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LE LOCATION ESATTE DI "PECCATO CHE SIA UNA CANAGLIA"
giovedý 04 febbraio 2016
ImageSituazione all'inizio delle ricerche: Alcune location di questo film sono facilmente rintracciabili grazie al fatto che si inquadrano spesso grandi monumenti e noti palazzi romani e qualcosa online si trova. Ma la cosa più interessante in questo caso era capire come negli ultimi decenni sono cambiate molte cose anche nel centro storico della Capitale dove Blasetti è riuscito a immortalare scorci che alle volte sono stati interessati da pesanti interventi urbanistici. Insomma, una gita cineturistica a tutti gli effetti che fa un po' il verso al più celebre Vacanze romane ma che ci suggerisce angoli di Roma altrettanto interessanti.

Divertente commedia di Blasetti, Peccato che sia una canaglia si affida al solido e collaudato trio Mastroianni, Loren, De Sica per raccontare le disavventure di un tassinaro romano. I luoghi che il regista sceglie somigliano quasi a un pretesto per mettere in mostra le tante bellezze architettoniche, artistiche e archeologiche di Roma. L'elenco dei monumenti e dei palazzi storici visibili nel film è infatti importante: dal Teatro Marcello all'Anfiteatro Flavio, dalla basilica di Santa Maria Maggiore alla cupola di San Pietro, dal Palatino alla Bocca della Verità... insomma, le ambientazioni non si allontanano mai dal centro storico della Capitale anche se rimangono comunque interessanti perché mettono in luce numerosi cambiamenti avvenuti negli oltre 60 anni che ci separano dalle riprese. Un insolito Muro Torto percorso dal tram, una piazza di Campitelli con ampio panorama sul Teatro Marcello e altre piccole chicche per chi conosce Roma e non. Precisiamo quindi che tutte le location sono romane (motivo per il quale la città non viene ripetuta negli indirizzi).

Image 01. LA PIAZZA IN CUI PAOLO LUSTRA IL SUO TAXI (Ellerre)
Il film inizia con Paolo Silvestrelli (Marcello Mastroianni), tassista romano, che in una giornata estiva è fermo sulla strada a lustrare la propria vettura nuova in attesa della corsa inaugurale. Ma è soprattuto in cerca di clienti perché ha più che mai bisogno di mettere in moto il tassametro per ripagare l'acquisto. Siamo in piazzale Ugo La Malfa, uno scenario noto ai romani (e non solo), sopra al Circo Massimo con vista sul colle Palatino. Lo stesso piazzale è, cinematograficamente parlando, più noto per l'episodio First aid (pronto soccorso) dei Nuovi mostri (1977) di Monicelli/Risi/Scola con Alberto Sordi che lì raccoglie un "malconcio". Nel nostro film però, inspiegabilmente, viene accuratamente evitata l'inquadratura del monumento a Mazzini inaugurato pochi anni prima delle riprese.

Image 02. L'OFFICINA DEL RICETTATORE D'AUTO (Ellerre)
Lina (Sophia Loren), che sta lentamente apprendendo la poco nobile arte del furto, si fa accompagnare dai suoi “colleghi” dalla prossima vittima designata, che sarà proprio Paolo. Il gruppo però passa prima all'officina di quello che è un loro amico meccanico ricettatore perché a lui dovranno consegnare il taxi trafugato. L'officina è in piazza della Città Leonina. Lo si evince dal controcampo che inquadra le mura leonine, la cupola di S. Pietro, il palazzo Apostolico e il Passetto di Borgo. Vista l'angolazione delle varie strutture e seguendo alcuni piccoli dettagli mostrati si riesce a determinarne l'ingresso. Per quanto riguarda gli interni dell'officina c'è invece uno stacco ed è quindi impossibile stabilire se fosse realmente lì. Anzi, un improbabile lucernario farebbe escludere l'ipotesi.

03. LA PINETA DOVE TENTANO DI RUBARE IL TAXI A PAOLO (Ellerre)
Paolo ha finalmente trovato tre giovani clienti per rodare il suo nuovo taxi e la corsa è in direzione Lavinio (o almeno così si dice nel film). Non è però escluso che la pineta che i nostri attraversano durante il tragitto e la spiaggia con dune e pinetina in cui Paolo viene abbindolato da Lina mentre i due complici tentano di rubargli il taxi, siano invece più vicini a Roma (Castel Fusano? castel Porziano? Fregene?). In realtà non è facile trovare oggi tratti di litorale laziale così incontaminati come nel 1954, quando si riusciva ad arrivare in prossimità del mare con l'auto senza incontrare alcuna abitazione e si incrociavano pini tanto a ridosso della spiaggia.

