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L'ODISSEA DEL NEPTUNE NELL'IMPERO SOMMERSO

All'interno del forum, per questo film:
L'odissea del Neptune nell'impero sommerso
Titolo originale:The Neptune Factor
Dati:Anno: 1973Genere: fantascienza (colore)
Regia:Daniel Petrie
Cast:Ben Gazzara, Walter Pidgeon, Ernest Borgnine, Yvette Mimieux, Donnelly Rhodes, Chris Wiggins, Michael J. Reynolds, Mark Walker, Leslie Carlson, Stuart Gillard, Ed McGibbon, David Renton, Joan Gregson, David Yorston, Ken Pogue
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M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: n.d.N° COMMENTI PRESENTI: 0
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 17/2/17 DAL DAVINOTTI
Avventure sottomarine per il Neptune, un piccolo batiscafo chiamato al recupero di un laboratorio di ricerche biologiche staccatosi dalla nave madre a causa di un terremoto. Sganciatosi, il laboratorio con a bordo tre persone si è perso negli abissi e la prima spedizione di soccorso composta esclusivamente da sub della nave, la Triton, non è riuscita a stabilire nulla se non che dove era ancorato sul fondo non esiste più. Anche una spedizione successiva organizzata da un sottomarino nelle vicinanze non è riuscita a trovare tracce del laboratorio, così tocca ora al Neptune guidato dal comandante Adrian Blake (Gazzara), richiamato in servizio per l'occasione: insieme a due uomini dell'equipaggio tenta una prima discesa, ma è nella seconda che il gruppo scoprirà qualcosa di sconcertante. Nemmeno troppo, tuttavia, e la lentezza con cui si svolge l'azione non aiuta. L'unico vero asso nella manica del film pare essere Ben Gazzara, che è poi anche il solo personaggio a mostrare un minimo di sfumature caratteriali che possano distinguerlo. Gli altri (compreso il buon Ernest Borgnine e la bella Yvette Mimieux, nei panni della biologa affezionatissima a uno dei tre dispersi) non riescono proprio a rendere avvincente il film; tanto che quando la scena spetta a loro, prima dell'arrivo di Gazzara, la storia procede a fatica come un qualsiasi dramma privo di suspense. Gazzara invece mostra subito di voler sì recuperare il laboratorio ma senza compromettere la propria incolumità, ricordando pure (con poco tatto) che è di primaria importanza stabilire cosa sia successo, soprattutto a fini assicurativi. Un "distacco scientifico" che vorrebbe appartenesse anche alla biologa, al contrario decisa a tutto pur di ritrovare i tre colleghi. Quando il batiscafo scende – pur nell'inevitabile lentezza accresciuta dai movimenti al rallentatore tipici di chi si sposta sui fondali marini – il fascino dell'esplorazione riesce finalmente a regalare un senso al film, che si avvia però in direzione di riprese gradualmente sempre più documentaristiche. Il capitano, vestito con camicia e maglione a bordo del suo Neptune (gli altri sembrano grazie a Dio un po' meno formali), continua a decidere cosa fare smorzando quando è il caso gli entusiasmi di chi è con lui, mantenendo sempre il realismo necessario e limitandosi a qualche malcelato sorriso in presenza di buone notizie. L'ultima parte, che dovrebbe risultare la più affascinante, in verità si esaurisce in un paio di idee non supportate da effetti speciali in grado di renderle spettacolari come ci si poteva attendere. Un onesto B-movie più tedioso della media e riscattato solo saltuariamente da buone riprese subacquee. Debole la regia di Daniel Petrie.
il DAVINOTTI