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LE LOCATION ESATTE DI "LA MESSA E' FINITA"
lunedì 30 gennaio 2012
ImageLa situazione al via delle ricerche: Non è un mistero che l'incipit di La messa è finita sia girato in una delle isole Pontine e che il resto della storia si svolga a Roma. In un'intervista Moretti afferma che per questo film ha scelto delle location romane molto insolite anche con lo scopo di suscitare nello spettatore curiosità riguardo ai luoghi delle riprese. In effetti, l'identificazione di quelli che furono i set del film, è stata assai difficile e non si sarebbe potuta concludere se non ci fosse stato, per alcuni luoghi, qualche aiuto da parte di chi ha lavorato a questa pellicola.

Image 01. L'ISOLA (Andygx, Macbeth55)
Don Giulio (Nanni Moretti) è il sacerdote di un piccolo paese che sorge su un'isola. Nella scena d'apertura lo vediamo sulla terrazza di casa ammirare il panorama marino: un faro bianco e in lontananza un altro isolotto. Ci troviamo, come ben diceva Macbeth55, sull'isola di Ventotene, collocata nell'arcipelago Pontino di fronte a Gaeta. La chiesa in cui Don Giulio celebra l'ultimo matrimonio prima di trasferirsi nella capitale è proprio vicino alla sua abitazione: si tratta della Parrocchia di Santa Candida. Terminata la celebrazione Don Giulio, salutato affettuosamente dai suoi ex-parrocchiani riunitisi al Porticciolo Romano, lascia l'isola a bordo della stessa barca con cui i novelli sposi partono per il viaggio di nozze.

Image Image 02. IL CENTRO DI IGIENE MENTALE (Andygx)
Don Giulio è tornato a Roma e, subito, ristabilisce i rapporti con la sua famiglia: suo padre (Ferruccio De Ceresa), sua madre (Margarita Lozano) e sua sorella Valentina (Enrica Maria Modugno). Quest'ultima lavora come psicologa presso un centro di igiene mentale. L'edificio, piuttosto malmesso già all'epoca del film, è oggi in stato di completo abbandono; l'ingresso è vietato per il rischio di crolli e la folta vegetazione impedisce di scattare foto con angolazioni simili a quelle del film. E' comunque indubbio che il posto sia quello, come potrete notare nelle tavole. Si tratta di Villa Flora all'interno dell'omonimo parco nell'estremo sud del quartiere Gianicolense a Roma.

Image Image 03. LA PARROCCHIA
(Andygx)
La parrocchia di Roma affidata al giovane prete è in periferia. Attorniata da alti e grigi palazzoni di edilizia popolare, la piccola chiesa fa parte di un contesto avulso dal circondario. In effetti ci troviamo in una zona della Borgata Gordiani in cui l'edilizia prevede solo villette e piccole costruzioni monofamiliari. La parrocchia è quella di Santa Maria Mediatrice in Via Cori 4. Image Image Location centrale del film per quantità di scene girate, è costituita da diversi ambienti. Oltre alla chiesetta fanno parte del complesso anche l'oratorio con l'aula a vetri dove si svolgono le lezioni di catechismo, l'adiacente abitazione di Don Giulio ed il prospiciente campetto di calcio in cui il sacerdote gioca con i ragazzi. Sempre lì nei pressi troviamo anche la casa dell'ex parroco, che avrà frequenti contatti con Don Giulio e per la quale vi rimandiamo al quinto capitolo dello speciale.

Image 04. L'ATTICO DI SAVERIO (Ellerre)
Deciso a riprendere i contatti con gli amici d'infanzia, Don Giulio va a trovare Saverio (Marco Messeri). Questi, a seguito di una storia sentimentale conclusasi male, vive chiuso in casa in un fatiscente attico: assi di legno e vasi accatastati sul terrazzo, disordine ovunque all'interno. Ben pochi erano gli elementi disponibili per localizzare il luogo delle riprese: solo qualche immagine visibile attraverso una finestra o il riflesso in un vetro. La ricerca si è protratta per molto tempo senza arrivare a una soluzione. Probabilmente non ce l'avremmo mai fatta senza l'aiuto di una persona che ha lavorato al film, contattata dal sempre cortese Ellerre. L'uomo ci ha rivelato che quelle scene erano state girate in un palazzo in Via della Polveriera a Roma, proprio a due passi dal Colosseo! Ed ecco che quei dettagli scenografici presenti sul terrazzo assumono il ruolo funzionale di sipario per nascondere alla vista le rovine dei Fori Imperiali sul colle Palatino. La chiesa con campanile visibile dalla finestra della stanza da letto di Saverio è quella di San Bernardino in Via Panisperna e l'edificio bianco che vedrete nella tavola è Palazzo Rospigliosi di fronte al Quirinale. La costruzione sulla collina visibile dal terrazzo è San Bonaventura al Palatino e la struttura riflessa nel vetro della veranda è (come si era correttamente ipotizzato in fase di ricerca) il Gazometro.