Image Image 04. LA MULTA ALLA BOCCA DELLA VERITÀ E LA PIAZZA DOVE LINA SI DILEGUA (Ellerre)
Paolo, dopo aver messo in fuga i due ragazzi che volevano rubargli il taxi, è su tutte le furie anche perché nella colluttazione ha ammaccato la carrozzeria nuova di zecca. Ora sta portando di corsa al commissariato la complice dei ladri, Lina, e appena arrivato a Roma lo vediamo sfrecciare davanti alla chiesa di Santa Maria in Cosmedin, in piazza Bocca della Verità, dove prende una multa per aver imboccato la direzione vietata. Subito dopo vediamo il taxi di Paolo costretto in un ingorgo a piazza San Salvatore in Lauro, dove Lina ne approfitta per scappare in tutta calma. La scenetta si chiude con Paolo che tenta di spiegare l'accaduto ai vigili urbani, i quali per tutta risposta lo portano via di peso, dal momento che aveva paralizzato il traffico.

Image 05. DAL TABACCAIO A COMPERARE LA MARCA DA BOLLO (Ellerre)
Paolo, seguendo il consiglio datogli da un signore – che in realtà scoprirà poi essere il "Professor" Stroppiani (Vittorio De Sica), padre di Lina, ladro di professione da lui incontrato per caso durante una visita dal meccanico di piazza della Città Leonina, luogo in cui era tornato nel frattempo per cercare i balordi del tentato furto - va in tabaccheria per acquistare la "carta da bollo da 100 lire" che gli serve per sporgere denuncia al commissariato. Una volta in tabaccheria ci ripensa e, rassegnato, compera "5 nazionali... morbide”. La tabaccheria è in piazza in Piscinula a Trastevere e, anche se viene inquadrata solo dall'interno, la si riconosce subito dal tipico palazzetto quattrocentesco appartenuto alla famiglia Mattei e che caratterizza questa piazza di Trastevere. La piazza ha ispirato diversi registi nel tempo: sono infatti girati lì anche film come Cuore matto... matto da legare, Dillinger è morto, Faccia da schiaffi, L'uccello dalla piume di cristallo.

Image Image 06. L'AUTORIMESSA DEI TAXI (Ellerre)
Paolo è all'autorimessa dei taxi dove ha appena fatto riparare il danno al parafango della sua vettura, che caro gli costerà ("5mila lire", dice il gestore della rimessa). Il posto è facilmente riconoscibile: si tratta di un locale storico di Roma, l'antico mercato ebraico del pesce, in via di San Teodoro 74, che per anni ha funzionato da garage accogliendo anche parte del parco auto dei vigili urbani della Capitale e che oggi è diventato un mercato ortofrutticolo domenicale. Inconfondibile la forma esagonale del locale, mentre a togliere ogni dubbio è l'inquadratura verso l'esterno grazie alla quale si scorge perfettamente la basilica di Santa Anastasia al Palatino assieme all'omonima piazzetta. La location ricorrerà più volte nel film e il tratto di via esterno con la piazza antistante faranno da sfondo a un lungo piano sequenza con i due protagonisti – Paolo e Lina – in azione.

Image 07. PAOLO RIVEDE LINA E LA INSEGUE (Ellerre)
Ancora una scena che Blasetti usa come pretesto per mettere in luce le bellezze architettoniche di Roma. La scena ha inizio infatti con il taxi di Paolo, sempre in pieno centro storico di Roma, che percorre via dell'Olmata (lo si evince subito dal campanile della basilica di Santa Maria Maggiore che si erge sullo sfondo). Fermo all'incrocio, Paolo vede per caso passare Lina: scatta immediatamente un breve inseguimento che si conclude nell'adiacente via dei Quattro cantoni: qui il taxi di Paolo viene tamponato da un'auto subendo l'ennesimo danno alla carrozzeria. Nel frattempo Paolo riesce a riacciuffare Lina e a portarla con sé per consegnarla alla polizia anche se le cose poi non andranno proprio così...

