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"L'ORA DI HITCHCOCK" EPISODIO PER EPISODIO
mercoledý 29 novembre 2017
LA PAGINA DEGLI ESPERTI

In questa pagina sono raccolti i commenti pervenuti sui singoli episodi di "L'ora di Hitchcock". Chi volesse contribuire commentando un unico e preciso episodio non ha che da CLICCARE QUI e farlo, scrivendo nel forum il proprio commento e facendolo anticipare dal titolo dell'episodio e dal relativo pallinaggio (cercando di stare più o meno, a occhio, nei caratteri di un commento standard). Il commento verrà prelevato “automaticamente” (per via umana, cioè da me) dal forum e trasferito in questa pagina nel punto esatto.


• PRIMA STAGIONE (1962-1963)

01. LEZIONE DI GIOCO (A Piece of the Action)
**! Hitchcock compare in scena con una grossa chiave accanto e (ri)parla del club della chiave (che in realtà conosceremo solo nell'episodio 4), di cui lui è unico socio maschile. L'episodio affronta il vizio del gioco, che attanaglia l'abile Duke Marsden (Gig Young). Abilissimo giocatore di carte nonché consulente commerciale, ha qualche problema con la moglie (Martha Hyer) e attende l'arrivo in città dell'amato fratellino Chuck (Robert Redford!), studente modello. Quest'ultimo, si scopre però, è a sua volta abile e incallito giocatore e la sfida a poker diventa un probabile terreno di scontro. Con le carte al centro e il resto della storia a fare da debole contorno (a cominciare dalla moglie, figura piuttosto inutile nell'economia generale), il regista Bernard Girard sa di avere poco a disposizione, ma gli attori gli vengono in soccorso: l'irridente Gig Young è un buon protagonista, Redford mostra già qualità non comuni. Quando ci si siede attorno al tavolo comunque la tensione si alza fino all'ultima partita e anche gli altri partecipanti al gioco reggono bene la parte. Finale piuttosto telefonato, ma tutto sommato soddisfacente. Hitchcock in chiusura pensa a spiegarci le molteplici morali sottese al tutto. (Zender)

02. L'ASSASSINO E DIETRO DI TE (Don't Look Behind You)

** Hitchcock è sul palco accanto a una bella ragazza che dice di aver estratto dal cilindro al posto del più classico leprotto e nel finale si esibirà chiudendosi in un baule. L'episodio tende molto più al thriller che al giallo (pur se è un dichiarato whodunit), con un misterioso killer che si aggira nel bosco di un campus universitario uccidendo le ragazze. Daphne (Vera Miles), che lì lavora, teme di essere la prossima vittima anche a causa dell'allarmismo del suo boyfriend (Jeffrey Hunter), convinto che il maniaco punti proprio a lei. Le suggerisce allora di fare da esca nel boschetto, con lei a sorvegliarla di lontano... Il regista John Brahm punta molto sull'atmosfera ma non gli riesce troppo bene: il bosco da Cappuccetto Rosso fa da cornice saltuaria a lunghi dialoghi con un Jeffrey Hunter decisamente verboso, che sfodera l'occhio chiaro ma un fascino molto relativo. Attori diretti con scarsa voglia, Vera Miles che la butta talvolta nel melodrammatico e un doppio finale ben lontano dall'essere psicologicamente plausibile come vorrebbe essere. Datato e povero di snodi che lo possano rendere interessante. (Zender)

03. LA NOTTE DELL'INCENDIO (Night of the Owl)
**!
Hitchcock presenta una nuova invenzione: le cabine televisive, poste in strada come quelle telefoniche ma nelle quali si potrà per l'appunto seguire la TV. L'episodio riguarda invece una famiglia ricattata da un losco individuo che si spaccia per un reverendo, tale Locke (Philip Coolidge): minaccia il padre, Jim Mallory (Brian Keith), di dire che la loro figlia adottiva è in realtà figlia di un assassino, come l'uomo ovviamente già sa. Se non pagherà 6000 dollari la notizia diventerà di dominio pubblico, con conseguenti ovvi drammi per la quattordicenne Ann, già scossa da un carattere che non sempre riesce a dominare (saranno i geni?). Locke ha organizzato tutto con cura assieme a un socio e al povero Jim sembra non resti che pagare, nonostante l'opposizione della moglie (Patricia Breslin), che vorrebbe avvertire la polizia. Un'ottima parima parte, di grande tensione e dominata dalla figura del ricattatore, che Coolidge riesce a caricare di una spregevolezza unica. Ottima l'organizzazione del piano delittuoso e bravo Keith a rendere l'angoscia di un padre che non sa come reagire. L'incendio del titolo italiano (quello originale è meno incisivo) cambierà le carte in tavola banalizzando un po' la seconda parte, sicuramente meno interessante e non all'altezza della prima. Da un romanzo di Paul Winterton. (Zender)

