro, mandare una sventola in svenevole tutina aderente laddove chi lavora non vede una donna da chissà quanto). Entrata nella “zona rossa” con un velivolo (le radiazioni rendono invivibili i 300 km intorno), Abby accede alla centrale e conosce colui che pare l'unico superstite, il guardiano Robinson (Monaghan). Il responsabile invece non si trova e pure Robinson non sembra così bendisposto, per quanto umanamente turbato dall'aspetto della sexy “riparatrice”. Il rapporto tra i due è freddo: l'uomo straparla nell'indifferenza di lei, impegnata invece a premere pulsanti, accendere schermi, rispondere il minimo indispensabile... E si va avanti così per un bel pezzo, in una situazione stagnante che inevitabilmente presto stanca. Ci viene spiegato che una ventola sta da una parte, che il “Sepolcro” dove lavora la seconda ventola sta da un'altra aggiungendo informazioni tecniche di cui potremmo francamente fare a meno. Sempre meglio comunque delle logorroiche tirate di Robinson, che appena Abby si fa una doccia entra e dà una sbirciata. "Ops, non lo farò più, scusa...". L'inserviente sa ben poco dell'incidente verificatosi ma spiega che l'ingegnere capo della centrale (Sizemore) se n'è andato qualche giorno prima senza dir nulla e non è più tornato. Lei decide allora di tentare il recupero: esce intabarrata e ritrova il collega quasi subito. L'uomo è in coma e quando si risveglia la situazione si fa strana: dice che Robinson non è affatto il custode vero e l'altro replica che il boss è diventato matto e ha mire oscure. A chi credere? Il film dovrebbe basare su questo “originale” interrogativo il suo senso, magari sfruttando l'entrata in scena di Tom Sizemore, che almeno alza il livello della recitazione. Con tre attori chiusi tra i corridoi e le sale di una centrale ci voleva però una sceneggiatura di ferro per tirare avanti decentemente, vista la povertà del soggetto. Purtroppo invece ci si limita a ricorrere agli espedienti messi a disposizione dal genere, a far risaltare la bellezza indiscutibile della Habel con abiti sempre più succinti (ma nessun nudo), a scaramucce verbali di poco conto con sorprese risibili. Messa in scena ed effetti speciali al risparmio (la solita CG che trae tutti d'impaccio), una location che manca del fascino necessario, personaggi trattati con la superficialità frequente in quella serie B a cui però si sopperisce di norma con l'azione (qui inesistente) e una regia solida (qui sostanzialmente non pervenuta). E non parliamo dei tediosi flashback d'infanzia che, oltre a non aggiungere nulla, son pure realizzati male. Si evitano inutili volgarità e si segnala un minimo di professionalità nel confezionare un fantathriller non indigeribile, ma la cosa non può bastare e il finale grida proprio vendetta...
il DAVINOTTI