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INTERVISTA A MIRENO SCALI (IL SOSIA DI BENIGNI)
venerdì 04 maggio 2012
ImageImageINTRODUZIONE:
MIRENO SCALI AL CINEMA
(a cura di ZENDER)

Mireno Scali, un nome che ai tanti amanti della nostra commedia Anni Ottanta qualcosa senza dubbio dice, anche se molti lo ricordano come l'unico, vero, inconfondibile (proprio per la sua assoluta confondibilità) sosia di Roberto Benigni, nato peraltro a veramente poca distanza dall'originale. Chi è pratico del genere non può non ricordarlo: l'anno in cui Scali ha avuto il suo momento di gloria è stato il 1982, in cui prese parte a ben quattro film prima di tornare come sosia una sola volta sul grande schermo tre anni dopo, in un film che in pochissimi hanno visto (Massimamente folle); ma nella memoria degli appassionati è una presenza inattesa che fa capolino spesso, perché chi mai guarda i film curandosi di suddividerli per annata? Sono titoli che le tv private hanno passato un'infinità di volte, usciti tutti in dvd, e in cui non si può non far caso alle incursioni del nostro. Anzi, ci sarà sicuramente tra gli spettatori meno attenti chi l'avrà scambiato per il Benigni vero, vista la clamorosa somiglianza. E allora passiamoli in rassegna questi titoli, ricostruendo con attenzione le partecipazioni di Scali.

La prima apparizione cinematografica si deve a Mariano Laurenti, che lo chiamò in La sai l'ultima su... i matti? Mireno qui interpreta un paziente della clinica che crede di essere un regista e critico cinematografico; con quali ambizioni? Semplice: vorrebbe girare un film con Giorgio Porcaro, uno degli ospiti più "in vista" del manicomio. In La gorilla, altro film ImageImagein cui i caratteristi si ritagliano uno spazio quasi superiore a quello della protagonista Lory del Santo, ritroviamo Mireno/Benigni all'interno di un supermercato in cui Tullio Solenghi corteggia l'attrice: compare e ricompare tra gli scaffali nello scompiglio generale... In Biancaneve & Co. scatto non da poco, visto che Scali si ritaglia il ruolo addirittura del "principe azzurro": è forse il titolo più importante, a livello di presenza sul set, anche se quello che gli dà la maggiore notorietà (considerato il successo del film) è Vieni avanti cretino. Qui Scali, come sempre travestito da Benigni, è seduto a uno dei tavoli a cui serve il protagonista Lino Banfi. Assieme alla sua ragazza (Adriana Russo) è impegnato in discorsi piuttosto accesi e alla prima comanda Banfi equivoca servendogli un "caffè... con humour!". Quando porta il caffè al tavolo, Banfi guarda bene Scali, come se lo conoscesse... E infatti osserva: "Ah, lei è quello che parla male del papa?" (di Benigni diventò celebre il "Wojtilaccione" con cui apostrofò il papa durante il Festival di Sanremo del 1980). Image"Ci mancherebbe altro", la sua risposta. Il tempo di riprendere le tazzine e il secondo ordine è peggio del primo: "un caffé... con utopia!". Il terzo "non più normale... ma freddo... freddissimo!". Il quarto "freddo... e corretto", poi "bollente e dolcissimo", "amaro.. tanto amaro", "all'acqua di rose", "amaro, amarissimo...", "dolce... dolcissimo"... 4 minuti entrati a loro modo nella storia del nostro cinema comico. L'ultima presenza (prima di una piccola parte in Ivo il tardivo, ma non più come sosia) si registra come detto con Massimamente folle, in cui Scali monopolizza l'ultima parte nel ruolo di un arbitro inseguito da un gruppo di tifosi inferociti: brevi sketch in cui il nostro, in perfetta tenuta benignesca, fugge correndo attraverso la periferia romana prima di finire nudo in un treno, nella cui toilette si siederà coprendosi con una copia dell'Unità.