Image 05. CASA DELL'EX PARROCO (Andygx)
Antonio (Eugenio Masciari), il precedente parroco, ha lasciato i voti e si è costruito una famiglia. Vive nella villetta adiacente alla parrocchia con la compagna Lucia (Luisa De Santis) e il figlioletto Matteo; quest'ultimo va a scuola nello stesso isolato (oggi sede del Collegio Universitario delle Suore San Paolo di Chartres) e che potete ritrovare nelle tavole del terzo capitolo, relative alla parrocchia. Se in un primo momento Don Giulio è infastidito dalla vicinanza di Antonio, in seguito sarà proprio da lui che andrà per cercare un clima di pace e armonia. La villetta è in Via Cori 6 sempre a Roma.

Image 06. LA LIBRERIA DI GIANNI
(Andygx)
Gianni (Dario Cantarelli), altro amico ritrovato dal giovane parroco, ha un negozio di libri di seconda mano. Don Giulio va a trovarlo per rifornire la biblioteca dell'oratorio. Si tratta della libreria Pocket 2000 in Via Famagosta 41 a Roma e la ritroveremo anche in un successivo film di Francesca Archibugi: Mignon è partita (1988). Allora fu l'ottimo Travis a riconoscerla. Grazie all'ottimo Lucius siamo anche in grado di mostrarvi le foto dell'interno (oltre che quelle dell'esterno naturalmente), che mostrano un riconoscibile archetto e anche altre zone non poi troppo cambiate da allora.

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07. IL PARCHEGGIO RUBATO
(Andygx)
La città è molto cambiata... la gente è molto cambiata! Don Giulio, girando per Roma col suo furgoncino pick-up, ha modo di sperimentare l'aggressività degli automobilisti. Durante una manovra per posteggiare gli viene prepotentemente sottratto il parcheggio dalla macchina di alcuni uomini. Giulio pagherà il tentativo di far ragionare i maleducati individui con la violenta reazione degli stessi: finirà quasi annegato nella fontana di un giardino. Il luogo è cinematograficamente molto sfruttato: si tratta infatti di Piazza del Fante a Roma e del piccolo giardino al centro dello slargo. Quella che nel film è una fontana, in realtà è una fontanella molto probabilmente "rivestita" in occasione del film da una vasca scenografica per consentire l'affogamento del protagonista.

Image 08. IL TRIBUNALE (Andygx)
Andrea (Vincenzo Salemme) è nei guai con la giustizia: è stato accusato di terrorismo e sta subendo il processo. Don Giulio è chiamato dall'avvocato difesore a testimoniare l'innocenza dell'amico. Ma la presenza del prete all'udienza causerà più che altro un grande scompiglio in aula tanto che gli verrà consigliato di allontanarsi dal presidente della corte. L'aula in cui viene celebrato il processo è all'interno del Palazzo di Giustizia a Roma, sul lato che affaccia verso il lungotevere. Fuori dalla finestra, sullo sfondo (da sinistra verso destra) le cupole di Sant'Andrea della Valle e Sant'Agnese in Agone.

Image 09. LA PISCINA DEL FIGLIO DI ASTRID (Travis)
Deciso a far smuovere Saverio da casa, Giulio accompagna l'amico in una piscina in cui un ragazzino nuota instancabilmente: è Francesco, figlio della ex-compagna di Saverio. I due lo osservano in acqua attraverso la vertata esterna della piscina. Questa volta sarebbe stato veramente impossibile capire dove fosse girata la scena se Travis (forumista davinottiano doc!) non avesse contattato Annamaria Cocchioni (addetta all'ufficio stampa della Sacher Film) alla quale vanno i ringraziamenti di noi tutti per l'interessamento alla questione. Purtroppo la location non esiste più: si trattava della piscina coperta da 25 metri all'interno del Centro di Preparazione Olimpica Acqua Acetosa a Roma. Nel 1992 un incendio ha distrutto questa struttura che è stata successivamente demolita.

Image 10. LA GITA IN TRENINO
(Ernesto)
Gita parrocchiale fuori porta per visitare con i ragazzi dell'oratorio una fabbrica di cioccolato gestita dai frati. Il gruppo si muove su un trenino d'epoca e la stazione a cui si fermano è (come segnalava correttamente tempo fa Ernesto) quella di Sacrofano, lungo la linea ferroviaria Roma-Civitacastellana-Viterbo. E' in questa occasione che Cesare (Roberto Vezzosi) rivelerà all'amico Giulio la volontà di diventare sacerdote. Sulla tavola noterete come anche in questo caso non troppo è cambiato da allora, e la stazione è ampiamente riconoscibile come quella del film (anche se diverso ci appare in parte il contesto).