Image 08. PAOLO FA SALIRE IN TAXI DUE CLIENTI STRANIERI (Ellerre)
Paolo sta portando Lina al commissariato ma nel frattempo continua il lavoro di tassista e fa salire in vettura due turisti stranieri diretti al Colosseo. Dopo le multe prese e gli incidenti occorsi alla sua nuova auto deve necessariamente lavorare duro, per ripagare tutte le spese "impreviste". Ferma quindi il taxi in via IV Novembre, in prossimità della chiesa di Santa Caterina a Magnanapoli. All'interno della scena, sullo sfondo dell'inquadratura, è ben visibile anche la chiesa dei Santi Domenico e Sisto, luogo caro a Blasetti visto che è lo stesso in cui aveva già girato Prima comunione. Che dire, un'altra location che vale di sicuro una visita cineturistica.

Image 09. CON I TURISTI AL TEMPIO DI VENERE E ROMA (Ellerre)
Giunti a destinazione, i due turisti americani scendono in un luogo molto frequentato dai forestieri e naturalmente anche dal cinema. La location ricorre infatti anche in altri film come I due vigili di Giuseppe Orlandini, Ciao marziano di Pier Francesco Pingitore e soprattutto La decima vittima (1965) di Elio Petri, che ricollocherà nello stesso luogo proprio Marcello Mastroianni (come si vede nella tavola). Siamo sul tempio di Venere e Roma – decenni fa parecchio visitato dalle auto a quanto pare – un set fra i più panoramici del centro storico della Capitale. Vista la sua invidiabile posizione rialzata, infatti, si possono ammirare da lì in tutto il loro splendore il Colosseo, l'Arco di Costantino, la via Sacra e buona parte del Palatino. Fin troppo banale la ricerca, ma è interessante notare come Blasetti intendesse mettere in luce nel suo film le bellezze del centro città e gli scorci più suggestivi.

Image 10. CASA DEL "PROFESSOR" STROPPIANI (Ellerre)
Paolo, fattosi nel frattempo meno severo, decide di riportare a casa Lina e chiarire con la famiglia di lei una volta per tutte la questione del tentato furto, proponendosi inoltre di far notare loro le brutte frequentazioni della ragazza. Nel film Lina dice di abitare in piazza delle Colonnette, ma in realtà ci troviamo in piazza de' Mercanti a Trastevere, proprio di fianco allo storico ristorante Meo Patacca. L'atmosfera che si respirava in quel luogo nel 1954 ora non si ritrova più, ma le sembianze sono rimaste quelle e possiamo facilmente rintracciare l'ingresso di casa Stroppiani grazie ai tanti indizi paesaggistici e ai dettagli decorativi del portoncino rimasti intatti.

Image 11. LEZIONE DI FURTO ALLA STAZIONE OSTIENSE (Ellerre)
Stroppiani, detto anche il "Professore", abile ed elegante ladro di città, è alla stazione Ostiense con sua figlia Lina, assieme alla quale ha pianificato un suo classico: il furto di valigia. Stroppiani sceglie di dirigersi verso il binario del rapido che arriva in ritardo e, durante la sua "lectio magistralis", spiega alla figlia il perché della scelta: "La gente che scende dal treno arrivato in ritardo è affrettata, preoccupata, distratta... e noi lavoriamo sulle distrazioni". Della stazione si vedono soprattutto gli interni che sono comunque interessanti perché ci restituiscono le fattezze precedenti agli stravolgimenti subiti nel tempo. Si vedono perfino alcune statue di marmo a ornamento del sottopassaggio, oggi rimpiazzate dai distributori automatici...

Image Image 12. UN BRUTTO INCIDENTE PER PAOLO (Ellerre)
Il “professor” Stroppiani è in fuga dopo il furto d'una valigia alla stazione Ostiense ed è salito sul taxi di Paolo, che nel frattempo era in cerca di Lina. Ignaro di quanto accaduto, Paolo dà un passaggio a Stroppiani diventando di fatto l'autista del ladro. Una volta in corsa Paolo nota la valigia senza fondale di Stroppiani scoprendone così il vero “mestiere”; quest'ultimo apre allora d'improvviso la portiera provocando un brutto incidente. Siamo in via Cristoforo Colombo, all'incrocio con viale Marco Polo. Il primo elemento identificativo è il palazzo indicato con A nella tavola 12a che oggi, oltre a essere inglobato in un altro comprensorio, è completamente coperto alla vista da un'intera zona edificata successivamente al 1954. Un secondo indizio ce lo fornisce la strada in cui Stroppiani si dilegua: è viale Marco Polo e lo si riconosce soprattutto per il paesaggio che si staglia in lontananza, con una Garbatella ancora urbanisticamente "incompleta" e il suo inconfondibile tabacchificio.

