Cerca per genere
Attori/registi più presenti

KILL SWITCH

All'interno del forum, per questo film:
Kill switch
Titolo originale:Kill Switch
Dati:Anno: 2017Genere: fantascienza (colore)
Regia:Tim Smit
Cast:Dan Stevens, Bérénice Marlohe, Mike Reus, Bas Keijzer, Tygo Gernandt, Gijs Scholten van Aschat, Charity Wakefield, Kasper van Groesen, Mike Libanon
Visite:63
M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: n.d.N° COMMENTI PRESENTI: 0
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 22/9/17 DAL DAVINOTTI
Pastrocchio fantascientifico che spreca alcune notevoli intuizioni e soprattutto scenari futuristici a tratti di eccellente suggestione in un caos narrativo che rende da subito ardua la comprensione: si passa da una famigliola che contempla l'orizzonte - dove svetta in lontananza un'alta torre lucente - a riprese in soggettiva all'interno di un laboratorio aprendo quindi da subito il doppio binario che caratterizzerà il film. Da una parte la storia di come Will (Stevens), pilota della NASA, viene approciato dalle alte sfere della misteriosa multinazionale Alterplex per compiere una missione particolare, dall'altra lo stesso Will che, attraverso una vista alla “Terminator” (il solito schermo con la visuale occupata da codici digitali), si ritrova in un laboratorio dove qualcuno ha appena fatto esplodere qualcosa. E' questo segmento (cronologicamente successivo al primo) ad occupare lo spazio maggiore, il che trasforma il tutto in una sorta di HARDCORE! in chiave s/f, un videogioco sparatutto nel quale il nostro eroe abbatte i droni che lo braccano, fugge assieme ai suoi due compagni d'avventura e di tanto in tanto estrae di tasca una scatola (chiamata “Redivider”) con la quale, per completare la sua missione, dovrà raggiungere la torre luminescente. Che non è la stessa vista nelle prime scene perché qui non siamo più sulla Terra ma su Echo, un pianeta “gemello” del nostro, duplicato senza vita organica in modo da poter essere sfruttato a livello energetico. Le due torri dovrebbero servire per trasferire l'energia da Echo alla Terra ma qualcosa dev'essere andato andato storto, perché su Echo la vita organica c'è eccome e i brutti ceffi che infestano le strade semideserte lo dimostrano. C'è anche molto altro naturalmente, ma spiegare tutto quello che va a comporre l'intreccio sarebbe eccessivo. Lo scoprirà chi s'addentrerà nella visione, ritrovandosi però a che fare con farragini terribili aggravate da ellissi, concetti oscuri (il “salto”) e l'ostinazione del regista nel chiarire tardivamente ogni passaggio. Per cui, al netto di un universo futuristico visivamente ben reso (considerata anche la gestione di effetti digitali limitati dal budget, non a caso mascherati dal filtro azzurro oscurante della visiera di Will), di una fotografia piuttosto singolare e azzeccata, il film dopo una prima parte che sembrava promettere discretamente s'infila in un imbuto action di quarta categoria da cui non uscirà nemmeno nel finale, prigioniero di fastidiose banalità e personaggi di nessuno spessore. Abbagliante Bérénice Marlohe in tenuta dirigenziale, meno in versione scapigliata.
il DAVINOTTI