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TUTTI GLI EPISODI DEL COMMISSARIO MONTALBANO
lunedý 28 marzo 2011
ImageA grande richiesta riuniamo qui tutti gli episodi del Commissario Montalbano.

Chi voglia scrivere brevi pareri su qualcuno di questi (preceduti sempre dai pallini, ovvio) non ha che da scriverli nella DISCUSSIONE GENERALE di Montalbano specificando il numero progressivo dell'episodio, oltre al titolo (es. 3.1 LA GITA A TINDARI). Verranno da lì presi e copiati da noi al'interno di questo lungo elenco comprendente l'intera storia di Montalbano. Per cercare un episodio all'interno dell'elenco sarà sufficiente usare il CERCA del vostro computer dopo aver selezionato tutto il testo digitando il titolo o parte del titolo dell'episodio che interessa.

INTRODUZIONE (a cura di Galbo)

Il commissario Salvo Montalbano è un fortunatissimo personaggio letterario nato dalla penna dello scrittore e sceneggiatore televisivo Andrea Camilleri. L’esordio in libreria avviene nel 1994 con La forma dell’acqua (editore Sellerio) seguito da altri romanzi e raccolte di racconti, fino (a tutt’oggi) a Il sorriso di Angelica (2010). Il nome viene scelto da Camilleri in omaggio allo scrittore spagnolo Manuel Vázquez Montalbán, autore anch’egli di una serie di gialli con un detective protagonista, Pepe Carvalho. Nel 1999 il commissario esordisce in televisione con la trasposizione del romanzo Il ladro di merendine (trasmesso per la prima volta in RAI il 6 maggio 1999). Seguono fino ad oggi 26 episodi, tutti trasmessi dalla RAI con grande successo. Alla realizzazione degli episodi ha collaborato come sceneggiatore lo stesso Camilleri. Parte del successo della serie è decisamente dovuta alla scelta del protagonista (l’attore romano Luca Zingaretti) e di suggestive ambientazioni siciliane, scelte in genere nella provincia di Ragusa. La regia degli episodi è di Alberto Sironi e la durata è di circa 100 minuti per puntata.


STAGIONE 1 (1999)

[1.1] IL LADRO DI MERENDINE

***! Montalbano indaga sulla morte del ragioniere Lapecora e della sua amante, una donna tunisina. Il figlio di questa, Francois sarà un testimone importante. Si tratta di una delle trasposizioni più riuscite realizzate dai romanzi di Camilleri anche per l’ottimo lavoro letterario dell’autore siciliano. La regia di Sironi riesce a “districarsi” ottimamente tra i molti avvenimenti narrati e il protagonista Zingaretti a rendere bene l’animo del personaggio principale alle prese con un inedito sentimento paterno per il piccolo Francois. (Galbo)

*** Primo capitolo televisivo della serie tratta dai bellissimi libri di Andrea Camilleri. Il commissario Montalbano qui è alle prese con un intricato caso che vede protagonista una giovane famiglia tunisina. Molto buono questo episodio che mescola bene quelli che sono i problemi del personaggio nella sua vita privata(il suo sentimento paterno a la difficoltà di accettare un possibile matrimonio con la fidanzata Livia) e quelli dovuti alla sua professione. Ben fatto e ben diretto. (Pinhead80)

***! Esordio col botto. Una vicenda raccontata con una sapiente miscela di giallo, di dramma e di umorismo (strepitoso il tizio che rivuole la bottiglia di vino), preso da uno dei migliori romanzi di Camilleri. Si resta quasi sorpresi dal livello recitativo dell'intero cast. Splendido il doppio finale, prima con l'impeccabile Guja Ielo, poi con l'adorabile Renato Scarpa. Decisamente notevole. (B. Legnani)


[1.2] LA VOCE DEL VIOLINO
*** Per puro caso il commissario Montalbano scopre il cadavere di una donna affascinante il cui omicidio è collegato ad un misterioso violino. Un episodio decisamente di buon livello nel quale il protagonista si dibatte tra problemi professionali e quelli personali (la gelosia della storica fidanzata Livia e l’infatuazione per l’affascinante Anna). Intrigante la compente “gialla” della storia. Buona la regia di Sironi. (Galbo)

**! Discreto episodio che non fila via perfettamente liscio a livello di narrazione, lasciando l'impressione che nel montaggio abbiano tagliato ampie parti. Inoltre in alcune scene Montalbano NON parla con la voce di Zingaretti, il che conferma la possibiità di un aggiustamento. La trovata migliore è la modalità con la quale si velocizza l'arrivo del lento pilota Tommaseo... (B. Legnani)


STAGIONE 2 (2000)

[2.1]  LA FORMA DELL'ACQUA
*** L'indagine del commissario Montalbano parte dal ritrovamento di un cadavere sulla spiaggia. Principale indiziata la svedese Ingrid Sjostrom che si sospetta essere l'amante del defunto. Storico personaggio dei romanzi di Montalbano, Ingrid ha un ruolo centrale in questo episodio che pur se un po' debole nel meccanismo giallo, appare di buon livello nella caratterizzazione dei personaggi e soprattutto nell'analizzare il rapporto tra i due protagonisti. (Galbo)