04. I CINQUE TESTIMONI (I Saw the Whole Thing)
di Alfred Hitchcock
****
Hitchcock compare in scena insieme a una chiave più alta di lui: ha organizzato per l'appunto un club della chiave di cui lui è unico socio maschile! L'episodio si apre con cinque testimoni che assistono a un incidente stradale, di cui vediamo solo la conclusione: un motociclista sbalzato dal cofano di un'auto sportiva. Chi guida l'auto scappa senza assistere la vittima. Qualche tempo dopo alla polizia si presenta un uomo (John Forsythe) che dice di essere stato alla guida, di essere innocente e di voler affrontare il processo per omissione di soccorso (la vittima ha una commozione cerebrale). E' uno scrittore di libri gialli e ha deciso di difendersi da solo, lasciando che il suo avvocato si limiti a consigliarlo. I testimoni dicono tutti che non si è fermato allo stop, lui al contrario afferma di averlo fatto. L'episodio è in buona parte centrato sulle cinque testimonianze al processo, durante le quali Hitchcock esibisce ancora una volta il suo gran gusto per l'ironia e la capacità di mantenere sempre alta l'attenzione di chi guarda. Non ci si perde una parola, tutto fila fino al colpo di scena finale, a suo modo geniale e indubbiamente spiazzante. A livello di tecnica Hitch stupisce solo nel momento in cui ognuno dei testimoni si blocca e si sente il crash, ma la logica stringente dell'episodio è ancora una volta testimonianza di un'abilità narrativa superiore. Qualche leziosità, ma impeccabile. (Zender)

05. PARTITA A SCACCHI (Captive Audience)

06. LA STATUETTA PREZIOSA (Final Vow)
**
Hitchcock in versione tatuatore si esercita su un pezzo di manzo che però preferisce non incidere: meglio mangiarselo! L'episodio racconta di una giovane suora (Carlo Lynley) non più convinta della sua fede che viene mandata per conto di un'altra suora malata nella casa di un vecchio amico di quest'ultima. L'uomo le consegna una statuetta di San Francesco scolpita dal Donatello da portare al convento, ma quando è in stazione un giovane (Clu Gulagher) gliela ruba. Chiamata dalla polizia per un confronto all'americana, riconoscerà il ladro ma non dirà nulla. Lo seguirà però e, dopo aver lasciato i voti ed esser tornata una bella bionda, lo approcerà sfruttando il fatto che lui, così trasformata, non la può riconoscere. Riuscirà a trovare la statuetta? Poco thrilling per un episodio che comincia a farsi interessante solo nell'ultima parte, al banco dei pegni. Prima è sostanzialmente la storia di un furto e di chi riconosce il colpevole e tace. Recitato con garbo, un episodio che non lascia il segno e fa numero, rientrando nella serie marginalmente. Stiracchiato per arrivare a un minutaggio accettabile, non ha nemmeno un colpo di scena che voglia spiazzare. Si conclude com'era iniziato: senza infamia e senza lode. (Zender)

07.  ANNABEL (Annabel)
**
Hitchcock ci presenta in apertura il suo speciale abito da sera in sintetico, sul quale sproloquia un po' (parole sue) presentando poi un episodio che, tratto da un romanzo di Patricia Highsmith e sceneggiato da Robert Bloch, si sperava potesse essere decisamente meglio. E' la storia di David Kelsey (Dean Stockwell), giornalista di successo che lasciato dalla sua fidanzata Annabel (Susan Oliver) qualche tempo prima, non riesce a farsene una ragione. Così la stalkerizza, nonostante lei si sia nel frattempo risposata. Infischiandosene delle avance sempre più spudorate di una collega innamorata di lui e delle perentorie minacce del marito di Annabel, che non ne può più delle sue intrusioni, David continua per la sua strada. Finché... Tutto centrato sulla figura di un Dean Stockwell giovanissimo e dall'occhio che brilla di follia, l'episodio si diverte a illustrarne le ossessioni nemmeno fosse un novello Norman Bates: ogni weekend torna nella propria villa di campagna che è un santuario dedicato ad Annabel, chiama la poveretta, le si presenta sull'uscio di casa... Ma a dire il vero l'episodio non va molto oltre, in attesa di un finale che tutto è fuorché imprevedibile. Corretto nella messa in scena, sommariamente piuttosto godibile, per quanto assai fiacco nella direzione di Paul Henreid (più attore che regista), non lascia il segno in alcun modo. (Zender)