ImageINTERVISTA A MIRENO SCALI
di GEPPO (Giacomo di Nicolò)

"FANTASTICO MIRENO"... mi piace definirlo così! Mireno Scali, più noto come l'unico vero sosia di Roberto Benigni. Attore con un lungo e glorioso passato nell'avanspettacolo, nel cabaret e nel cinema. Sono orgoglioso di averlo intervistato... ma sopratutto sono fiero di essere diventato un suo amico. In esclusiva per il Davinotti.

Mireno, intanto ti ringrazio per aver accettato di farti intervistare da me.
Giacomo, io ringrazio te di divulgare in modo carino e piacevole il mio lavoro. Ci sono poche cose belle che uniscono e contagiano e che si possono fare tutti insieme; una di queste è ridere... e questo è il mio lavoro: regalare il piacere del sorriso!

Come è nata la tua carriera nel mondo del cinema?
Mi sono avvicinato al cinema cercando di lavorare in teatro; insomma, come se vai in un bar, chiedi da bere e ti danno da mangiare. In un incontro con Pier Francesco Pingitore in cui mi proponevo per il "Bagaglino", lui mi propose di girare delle scene per il film La sai l'ultima sui matti?"

Il film era  diretto da Mariano Laurenti, ma se ho capito bene c'era una collaborazione con Pier Francesco Pingitore.

Sì, a volte c'erano collaborazioni amichevoli e scambi di lavoro e soprattutto un'amicizia e un rispetto che adesso si trovano poco.

Che ricordi hai del film?
È stato il primo film e quindi emozione e curiosità mi dominavano; poi incontrai sul set Bombolo e Giorgio Porcaro e in pratica formammo un trio comico... ma più comico sul set che sulla scena!

Giorgio Porcaro che tipo era?
Porcaro era un comico eccezionale, un autore; e uno dei primi attori comici che ha aperto la via a tanti cabarettisti, una persona bella ma molto calpestato (anche dalla storia, visto il successo di Abatantuono)...

E di Bombolo cosa ricordi?

Un altro grande comico, un comico naturale; con lui ho fatto un po' di altri lavori anche teatrali e televisivi ed era un ingenuo e un buono; una persona a cui ho voluto molto bene; io, lui e Giorgio Porcaro abbiamo stretto amicizia ad un pranzo fra cibo e battute!

Hai avuto modo di conoscere anche la protagonista Anna Maria Rizzoli?
L'ho solo conosciuta così, di sfuggita; purtroppo non ho approfondito la conoscenza.

Ma hai partecipato anche al film "Anche i ladri hanno un santo" di Giampiero Tartagni del 1981?
Mi attribuiscono l'esordio in questo film... ma io non l'ho mai girato.

ImageImageNel 1982 hai recitato in "La gorilla", con Lory Del Santo.
Un'altra bell'esperienza; e lì ho ammirato la tenacia e la cortesia di Tullio Solenghi, una bella persona.

Il regista Romolo Guerrieri te lo ricordi?
Sì, certo; di solito i registi di quei film erano molto professionali, ma allo stesso tempo lasciavano campo libero alla fantasia e alla capacità dell'attore. Non erano film molto impegnati e credo che proprio per questo abbiano ancora un effetto positivo sul pubblico; si percepiscono il piacere e il divertimento degli attori nell'interpretarli.

Poi arriviamo a "Biancaneve & Co." con Michela Miti. Un film ricco di nomi importanti: Oreste Lionello, Gianfranco D'Angelo, Martufello, Franco Bracardi... cosa ricordi di loro?
In Biancaneve & Co. devo dire che fu veramente piacevole lavorare con i personaggi che hai citato pure tu, ed era emozionante conoscersi con attori che ammiravo molto come Gianfranco D'angelo, Oreste Lionello e molti altri; pure lì ci fu un bel rapporto con la regia e gli altri della troupe... l'atmosfera era veramente eccezionale!