**! Discreto episodio di Montalbano, assai fedele al romanzo, interessante per la descrizione dei personaggi, un po' meno per la trama, nella quale l'episodio del padre pare estraneo sia alla narrazione sia alla caratterizzazione del protagonista. C'è Angelica Ippolito. Interessante la Sollman, qui al debutto nella serie. (B. Legnani)


[2.2] IL CANE DI TERRACOTTA
**** Montalbano indaga in parallelo su un traffico d'armi e su una tribolata storia d'amore avvenuta negli anni'40.Da uno dei libri più belli di Andrea Camilleri, probabilmente il migliore degli episodi televisivi del celebre commissario.Merito della riuscita commistione tra componente poliziesca e sentimentale, con un'ottima caratterizzazione dei personaggi e un Luca Zingaretti davvero ispirato. Ottimo il cast dei comprimari tra cui si segnalano il grande Leopoldo Trieste e Pippo Pattavina. (Galbo)

*** Vicenda anomala, che lascia per strada la vicenda gialla dando spazio ad un mistero che risale a mezzo secolo prima. Magico il momento della nascita del mistero, finale in altalena: la traccia giusta arriva in modo un po' casuale (ma meno rispetto a quanto accade nel romanzo, del quale è il punto debole), poi è il commissario a ricreare mistero. A sorpresa non è indimenticabile l'intervento del grande Leopoldo Trieste. (B. Legnani)


STAGIONE 3 (2001)

[3.1] LA GITA A TINDARI
*** L'indagine di Montalbano è imperniata su una duplice scomparsa, quella di Nenè Sanfilippo e quella di una coppia di anziani, i coniugi Griffo. Tutti risiedono nella stessa palazzina. Questo episodio è segnato dalla comparsa della figura di un boss mafioso di vecchio stampo, Balduccio Sinagra ed è una tra le vicende del commissario più legata a usi e costumi di una Sicilia remota. Belle le ambientazioni. (Galbo)

*** Da un punto emotivo la parte finale va in calo rispetto a quanto di dinamico si era visto in precedenza, ma ciò non toglie che l'episodio sia particolarmente interessante. Gustosi i duetti fra i personaggi e, per certi versi, divertenti pure i messaggi in codice dell'anziano mafioso. Una buona puntata. (B. Legnani)


[3.2]  TOCCO D'ARTISTA
*** L'indagine di Montalbano muove dall'apparente suicidio di un orafo e porta il commissario ad indagare del passato rapporto tra questi, il fratello e una donna misteriosa. Tratto non da un romanzo ma da un racconto contenuto nella raccolta Un mese con Montalbano, Tocco d'artista è stato adattato per la televisione ampliandolo grazie allo stesso Camilleri che ha firmato la sceneggiatura. Un episodio intrigante con rimandi al passato e la partecipazione di bravi caratteristi siciliani come Burruano. (Galbo)

***! Episodio di alto livello, grazie pure ad un'accuratezza cospicua (quando Montalbano va dalla Morpurgo - l'ex csc Rigàno - si sente "Sempre libera degg'io..."), ad un meccanismo improbabile ma affascinante, nonché ad un finale di rara perfezione, composto in successione dalla scena cruciale con lo svelamento dell'enigma, da un dolcissimo e melanconico momento d'amore e da una chiusa di leggerezza. Si vedono le maestrìe della costruzione drammatica, della regìa, delle soffuse interpretazioni. Grande prestazione di Burruano. (B. Legnani)


STAGIONE 4 (2002)
[4.1] IL SENSO DEL TATTO
*** Il commissario indaga sulla morte del sig. Piccolomini un cieco che viveva con il cane Orlando. Apparentemente accidentale, la morte del vecchio non convince però Montalbano. Ancora tratto da un racconto de Gli arancini di Montalbano, è un episodio decisamente "arricchito" rispetto alla controparte letteraria, attraverso un buon lavoro di sceneggiatura che sottolinea ancora la profonda umanità del commissario nel suo inedito rapporto con il cane Orlando. Buona la regia di Sironi. (Galbo)

**! Più uno spot (peraltro stupendo) sulle bellezze siciliane che una trama gialla, ma resta un episodio assai piacevole, anche per il sapiente uso dei caratteri. Molto azzeccato l'episodio laterale che vede come protagonista la moglie del venditore di bùmmoli... (B. Legnani)


[4.2] GLI ARANCINI DI MONTALBANO
**! Durante le festività natalizie, Montalbano indaga sulla strana morte (un apparente incidente d'auto) di una coppia. Il commissario deve inoltre districarsi tra gli inviti per la serata di capodanno. Ancora tratto da un racconto (quello della raccolta omonima), Gli arancini di Montalbano rivela un lato inedito del protagonista, quello dell'attaccamento alle tradizioni e insieme (questo aspetto molto conosciuto invece) alla cucina tradizionale. Meno interessante la parte poliziesca della storia. (Galbo)