08. L'OSPITE (House Guest)

09. IL VELO NERO (The Black Curtain)

10. LA RESA DEI CONTI (Day of Reckoning)

11. GLI AMICI RITORNANO (Ride the Nightmare)

12. PASSATA LA SBORNIA (Hangover)

13. PIOGGIA INDISCRETA
(Bonfire)

14. L'ASSASSINO INNAMORATO (The Tender Poisoner)

** Hitchcock, nel suo negozio, frantuma alcune bottiglie vuote in una gigantesca tazza con mortaio per produrre veleno. La cosa non è fuori luogo, perché Philip (Dan Dailey) ha deciso di uccidere la moglie avvelendandola dopo aver conosciuto un'altra donna di dieci anni più giovane. Il suo migliore amico, Peter (Howard Duff), non sa bene se reggergli il gioco o meno anche prima di aver capito le intenzioni omicide di quello. L'intreccio è pronto a intricarsi in un gioco di mariti, mogli e amanti in cui il colpo di scena è dietro l'angolo. Troppo facile però, anche perché la sceneggiatura di Lukas Heller (tratta da un romanzo di John Bingham) lascia qualche buco di troppo e fatica a rendersi credibile in più occasioni, specialmente nel finale. L'idea iniziale, pur non certo originale, aveva qualche buono spunto, Duff ha la faccia giusta dell'amico poco leale, ma la regia di Leonard Horn è fiacca e non ci si riesce granché ad appassionare. (Zender)

15. IL FIAMMIFERO SPENTO (The Thirty-First of February)

16. TUTTO CONTRO EVA (What Really Happened)

17. VOLO 110: SOSPESO (Forecast: Low Clouds and Coastal Fog)

18. LA RAGNATELA (A Tangled Web)

19. UN VICINO PERICOLOSO (To Catch a Butterfly)

20. FINO ALLA NAUSEA (The Paragon)

21. DELITTO OLTRE CONFINE
(I'll Be Judge, I'll Be Jury)
*! Breve introduzione con Hitchcock che pontifica sui barbieri e la loro sopita passione per l'uso sconsiderato del rasoio. Niente a che vedere con l'episodio, ambientato in Messico, dove arriva una coppia americana. Il tempo di finire quasi investiti da un tizio in auto che la donna, poi allontanatasi, viene strangolata. Il marito (Peter Graves) si rivolge alla polizia locale e ottiene una risposta incredibile: loro sanno chi è probabilmente il responsabile e gli dicono di andare in un determinato porto a cercarlo e che anzi, sarà quello a riconoscerlo. Nessuna ricerca del colpevole questa volta insomma, il punto è come condannarlo perché prove non ne esistono. Episodio piuttosto sconcertante per la scarsa accuratezza della sceneggiatura, che trascura di spiegare molte cose e mostra un protagonista legnoso che pare oltretutto per niente affranto per la morte della moglie. Molto meglio di lui Albert Salmi nel ruolo dello strangolatore: laido, timido, terrorizzato, è una bella figura di serial killer e l'unico vero motivo per vedersi un episodio senza nulla di memorabile, con un finale che lascia abbastanza freddi e risolto con le stesse incertezze viste fin lì. (Zender)