...E finalmente arriva il Super-Cult "Vieni avanti cretino" di Luciano Salce, in cui interpreti la mitica scena del bar, che tutti conoscono a memoria, accanto a Lino Banfi e Adriana Russo.
Per Vieni avanti cretino ci fu un rapporto particolare: io facevo spettacoli nei locali con Franco Bracardi e Gegia e un giorno Bracardi mi chiese se potevo accompagnarlo da Luciano Salce; Salce mi fece un provino, poi prese una mia foto e la mise in una bacheca; dopo qualche giorno mi chiamò per la parte: fu per me un vero privilegio lavorare con lui, e sempre con lui facemmo pure la presentazione del film in alcune trasmissioni tv.

Poi giri un film dove interpreti un arbitro "venduto" inseguito dalla folla, "Massimamente folle" di Massimo Troiani. Come nacque il film?

Era un film girato a Roma: c'erano molte speranze per un buon risultato, ma nei cinema, devo esser sincero, non c'è stato molto; il film tra l'altro fece incazzare Benigni perchè c'era una scena in cui ero seduto, nel bagno di un treno, nudo e coperto solo con "L'unità" (l'immagine tra l'altro venne usata per la copertina della vhs Gvr, ndr)!

Hai anche partecipato a tante trasmissioni e Fiction RAI.
Ho girato alcune scene in fiction come "Carabinieri" o il "Maresciallo Rocca", poi ho fatto "Striscia la notizia", "Biberon" e altro.

ImageSo che hai conosciuto anche il mio mito Franco Franchi.
Con Franco Franchi ho avuto un bellissimo rapporto di lavoro e di amicizia: mi ha insegnato molto del mestiere dell'artista! Un'altra bella persona era Oreste Lionello... due maestri davvero speciali, molto diversi fra loro ma molto simili nel loro essere appunto... maestri!

Quando ti accorgesti di somigliare a Benigni come muovesti i tuoi primi passi?
Io facevo già teatro quando incominciarono a dirmi di questa somiglianza; la prima cosa che feci fu andare a incontrare Benigni, una sera al Teatro Tenda di Firenze: entrai in sala poco prima che lui cominciasse lo spettacolo e il pubblico non capiva bene... Fu lì che mi resi conto chiaramente che potevo usare questa somiglianza per gioco; ma volli incontrare comunque Benigni per sapere se a lui potesse dare fastidio. La sua prima battuta fu: "Se non ti conoscessi ti scambierei per me anch'io". Mi incoraggiò, insomma; e gli faceva pure comodo dopotutto, era pur sempre la sua immagine che circolava; se non andavo bene il pubblico poteva dire: certo ci somiglia, ma Benigni è un'altra cosa! Se al contrario piacevo il pubblico poteva dire è bravo ma pensa  cosa avrebbe fatto il Benigni vero! In pratica lui non ci rimetteva mai. Nei lavori che ho fatto in teatro a Roma, dalla "Chanson" (teatro che all'epoca era un luogo per la scoperta dei nuovi comici, dove aveva lavorato pure Troisi) al Salone Margherita ("Bagaglino"), ImageBenigni è venuto più di una volta e ci siamo incontrati in vari luoghi; in un castello vicino a casa mia soggiornava spesso per scrivere i suoi film e ci vedevamo, tant'è che si parlò pure di una mia parte nel film La vita è bella (avrei dovuto fare il cugino di Benigni che si vede nelle prime immagini, quando i due sono in macchina).

Com'erano i tuoi spettacoli?
Iniziai dal teatro di Roma "La chanson", come dicevo, un teatrino apposito per comici, con uno spettacolo che si intitolava "La strana somiglianza". Fu un buon successo, e da lì naque l'interesse del cinema e il contatto "casuale" con Pingitore di cui ti aprlavo prima.

