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L'ISTITUTO VIGNA PIA
lunedý 18 febbraio 2013
ImageL'ISTITUTO DI VIGNA PIA FA PARTE DEI LUOGHI COMUNI DEL CINEMA ITALIANO (vedi Approfondimento relativo), ovvero di quelle location pluriutilizzate dal nostro cinema (di genere e non).

L’interesse per questo grande salone rettangolare - caratterizzato da un corpo centrale libero, una serie di archetti bianchi lungo le pareti a sorreggere due file perpendicolari di ballatoi - nasce alcuni anni fa quando alcuni utenti del sito hanno cominciato ad avvistare quello che secondo la logica narrativa doveva essere un carcere (spacciato il più delle volte il Regina Coeli di Roma) oppure, in altri casi, un orfanotrofio e un istituto psichiatrico. Di che luogo si trattava? Le riprese in esterna del carcere immediatamente precedenti o successive le scene che lo riguardavano non erano di aiuto, nel senso che non erano coerenti con il salone. Tranne un solo caso, Ti ho sempre amato!, come vedremo più avanti.

Image LA RICERCA
I primi avvistamenti di questo particolare ambiente devono esser fatti risalire al tempo in cui si cercavano, nel maggio del 2008, le location del film Ladro Lui, ladra lei. Osservando gli interni del carcere che si vedono nel finale del film, Zender notò che assomigliavano molto a quelli del carcere minorile di San Michele (celebre ex penitenziario capitolino usatissimo al cinema e al cui SPECIALE vi rimandiamo per un approfondimento). Non erano tuttavia gli stessi, e inizialmente si ipotizzò potesse trattarsi di un'ala del carcere differente da quella che ormai avevamo imparato a riconoscere, pur se sempre localizzata nel medesimo complesso. Successivamente si credette che si potesse trattare del vero carcere di Regina Coeli, visto che le didascalie questo indicavano, molto spesso. Tuttavia era strano pensare che una casa di pena così importante avesse prestato un intero braccio per le riprese di un film con tale frequenza. Nonostante la cosa fosse poco credibile mi procurai un volume fotografico del carcere (titolo: "Regina Coeli") nella speranza potesse contenere immagini coerenti con quelle mostrate nei vari film. Sfortunatamente il reportage fotografico di Pino Rampolla non soddisfaceva la mia domanda, così decisi di contattare l'autore del libro il quale, fotogrammi delle pellicole a nostra disposizione alla mano, non confermò né smentì che la location cercata fosse realmente il Regina Coeli.

Image Image Fin da principio, tra le altre, si era anche avanzata un'altra ipotesi: e se fossero gli studi della De Paolis? Alcuni film (non ultimo Il camorrista di Tornatore) dimostravano che era possibile ricreare un ambiente molto simile a quello del carcere del San Michele all'interno degli studi, tanto che proprio per i film girati al San Michele inizialmente pensavamo in molti fossero stati girati in un teatro di posa. Ma nel nostro caso anche questa ipotesi non ritrova riscontro; pensare che un set posticcio così grande fosse rimasto pressoché immutato nel corso di almeno tre decenni era quantomeno improbabile...
Nel frattempo, tra le varie segnalazioni di utenti che individuavano il carcere in altri film, ne giunge anche una per il film Ti ho sempre amato!, del 1953. Ebbene, in questo caso è Guru a segnalare che il famoso "carcere misterioso" è in questo film un orfanotrofio di cui si vede anche l'esterno! Ben pochi a questo punto potevano immaginare che si trattava dell'unica volta in cui davvero si poteva vedere l'esterno dell'istituto Vigna Pia! Si pensava fosse un esterno di comodo, in definitiva, uno dei tanti utilizzati per "coprire" interni girati altrove. Non era vero, ma questo l'avremmo scoperto solo in seguito alla certa localizzazione del posto, anche perché gli esterni, con una grande statua di Cristo oggi scomparsa, non erano certo facilmente rintracciabili...

Image Passa del tempo e arriviamo al 12 dicembre 2012: Fedemelis, un utente davinottico tra i più attivi, segnala un film che sarà il punto di svolta per la soluzione del rebus. Il titolo è Giallo napoletano e abbiamo con esso finalmente un'opera relativamente recente (1979) in grado di mostrarci come il posto sia ancora riconoscibile e inequivocabilmente lo stesso che stavamo cercando. Non ci penso due volte e contatto lo scenografo del film, Marco Dentici, Image il quale ricorda bene il posto ("un istituto religioso") ma non l'esatta collocazione (zona San Camillo). Ancora troppo poco per stanare un "interno" di quel tipo e troppo ampia e imprecisa la zona di ricerca. Una seconda telefonata a distanza di qualche settimana è quella definitiva. Dentici ricorda qualche dettaglio in più: "Rispetto a piazzale della Radio si prende la Portuense e da lì sono circa 200 mt sulla sinistra. Dovrebbe essere qualcosa come via di Vigna Pia...". E così che domenica 3 febbraio 2013 mi reco all'istituto previo accordo telefonico con Padre Rocco, il superiore della comunità religiosa dal 2011, che mi concede con grande cortesia il privilegio di fotografare il famigerato salone. Si spalancano così le porte del paradiso.

Image LA STORIA
Vigna Pia (dall'ideatore papa Pio IX) è un istituto cattolico di Roma sito in via Filippo Tajani 50 nel quartiere Portuense di Roma. La storia dell'istituto ha origine nel lontano 1846: è papa Pio IX a volere una scuola di agraria (successivamente opera assistenziale). L'anno successivo viene inaugurata quella che un tempo fu Vigna Casoni, divenuta Vigna Pia dal nome del suo ideatore. Nel 1858 la sede - oramai ampliata fino al colle di Santa Passera - raggiunge l'estensione di 27 ettari. Il nuovo edificio centrale viene inaugurato ufficialmente nel 1868. Nel 1918 l’edificio di Vigna Pia viene affittato alle Suore Missionarie Francescane come collegio femminile. Oggi il complesso è sede di convitto e polisportiva giovanile. Il grande salone esiste ancora, seppure molto diverso da come appare nei tanti film. Da circa 20 anni funge infatti da atrio per la scuola americana ospitata dall’istituto con una biblioteca, una segreteria, delle teche di scienze naturali e altro ancora.

Testi: Travis (con piccole aggiunte di Zender) - Fotografie: Travis - Tavole: Zender

• Ecco l'elenco di film compresi nelle tavole sopra mostrate:

Ti ho sempre amato! (1953) - Ladro lui, ladra lei! (1958) - La marcia su Roma (1962) - Se permettete parliamo di donne (1964) - Confessione di un commissario di polizia al procuratore della Repubblica (1971) - Giallo napoletano (1979) - La piovra 2 (1985)

• Altri film non compresi nelle tavole e di cui trovate le immagini qui sotto:

Il bigamo (1955) - Noi siamo due evasi (1959) - Nella città l'inferno (1959) - Le quattro giornate di Napoli (1962) - Operazione San Gennaro (1966) - La bambolona (1969) - A pugni nudi (1974)

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APPROFONDIMENTO INSERITO DAI BENEMERITI TRAVIS E ZENDER
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