22. PERICOLO INVISIBILE (Diagnosis: Danger)
***
Hitchcock ha uno stetoscopio al collo che presenta però come radio a transistor illustrandone i vantaggi. L'episodio si apre con un ragazzo febbricitante che cade da un auto in corsa in piena autostrada. Quando viene ritrovato, il dipartimento sanitario stabilisce che è morto di antrace! In breve scopriremo che non sarà l'unico caso e che il morbo si sta diffondendo. Un giovane medico (Michael Parks) s'incarica di capire chi o cosa ci sia all'origine (un tamburo contaminato, noi lo sappiamo fin dalle prime scene). Diretto con grande qualità da Sydney Pollack (all'epoca solo regista di episodi televisivi), ne mostra già la predisposizione a gestire con competenza e senso della tensione scenari di crisi che coinvolgono più settori governativi. Ottimo infatti anche il disegno dei caratteri secondari ed eccellente il ritmo. Con un soggetto tutto sommato scarno (scritto da Roland Kibbee) è proprio la regia a fare la differenza, con una buona direzione del cast. L'interesse non cala fino all'ultima scena, mentre sapidi tocchi ironici valorizzano i dialoghi a conferma di un episodio che poco ha a che fare col giallo e molto col thriller. (Zender)

23. TRAGICA ILLUSIONE (The Lonely Hours)

24. LE DUE VERITA' (The Star Juror)
***
Hitchcock è alle prese con la muratura di una porta e nella pietra d'angolo ha deciso di inserire significativi oggetti della nostra epoca per farli trovare un giorno ai nostri posteri. Il finale a storia conclusa riserverà un simpatico colpo di scena. L'episodio comincia con l'omicidio di una bella giovane in un parco. L'assassino è George Davies (Dean Jagger), il farmacista da cui la donna lavorava come commessa, ma ad essere incolpato è il ragazzo di lei, J.J. Fenton (Will Hutchins), un ex carcerato che in quel momento stava poco lontano con la barca. Il caso per lo sceriffo sembra chiuso, ma il vero colpevole non riesce a darsi pace. Per colmo di beffa viene addirittura scelto come giurato al processo e comincerà a sostuituirsi all'incapace avvocato della difesa nel tentativo di dimostrare che non è Fenton l'assassino. Un'ottima idea, tratta da un romanzo di Francis Didelot, che non ha avuto il trattamento che meritava. Sia per la poca incisività del cast (Jagger è costantemente stranito, Hutchins un bullo poco convincente) che per la scarsa credibilità delle situazioni: l'omicidio avviene attraverso forzature ridicole, le reazioni di Fenton in carcere (e dopo il processo) sono eccessive e se non fosse per la qualità di un soggetto originale e che incuriosisce non poco (potrebbe in parte far pensare al nostro Indagine su un cittadino) il risultato sarebbe deludente. Fortunatamente il teleplay è buono, le sorprese non mancano e non ci si annoia. (Zender)

25. IL LUNGO SILENZIO (The Long Silence)

26. IL DELITTO PERFETTO (An Out for Oscar)
***
Hitchcock si presenta in scena con un martello e il pupazzo di un panda, appena vinto evidentemente al gioco da luna park che gli sta alle spalle. Presenta la storia senza, dice, svelare troppo. Si apre con Linda Christian ed Henry Silva ad amoreggiare in casa: lei sta tradendo il suo uomo ma quello lo viene a sapere, la minaccia e si becca una coppa in testa. Morto. Lei riesce a far passare il delitto per legittima difesa e comincia a sedurre un fessacchiotto (Larry Storch) che lavora in banca e le casca tra le braccia, sposandola. Dopo un po' però ricompare sulla scena Silva e capiamo che la donna ha in testa un bel ricatto. Una trama che appare inizialmente piuttosto semplice si complica e capiamo presto che il delitto perfetto del titolo italiano non è quello in apertura (di cui nessuno parla più dopo i primi minuti) ma un altro. La Christian è bella e spietata, poi mezza alcolizzata e innamorata di un solo uomo, quello sbagliato; che ha la faccia di un Silva giovane e già imperscrutabile, terzo ingranaggio di un meccanismo ben studiato e discretamente diretto da Bernard Girard, debole tuttavia nella suspense e in qualche passaggio non chiarissimo. Ad ogni modo un buon esempio di telefilm giallo. (Zender)