La gente era conscia che eri solo un sosia o qualcuno magari anche agli spettacoli pensava fossi quello "vero"? Quanto cioè hai potuto giocare su questa clamorosa somiglianza?
Mi sono sempre fatto riconoscere, negli spettacoli come nella vita privata. Purtroppo in Italia hanno rovinato il lavoro sui sosia inserendo personaggi sì un po' simili agli originali ma senza nessuna dote artistica; per cui è stato sminuito un po' tutto il gruppo...

Come pensavi che avresti sfruttato l'imitazione di Benigni al cinema? E come la utilizzavi a teatro?
Per me imitare Benigni non era difficile: siamo nati a una ventina di km l'uno dall'altro, eravamo più o meno coetanei e della stessa estrazione sociale, per cui mi bastava essere me stesso per sembrare già, in parte, Benigni. Ci tengo poi a dire che, nei tempi che furono, mentre Benigni era frequentemente denunciato per offese a vari personaggi, io non ho mai avuto né una denuncia né un reclamo. Solo una volta, al Bagaglino, durante un programma Rai, Marina Ripa di Meana tentò di reclamare con la produzione per via di una battuta (tentava di trarne dei vantaggi), ma gli autori e la Rai mi protessero.

ImageQual è il film di Benigni che più ti è piaciuto?
Il mio film preferito è La vita è bella, ma anche Il piccolo diavolo.

Che anno era circa l'ultima volta che indossasti i panni di Benigni? Al cinema fu in Massimamente folle, l'anno in cui Benigni girava con Troisi Non ci resta che piangere. Ma nella vita continuasti, a fare qualche spettacolo?
In verità i "panni", anche se simili a quelli di Benigni, me li sono pagati sempre tutti da solo... Forse lui ha indossato e copiato qualche mio vestito (in questa dichiarazione potrà sembrarti di trovare ironia, ma c'è pure tanta verità). Adesso non faccio più l'imitazione di Benigni ma una simpatica satira.

Hai girato una pellicola anche con Ninì Grassia, un film realizzato ma mai uscito.
Ninì Grassia era regista e produttore, un vero artista. Sì... è vero, abbiamo girato un film che non è mai uscito, un film in stile anni '80 con vari personaggi; ogni 3 o 4 mesi mi ritelefonava per girare altre scene... insomma, lo abbiamo girato in un lungo arco di tempo, tant'è che si notava bene un mio invecchiamento nelle scene; era già stato da noi doppiato, quindi era quasi pronto per l'uscita. Purtroppo Ninì è venuto a mancare... Ho un ricordo molto particolare di lui, del suo modo di arrangiarsi nel trovare soluzioni per girare le scene... era a dir poco geniale. Una frase che lui usava dire spesso quando un attore sbagliava più volte le battute era: "Non la sai? Allora dì quello che ti pare... dì i numeri che tanto a te ti doppio!"

Mireno, altri progetti per il futuro?

Il mio lavoro è pieno di opportunità ma anche di tanti contrattempi, di tante persone che pur di intralciare un progetto fanno di tutto, di gente falsa, prostituti/e e tanti venduti alla politica e raccomandati di ogni tipo. Ci tengo a precisare che non ho mai fatto uso di vie traverse per ottenere un risultato, pertanto oggi bisogna avere in cantiere più progetti e, se va bene, forse qualcuno va a termine; per cui dirti un mio progetto è come dirti di un sogno!

Cosa consiglieresti ad un ragazzo che vuole fare l'attore?
Un mio suggerimento potrebbe essere quello di frequentare una buona scuola di recitazione, facendo molta attenzione perchè purtroppo ci sono molti truffatori, in giro; e poi cosa molto importante è affiancarsi a un attore, a un maestro, e imparare il più possibile e comunque credere in quello che fa cercando di migliorarsi sempre!

Mireno, ti ringrazio davvero di cuore per aver risposto alle mie domande... e grazie per questa bella amicizia.
Grazie a te Giacomo dell'interessamento e spero di aver esaudito la tua curiosità e quella dei tuoi lettori!

INTERVISTA INSERITA IL 4/5/12 DAL BENEMERITO GEPPO (con un piccolo aiuto di ZENDER)
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