Image 11. BIRD-WATCHING SUL LAGO
(Andygx)
Valentina rivela al fratello di essere incinta ma di voler abortire. Il figlio è di Simone (Mauro Fabretti), il suo ex-fidanzato convinto ecologista che vive accampato sui monti per osservare gli uccelli. Don Giulio va a trovarlo e lo convince a tornare mettendolo di fronte alla situazione. Il panorama (che come si noterà è anche quello, splendido, che si vede in gran parte delle locandine del film) mostra un lago di forma allungata stretto fra le montagne: si tratta del lago di Barrea (AQ) all'interno del Parco Nazionale d'Abruzzo. L'altopiano in cui è accampato Simone (nella tavla vediamo la sua tenda) è appena sopra al centro abitato.

Image 12. IL CONVENTO (Andygx)
Scoraggiato dagli accadimenti, reputandosi inadeguato ad indossare gli abiti di sacerdote, Don Giulio sente la necessità di andarsi a confessare con un frate francescano (Pietro De Vico), che vive in un piccolo convento. Siamo a Sermoneta (LT) nel Convento di San Francesco, appena fuori il paese. il convento nacque come fortilizio dei Cavalieri del Tempio (più noti come "templari") che lì rimasero fino ai primi anni del 1300. Il frate confesserà a Don Giulio di essere stato per molto tempo in una piccola comunità del Cile e di volerci tornare prima di morire.

Image 13. IL BELVEDERE SU ROMA / IL BAR (Andygx)
Gli unici momenti di felicità che Don Giulio sembra trovare sono nella solitudine di un belvedere e nelle persone all'interno di un bar. Il primo è forse il più bello scorcio sui tetti di Roma: il belvedere della Passeggiata del Gianicolo. Seduto sul muretto contempla la sua città natale. Oggi la vegetazione, cresciuta a dire il vero un po' selvaggiamente, ci priva la vista del panorama completo, ma i punti di riferimento non mancano: quello più evidente è la cupola del Pantheon al centro dell'inquadratura.
Il secondo è un bar in cui Don Giulio si rifugia dopo aver appreso dal padre l'intenzione di lasciare la moglie per avere un figlio da un'altra donna. "Vi amo, voi tutti che siete in questo bar!" pronuncia dopo aver ascoltato un temino sul papà che una bambina seduta nel locale sta scrivendo... nel sottofondo le note de "I Treni Di Tozeur" di Franco Battiato. Il bar era quello all'interno del Metro Drive-In di Casalpalocco (Roma); oggi i locali di questo cinema all'aperto sono stati riconvertiti in scuola materna e parco giochi. Il resto dell'impianto è, purtroppo, abbandonato a se stesso. L'identificazione è stata possibile solo grazie alle foto della strttura possedute da colui che ha progettato e costruito il Metro Drive-In di Casalpalocco: l'architetto Eugenio Galdieri.

Image 14. L'AGGRESSIONE AL CINEMA (Andygx)
Deciso a scoprire che tipo di vita conduca Gianni, Don Giulio lo segue in un cinema dove apprenderà delle tendenze omosessuali dell'amico. I due vengono aggrediti da tre uomini adescati da Gianni nei bagni del locale. Il cinema è il Nuovo Sacher in Largo Ascianghi 6 a Roma, dal 1991 gestito dallo stesso Nanni Moretti. Nel film vediamo l'ingresso, il foyer e l'arena all'aperto dove i due amici rischiano di essere sgozzati. Anche visibile nella tavola la cabina di proiezione, inquadrata dall'esterno e posta ovviamente sopra all'arena. La stessa location l'avevamo incontrata in Il comune senso del pudore e in I due assi del guantone.

Image 15. LA CASA DEI GENITORI (Andygx)
La tragedia di Don Giulio si compie con la morte di sua madre, suicidatasi dopo essere stata abbandonata dal marito. La salma è sul letto in casa, quella stessa casa che abbiamo visto in più riprese nel corso del film; ricordiamo tutta la famiglia spensieratamente ballare in terrazzo sulle note di "Ritornerai" di Bruno Lauzi; o ricordiamo la cucina, con la confessione di Valentina incinta al fratello. Ora, in un abbraccio consolatorio, Giulio stringe la sorella distrutta per il lutto mentre affacciati al balcone osservano in strada una madre che porta a spasso i figli. L'abitazione è all'ultimo piano del palazzo in Via Aterno 8 a Roma. Siamo in pieno quartiere Coppedé, ad una cinquantina di metri dalla cinematograficamente ben nota Piazza Mincio.

Dedico questo special alla memoria dell'Architetto Eugenio Galdieri, scomparso poco più di un anno fa. Caro amico di famiglia, persona di vivace spirito e rara umanità. A lui mi sono rivolto per avere conferma di una delle location di questo film e lui, contento per l'interesse al suo lavoro, mi ha raccontato vicissitudini ed aneddoti occorsi durante la progettazione e la costruzione del Metro Drive-In di Casalpalocco.

Testi e foto: Andygx - Tavole: Zender

APPROFONDIMENTO INSERITO DAI BENEMERITI ANDYGX E ZENDER
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