27. LA MOGLIE GIOIOSA (Death and the Joyful Woman)
**
Hitchcock è in scena assieme a un cane e un gatto invisibili che abbaiano e miagolano: l'unico modo, dice, per impedire che si azzuffino. L'episodio comincia a una grande festa nella villa del ricco produttore di vini Luis Aguilar (Gilbert Roland), dove questi chiama nella stanza degli assaggi il figlio "degenere" Al (Don Galloway): non ha sposato la donna che suo padre aveva scelto per lui e per ripicca l'uomo l'ha lasciato sul lastrico. Per dargli i 5000 dollari che al giovane servirebbero, Luis lo sfida a chi beve di più (si comincia con una bottiglia di "Joyful woman", per l'appunto): chi rotola per primo giù dal tavolo ha perso. Ma è solo l'inizio di un episodio che si evolverà in modo del tutto diverso, con l'entrata in scena della promessa moglie (Laraine Day) di Luis e un delitto inatteso. Purtroppo non è sufficiente la varietà di spunti a dare consistenza all'episodio. Recitato con convinzione soprattutto da Roland e con una seconda parte molto meno tesa e interessante. Manca il ritmo ed è un fatto, ma è come il finale viene mal gestito a dare la misura della scarsa incisività del quadro generale. Con un epilogo tremendamente fiacco e deludente che smonta quanto di buono s'era visto fin lì. (Zender)

28. LA RAGAZZA IN BLUE JEANS (Last Seen Wearing Blue Jeans)

29. IL SEGRETO DI DIANNE (The Dark Pool)

30. LETTERE A ZIO GEORGE (Dear Uncle George)

31. ATTENTO DOTTORE (Run for Doom)

32. A PESCA CON PHILIP (Death of a Cop)
***
Hitchcock in scena vicino a una grossa colonna di sale e due cartelli che indicano Sodoma e Gomorra. Non che le due cose siano associate, ma del sale parlerà prima e delle due città nel finale. L'episodio si apre su due poliziotti in auto, padre (Victor Jory) e figlio (Peter Brown), pronti a sventare una rapina in negozio. Sembrano molto affiatati, ma fin troppo zelanti; tanto che il figlio, poco tempo dopo, ci lascerà le penne. Suo padre, che da quel momento non avrà altro in testa che vendicarlo, indaga sulla band del quartiere cercando di combattere l'ostilità di chi vi abita (che naturalmente dice di non aver visto né sentito nulla). Episodio particolarmente rigoroso e ottimamente interpretato da un Victor Jory freddo quanto convincente nonostante un'età non più verde (o forse proprio per quello). Ma era stata costruita bene anche la scena del sequiestro e conseguente uccisione del figlio, a dimostrazione di una regia che insiste con bravura sul sadismo dei criminali (perfetto Richard Jaeckel nel ruolo del killer) e gestisce coerentemente anche le transazioni con l'avvocato difensore. Senza dire nulla di nuovo un episodio godibile, nonostante un finale non del tutto all'altezza (si sperava in un colpo di scena più geniale). (Zender)


• SECONDA STAGIONE (1963-1964)


01. TI STO ASPETTANDO PICCOLA MIA (A Home Away from Home)

02. LUNGA NOTTE (A Nice Touch)

03. L'ODORE DELLA PREDA (Terror at Northfield)

04. You'll Be the Death of Me

05. L'ASSASSINO E LA SIGNORA (Blood Bargain)

06. NIENTE DI NUOVO A LINVALE (Nothing Ever Happens in Linvale)
**!
Hitchcock sta preparando il letto per il fratello che, dice, quando torna a casa la sera tardi fa un gran baccano: è il letto d'un fachiro! Poi spiega che a Linvale non succede mai nulla, ma forse invece... chi è l'uomo (Gary Merrill) che se ne sta tutto il giorno a far niente in giardino bevendo alcolici? La vicina (Phyllis Thaxter) è preoccupata, anche perché la moglie di questi pare scomparsa da almeno tre giorni e non si capisce che fine abbia fatto. Chiama così la polizia e lo sceriffo di Linvale (Fess Parker) decide che è il caso di indagare, anche perché della donna pare si sian davvero perse le tracce... Ennesima variante hitchcockiana della "Finestra sul cortile", poteva sinceramente far parte degli episodi brevi della serie "Hitchcock presenta". La storia basa infatti tutto sul finale a sorpresa (risolto molto bene, va detto, per quanto telefonato) mentre il resto riguarda quasi esclusivamente gli interrogatori dello sceriffo a chi conosce lo strano tipo, con qualche ovvia intrusione della petulante vicina, mai soddisfatta. Buona ad ogni modo la performance di Parker, che sa dare credibilità al suo sceriffo. Regia al contrario un po' sonnacchiosa... (Zender)

