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CARL MøRCK – 87 MINUTI PER NON MORIRE

All'interno del forum, per questo film:
Carl Mørck – 87 minuti per non morire
Titolo originale:Kvinden i buret
Dati:Anno: 2013Genere: poliziesco (colore)
Regia:Mikkel Nørgaard
Cast:Nikolaj Lie Kaas, Fares Fares, Sonja Richter, Christoffer Aro, Rasmus Botoft, Eric Ericson, Mikkel Boe Følsgaard, Morten Kirkskov
Note:Aka "The keeper of lost causes". Primo film della saga poliziesca tratta dai romanzi dello scrittore danese Jussi Adler-Olsen.
Visite:363
M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 4
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 7/4/14 DAL BENEMERITO DANIELA POI DAVINOTTATO IL GIORNO 18/1/18
Thriller nordico tratto dall'ennesimo bestseller d'un giallista locale (danese, questa volta), porta in scena il personaggio di Carl Mørck (Kaas), un poliziotto che già nel prologo si trova al centro di una sparatoria tra morti e feriti. Lui si salva ma, malconcio, viene trasferito in archivio a catalogare e chiudere i "casi freddi" con Assad (Fares), un collega arrivato lì grazie a una promozione visto che prima era addetto ai timbri... Il primo caso che capita in mano ai due è quello di Merete (Richter), una donna scomparsa da cinque anni, data per suicida in mare durante un viaggio in traghetto che stava facendo col fratello intellettualmente disabile (Følsgaard). Riprendendo in mano le carte di un episodio chiuso troppo in fretta dal collega poco solerte ("Se mi ammazzano, ti prego non occuparti del mio caso", finirà col dirgli Mørck), la vicenda viene ricostruita attraverso flashback dapprima basati sulle testimonianze scritte (e quindi correttamente immaginabili come visualizzati dal protagonista), in seguito possibili solo come ricordi di Merete, dal momento che ci viene mostrato che fine la donna abbia fatto (e chi indaga non può certo ancora saperlo). Scopriamo così che Merete non è affatto morta: è rinchiusa in una sorta di cisterna dove qualcuno la tiene prigioniera da mesi passandole ogni giorno due secchi, uno per mangiare e uno per la... toilette. Secondo quindi uno schema già utilizzato in film analoghi, da una parte seguiamo il procedere delle indagini, dall'altra la non-vita della poveretta nella sua prigione, dove chi ve la segrega non dice chi è né si fa vedere. Ed è probabilmente questo il limite maggiore del film: il ricorrere a uno schematismo e a una progressione poco personali, che nonostante un'ottima resa della fotografia dai toni verdastri e un cast assolutamente all'altezza (molto ben tratteggiata la figura del protagonista, burbero e antipatico ma ovviamente acutissimo) non permettono al risultato di emergere in un oceano di prodotti sempre più standardizzati. Tanto che a tratti, anche per colpa di una regia piuttosto piatta, si ha quasi la sensazione d'essere alle prese con l'ennesima fiction di qualità (COLD CASE magari, visto il tema). Invece anche tecnicamente si sarebbe sicuramente potuto fare di meglio: basti vedere come è realizzato il flashback traumatizzante all'origine di tutto, tra sapienti ralenti e una poesia che si stacca dal pragmatismo estremo del contesto. Funziona molto meglio la detection, in cui emergono le qualità della sceneggiatura, rispetto alle parti più propriamente thriller legate alla prigionia, meno plausibili, scarsamente motivate nonché in alcuni casi gratuitamente eccessive (l'estrazione autonoma del dente); se non altro sono in minor numero e raccontate mentre la storia si sviluppa con estrema chiarezza. Il film è svolto correttamente insomma, ben confezionato; solo un po' routinario e... freddo.
il DAVINOTTI

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Galbo 17/6/17 6:20 - 10051 commenti

Thriller nordico dalle atmosfere rarefatte e dalla storia raggelante riguardante una giovane donna imprigionata senza apparente motivo. I due protagonisti sono assai bene assortiti e la sceneggiatura mette efficacemente in evidenza le differenze caratteriali e il progressivo avvicinamento umano e professionale dei personaggi, oltre a ricostruire la vicenda con plausibilità. La fotografia predilige molto opportunamente i toni freddi e gli attori sono aderenti ai propri ruoli. Un buon film.
I gusti di Galbo (Commedia - Drammatico)

Daniela 7/4/14 8:58 - 6831 commenti

Poliziotto inviso a colleghi e superiori, relegato nell'archivio dei casi irrisolti, indaga sulla sparizione di una giovane donna, liquidata anni prima come presunto suicidio... Un "cold case" danese che, pur non presentando particolari novità dal punto di vista del contenuto o della messa in scena, riesce a farsi seguire con interesse grazie alla tenuta ad incastro del racconto, alle atmosfere fredde e cupe, alla convincente prova del cast. Pur senza riservare sorprese, un film solido e appagante come un buon giallo.
I gusti di Daniela (Azione - Fantascienza - Thriller)

Capannelle 5/9/17 18:05 - 3344 commenti

Thriller abbastanza teso, corroborato da un'ottima fotografia e dai visi tormentati dei protagonisti, quasi a costruire un'atmosfera che volutamente richiama quella delle serie tv americane, sia pure non riprendendone gli eccessi di spettacolarizzazione e tecnicismo. L'elemento centrale del racconto da disinnescare è basato su livelli di credibilità non proprio eccelsi (che potrebbero ridurne il pallinaggio), ma mantiene una certa presa.
I gusti di Capannelle (Commedia - Sentimentale - Thriller)

Hackett 17/3/17 7:54 - 1522 commenti

Il film d'esordio su grande schermo dei personaggi del giallista danese Olsen è un thriller compatto, narrato col piglio asciutto tipicamente nordico e interpretato da un duo di attori che appare da subito in sintonia. La trama, avvincente, si snoda mantenendo un buon ritmo e una buona resa tecnica, con menzione particolare per la fotografia. Buon inizio.
I gusti di Hackett (Giallo - Horror - Thriller)