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• THE CREEPING TERROR

All'interno del forum, per questo film:
• The creeping terror
Titolo originale:The Creeping Terror
Dati:Anno: 1963Genere: fantascienza (bianco e nero)
Regia:A.J. Nelson (Vic Savage)
Cast:A.J. Nelson (Vic Savage), Shannon O'Neil, William Thourlby, John Caresio, Brendon Boone, Byrd Holland, Jack King, Pierre Kopp, Ken Savage, Mark Field, Les La Marr, Mary Price, Louise Lawson, Myra Lee, Buddy Mize
Visite:63
M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: n.d.N° COMMENTI PRESENTI: 0
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 16/2/17 DAL DAVINOTTI
Qui non si raggiungono nemmeno i livelli di Ed Wood... Il sistema utilizzato per raccattare denaro è a dire il vero simile, col tuttofare Arthur Nelson (dirige, monta, produce e recita nel ruolo di Martin Gordon) che raduna i possibili investitori e trova loro un ruolo nel film pur di farli partecipare alle spese; poi però l'effettista che si era occupato del make-up del mostro non viene pagato e prima che il film cominci ruba la sua opera e lascia gli altri in braghe di tela, costringendoli a imitare il mostro originale con risultati disastrosi: ne esce una specie di drago da carri di Viareggio (o da Giochi senza Frontiere, se preferite), con qualcuno che se ne sta accucciato sotto un telone e fa spuntare dalla parte anteriore collo e testa informi della bestia. In più, come se tutto ciò non bastasse, a fine riprese si scopre che l'audio è in gran parte danneggiato e per risolvere il problema si chiama un narratore che in post-produzione spieghi quanto accade in scena. In pratica, salvo qualche sparuto dialogo, gli attori muovono la bocca mentre la voce fuori campo racconta cosa si stan dicendo in un perfetto esempio di “discorso indiretto”. La storia prevede la caduta di un'astronave in un boschetto della California. Lo sceriffo ed altri personaggi della Contea si avvicinano al disco e qualcuno vi entra attraverso un'ampia fenditura posta sotto la parte inferiore. Un attimo di silenzio, poi da fuori si odono grida atroci che terrorizzano la coppia rimasta all'esterno. Forse se avessero visto cosa sarebbe uscito dal disco si sarebbero fatti quattro risate... I mostri comunque sono due: uno se ne sta rinchiuso e bloccato nell'astronave a fare non si sa cosa, l'altro se ne va a zonzo per il circondario mietendo vittime soprattutto tra le coppiette che amoreggiano e che nonostante i suoi ruggiti terrificanti si accorgono di lui solo quando ce l'hanno a due metri di distanza. La cosa è necessaria, perché altrimenti scappare da un essere così lento sarebbe troppo facile... Diciamo che lo è lo stesso, ma la prima vittima, una donna che porta le mani al volto ed urla per mezz'ora prima di finire finalmente attaccata e divorata, si deve immolare per far capire che si tratta di un pericolo da non prendere sottogamba; l'effetto è notevole, col corpo della poveretta che scompare lentamente nelle fauci del mostro. Arriva così da Londra uno specialista col compito di studiare e dialogare con lo strambo alieno (otterrà scarsi risultati), che nel frattempo continua i suoi pasti in una sala da ballo (dove per dieci minuti buoni s'è vista gente danzare senza fare altro) o nel solito boschetto, dove assale un gruppo di giovanissime amanti del picnic finendo per essere preso a chitarrate in muso dal cantante, il quale ovviamente poi non scappa per lasciarsi placidamente divorare come tutti. La musica è comunque un'altra componente fondamentale del film, visto che la colonna sonora si fa presto notare per essere quanto di più sballato e fuori luogo, rispetto ai canoni del genere. Non si può poi non notare come il narratore ami spiegare cose che non interessano nessuno e la trama ci introduca personaggi di rara insulsaggine aggiungendo magari considerazioni sulla vita da single contrapposta a quella matrimoniale, tanto per riempire qualche minuto in più. Se non fosse per la sfiancante lentezza con cui il mostro si muove, per le sciocchezze sparate in sequenza dalla voce off, per tutto ciò che insomma di norma non si lega al buon cinema, ci si potrebbe anche divertire. Magari nell'osservare il mostro ribaltare macchine o afflosciarsi sulle sue vittime ruggendo, o nel vedere come viene risolta la situazione ("Martin sapeva cosa doveva fare")...
il DAVINOTTI