07. IL PADRE DI TOD (Starring the Defense)
***
Hitchcock, con una retina a fianco di un camioncino, lo presenta come la sua prima preda, catturata sull'autostrada! Incipit surreale per un episodio d'impostazione giudiziaria, dove il padre (Richard Basehart) di Tod (Teno Pollick), ex attore di Hollywood ora avvocato, decide di difendere in prima persona suo figlio, accusato di aver ucciso un amico durante una lite. Benché il penale non sia il suo campo, chiede aiuto a un collega per i... testi e si presenta in aula con piglio sicuro, certo di poter convincere la giuria della preterintenzionalità del delitto. Joseph Pevney, una vita a dirigere serie tv, mostra altrettanta decisione nella regia dell'episodio, serrato e convincente, in buona parte girato nell'aula del tribunale. Il colpo di scena finale è inatteso e a suo modo geniale, anche se poi non si concretizza in una sorpresa funambolica. Tutta farina del sacco di Henry Slesar comunque, autore unico del copione. Ottimo Basehart, teatrale al punto giusto l'arringa in chiusura, valido anche il resto del cast. Poco da eccepire se non forse l'assenza di brillantezza nella conduzione. (Zender)

08. IL CADAVERE (The Cadaver)

09. LA CAPSULA DI COBALTO (The Dividing Wall)

10. CIAO, GEORGE (Good-Bye, George)

11. LA TRAPPOLA (How to Get Rid of Your Wife)

12. Three Wives Too Many

13. The Magic Shop

14. OLTRE IL MARE DELLA MORTE (Beyond the Sea of Death)

15. LA VOCE MISTERIOSA (Night Caller)

16. TERZA DIMENSIONE (The Evil of Adelaide Winters)

17. IL VASO (The Jar)

18. FUGA FINALE (Final Escape)

19. LA MACCHINA IN PEZZI (Murder Case)

20. CASELLA 2618 (Anyone for Murder?)

21. METAMORFOSI (Beast in View)

22. DIETRO UNA PORTA CHIUSA (Behind the Locked Door)

23. UN COLPO TROPPO GROSSO (A Matter of Murder)

24. LA CARA MISS EMMY (The Gentleman Caller)

25. SENZA FIATO (The Ordeal of Mrs. Snow)

26. GLI ULTIMI DIECI MINUTI (Ten Minutes from Now)

27. LA VENDETTA DI SATANA (The Sign of Satan)

28. LA SERPE IN SENO (Who Needs an Enemy?)

29. UN LETTO DI ROSE (Bed of Roses)

30. LA CONFESSIONE (The Second Verdict)

31. IN ALTO MARE (Isabel)

32. IL CORPO NEL FIENILE (Body in the Barn)



• TERZA STAGIONE (1964-1965)


01. LA VENDETTA (Return of Verge Likens)

02. DOPPIO FONDO (Change of Address)

03. SULLA RIVA DEL LAGO (Water's Edge)

04. IL LAVORO PIU' RIUSCITO DI JUAN DIAZ (The Life Work of Juan Diaz)

05. LA SCIMMIA CHE BALLA (See the Monkey Dance)

06. TRE DOLLARI AL GIORNO (Lonely Place)

07. IL MISTERO DELLA CASSA (The McGregor Affair)

08. Misadventure

09. Triumph

10. RAPPORTO DALL'INFERNO (Memo from Purgatory)

11. LE FORMICHE DEL FUTURO (Consider Her Ways)

12. Crimson Witness

13. GLI AMICI INVISIBILI (Where the Woodbine Twineth)

14. L'ULTIMA REPLICA (Final Performance)

15. LA MORTE IN VACANZA (Thanatos Palace Hotel)

16. One of the Family

17. An Unlocked Window

18. TRAPPOLA (The Trap)

19. Wally the Beard

20. Death Scene

21. The Photographer and the Undertaker

22. Thou Still Unravished Bride

23. SICURO AL CENTO PER CENTO (Completely Foolproof)

24. Power of Attorney

25. The World's Oldest Motive

26. The Monkey's Paw - A Retelling

27. The Second Wife

28. Night Fever

29. Off Season
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