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LA SPOSA TROPPO BELLA

All'interno del forum, per questo film:
La sposa troppo bella
Titolo originale:La mariée est trop belle
Dati:Anno: 1956Genere: commedia (bianco e nero)
Regia:Pierre Gaspard-Huit
Cast:Brigitte Bardot, Micheline Presle, Louis Jourdan, Marcel Amont, Marcelle Arnold, Roger Dumas, Richard Francoeur, Nicole Gueden, Lucien Hubert, Madeleine Lambert, Colette Régis
Visite:116
M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 1
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 30/11/15 DAL BENEMERITO HOMESICK POI DAVINOTTATO IL GIORNO 20/4/18
La giovane Catherine (Bardot) vive in una grande villa della campagna francese con le ricche zie dopo che la madre è morta e il padre "pure peggio" (chissà che vuol dire, nella testa delle due signore). Notata mentre è al tavolo d'un bar all'aperto in tutto il suo splendore dalla direttrice di una rivista di moda (Presle) e da un suo collaboratore, Michel (Jourdan), la giovane viene invitata a fare la "cover girl" per loro con il nome di Chouchou: diventata in breve la modella di punta assieme a un attore, Patrice (Calvé), reclutato appositamente per farle da partner in ogni servizio (un vero "pupazzo", secondo le sue stesse parole, ma di fronte a cotanta bellezza come rifiutare?), Chouchou diventa protagonista di mille avventure virtuali da viversi esclusivamente sulle pagine di “L'amour de vivre”. Le vendite salgono fino a che arriva inevitabilmente il momento di far sposare i due ed è a questo punto che Patrice dichiara apertamente il proprio vero amore per Catherine, la quale cade dalle nuvole e dice di non poter corrispondere il sentimento. Immediata fuga del bellimbusto dal set e veloce sostituzione di questi con Michel, l'uomo che davvero Catherine ama, da sempre. Finalmente si capisce, dopo metà film in cui è successo poco o niente tra balletti, cantatine, dialoghi privi di ogni sostanza, appuntamenti futili e session fotografiche, dove il regista voglia convogliare le esigue energie della storia. Tra scampoli di inaspettato cinismo, piccoli colpi di scena e la finzione scenica pronta a mescolarsi alla vita "reale" dei protagonisti, si consuma un melodramma che fortunatamente la leggerezza scelta come unico registro ove svariare impedisce di sfociare nel patetico o peggio nel ridicolo, vista l'impostazione fin lì adottata. Se non altro il passaggio di Catherine/Chouchou dall'ingenuità a una presa di coscienza di sentimenti più profondi è gestito con misura e ci si può comunque sempre consolare facendo scivolare lo sguardo sulla magnifica figura di una Bardot ancora molto acerba, dal punto di vista recitativo, ma sufficientemente espressiva. Qualche suggestivo squarcio paesaggistico francese nobilita le scene, per il resto prigioniere di una conduzione (e di una sceneggiatura) elementare. Jourdan ha un fascino che conferisce inattesa maturità al suo personaggio (cosa che manca del tutto a Calvé), la Presle - defilata - lo spalleggia bene, la Bardot occupa il set vestendo abiti di ogni foggia (che ne mettono talvolta in risalto un vitino davvero da vespa) mentre il partire da metà storia per ritornarvi dopo un lungo flashback permette di movimentare un minimo un film comunque di rara inconsistenza, la cui utilità (al di là della contemplazione della bellezza di una diva in decisa ascesa) sfugge.
il DAVINOTTI

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Homesick 30/11/15 8:12 - 5737 commenti

Forse Pierre Gaspard-Huit e i suoi sceneggiatori avevano in testa qualche brillante commedia rosa americana, ma l'immane frivolezza e prevedibilità di questa storia e la sua anonima conduzione non possono che sortire risultati deludenti. È d'obbligo comunque vederlo per rimirare la bellezza della Bardot, sempre fresca, solare e sensuale benché senza le malizie e le intemperanze del coevo Piace a troppi.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: La Bardot che vaga nottetempo tra gli alberi avvolta nelle trasparenze del suo abito da sposa.
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