Image 13. DUE FRAPPÈ ALLO “ZABAGLIONE" AL BAR LATTERIA (Ellerre)
Il locale che compare più di una volta nel film è un bar latteria e in questa scena se ne capisce la collocazione grazie alle inquadrature esterne allo stesso. Qui fuori, infatti, Stroppiani e sua figlia Lina progettano il colpo successivo prima di entrare a prendersi due frappè allo “zabaglione". Siamo sempre in piazza de' Mercanti, nel cuore di Trastevere, proprio di fronte alla casa in cui Stroppiani abita con la figlia. L'antico palazzetto in cui era collocato il bar (che non sembra essere di scena) è oggi completamente ristrutturato e trasformato. Per leggere al meglio la location è bene guardare lo sfondo della scena in cui si scorge una porzione della basilica di Santa Cecilia.

Image 14. PAOLO ALL'INSEGUIMENTO DEI FURFANTI (Ellerre)
Paolo, ancora una volta beffato da Lina - che se ne approfitta fingendosi innamorata di lui - è in corsa col suo taxi sul Lungotevere mentre impreca disperato. Qui vede per caso passare i due complici abituali di Lina e subito scatta l'inseguimento: i due scendono di corsa le scalette (da qualche anno scomparse) che dal lungotevere dei Sangallo portano in via del Gonfalone per poi - come spesso succede in questi casi - ritrovarsi in tutt'altra zona; più precisamente a borgo Sant'Angelo, dove ritroviamo il taxi che insegue l'autobus su cui i due sono appena saliti. Giunti poi in viale del Muro Torto, Paolo approfitta della fermata del bus per salirvi a bordo pure lui. E' qui da notare un Muro Torto praticamente deserto e con un tram che passa di lì! Con i lavori di Corso d'Italia del 1960 il Muro Torto è diventato una strada a scorrimento “veloce” e... traffico intenso.

Image Image 15. TUTTI AL COMMISSARIATO (Ellerre)
L'inseguimento di Paolo si chiude all'interno dell'autobus, dove ritroviamo tutti i personaggi assieme. Paolo acciuffa i due ladruncoli e contemporaneamente coglie in fragranza di reato Stroppiani mentre ruba il portafoglio a un passeggero: ne nasce una baruffa che coinvolge tutti, vittime e furfanti. Accompagnati da una guardia, scendono tutti in via del Teatro Marcello per dirigersi in commissariato dove dovranno spiegare i fatti. Via del Teatro Marcello è ben visibile e identificabile visto che tutto è rimasto com'è. A livello di location le cose cambiano quando gli attori svoltano in piazza di Campitelli: la piazza offre infatti nel film un'inaspettata vista sul Teatro Marcello oggi definitivamente resa impossibile dal seicentesco palazzetto di Flaminio Ponzio, ricostruito lì - dopo il suo sventramento avvenuto nel rione Monti nel 1933 - in un periodo di poco successivo al film. Infine è possibile ritrovare con precisione l'ingresso del commissariato che nella finzione viene fatto credere sia dentro palazzo Capizucchi.

Image 16. FINALE CON SCHIAFFI E BACIO (Ellerre)
Una volta riuniti tutti in commissariato, Stroppiani con grande abilità oratoria riesce ad alimentare il caos distorcendo ad arte la dinamica degli avvenimenti; tanto che il commissario, scocciato dalla presenza dalla moltitudine di persone presenti, lascerà liberi tutti. Appena fuori da palazzo Capizucchi Paolo vuole chiudere i conti con Lina e cerca un posto appartato per prenderla a schiaffi. Il primo tentativo fallisce in una bottega di via dei Cerchi, con la negoziante che disturba l'azione, poi i due si ritrovano di nuovo in via del Teatro Marcello ed entrano in un portone aperto, al civico 34, ma anche qui un signore blocca il manrovescio che Paolo sta per dare a Lina. La porta e il muretto di cinta del Campidoglio non lasciano dubbi sul luogo che si appaleserà loro di fronte una volta che usciranno in strada. La scena madre in chiusura, infatti, avviene in pubblico con l'Ara Coeli sullo sfondo, tra schiaffi e inevitabile bacio appassionato finale.

Tavole, testi e foto personali: Ellerre

ARTICOLO INSERITO DAL BENEMERITO ELLERRE
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