**! Discreto episodio (con intuizione decisiva da parte di Augello, nell'incipit), che ha il difetto di uno snodo facilone (la testimonianza decisiva del ladro), ma una bella sorpresa, cui segue una ricostruzione fantasiosa ma piuttosto lineare e interessante. Galluzzo in edizione "Tackleberry". Non manca il momento con l'anziano mafioso don Balduccio Sinagra (della vecchia "scuola"), ancora una volta presentato non senza un pizzico (e forse un po' di più di un pizzico) di simpatìa... (B. Legnani)


[4.3] L'ODORE DELLA NOTTE
*** Sorprendente il romanzo, sorpendente il film televisivo. L'indagine parte dalla sparizione di un truffatore che prometteva altissimi interessi. Per certi aspetti una "summa" delle capacità della serie, visto che si toccano con efficacia vari tasti: il drammatico, il bozzettistico, il sentimentale, il poliziesco, persino il macabro. Recitazioni di ottimo livello, pure nei ruoli ultra-secondari. (B. Legnani)


[4.4] GATTO E CARDELLINO
** Episodio guardabilissimo, qua e là gustoso (la scippata atea...), ma senz'altro sotto la media. Curiosamente le location (solitamente belle) qui sono addirittura bellissime, mentre le interpretazioni secondarie (solitamente ottime) sono spesso mediocri. C'è una scena notevole, quella girata all'aeroporto di Catania. Appena sufficiente, in ogni caso. (B. Legnani)


STAGIONE 5 (2005)
[5.1] IL GIRO DI BOA
** Questa volta il commissario Montalbano s'imbatte in un traffico d'immigrati clandestini. Niente di particolarmente interessante e "coincidenze" un po' troppo forzate per un episodio anonimo ma non disprezzabile. Da notare che ad inizio episodio Montalbano vuole dare le dimissioni a causa degli avvenimenti del G8 a Genova... (Caesars)

** Il romanzo è, come è stato anche riconosciuto ad alti livelli, socialmente lodevole, ma la vicenda si basa su una serie di coincidenze che definire improbabili è eufemistico. L'episodio viene salvato dalle buone interpretazioni, ma si tratta veramente di una delle puntate più deboli dell'intera serie. (B. Legnani)


[5.2] PAR CONDICIO
*** Duplice indagine per il commissario Montalbano, impegnato in una faida di sospetta matrice mafiosa e nella sparizione di una ragazza russa. Episodio godibile in cui la sceneggiatura riesce ad "intersecare" efficacemente le diverse parti dell'indagine, rispettando lo spirito del racconto da cui il film è tratto. Particolarmente curata la scelta dei caratteristi (bravissimo l'interprete di Balduccio Sinagra). Per apprezzare le location, adeguata la sequenza iniziale della fuga in motorino della ragazza russa. (Galbo)

** Tratto da un racconto, "rimpolpato", se non erro, da vicende secondarie prese da romanzi (come il cambio della guardia fra ristoranti). Episodio abbastanza debole, senza nessun guizzo, salvato (come spesso accade in questi casi) dalle caratterizzazioni (interessante quella di Balduccio Sinagra) e dalle location (stavolta principalmente paesaggistiche e non cittadine). Montlbano che convoca le due "famiglie" è assai poco credibile. (B. Legnani)


STAGIONE 6 (2006)
[6.1] LA PAZIENZA DEL RAGNO
*! L'indagine del commissario Montalbano riguarda lo strano sequestro di una ragazza. Decisamente uno degli episodi meno riusciti della serie. Il limite principale è quello di una storia molto prevedibile e povera di colpi di scena, con presenza peraltro di qualche "falla" logica. Curati come al solito l'ambientazione (la necropoli, il vecchio frantoio) e la scelta degli attori. (Galbo)

** Pur non avendo visto molti episodi interpretati dal celebre commissario, questo non mi pare certamente uno dei migliori. A salvare la baracca ci pensano Zingaretti, ottimo come sempre nell'interpretare il personaggio principale, e le belle location, ma la trama non è certo entusiasmante né molto imprevedibile. Deludente. (Caesars)

** Il romanzo è fra i più deboli della saga, visto che il lettore capisce tutto ben prima degli investigtori... La resa in TV, per chi ha già letto la vicenda, ha il vantaggio di non deludere più di tanto, badando più a ciò che funziona rispetto a ciò che non funziona. È l'episodio in cui Biagio Pelligra (commissario Valente) si vede più a lungo. (B. Legnani)


[6.2] IL GIOCO DELLE TRE CARTE
*** Il punto debole è la lacunosa vicenda processuale avvenuta vent'anni prima dei fatti. Se la consideriamo come condizione necessaria per il bello che la vicenda narra ai nostri giorni, però, possiamo essere indulgenti sulla premessa e goderci una storia raccontata benissimo, con intrepretazioni di spicco e con tocchi espressivi che il regista ha sapientemente ottenuto grazie anche alla sensibilità degli ottimi interpreti. Un buon episodio, sulla riga dell'amore e morte. (B. Legnani)


STAGIONE 7 (2008)
[7.1] LA VAMPA D'AGOSTO
*** In una torrida estate siciliana, la scomparsa del figlio dell'ispettore Augello (storico collaboratore e amico di Montalbano) consente di scoprire il cadavere di una ragazza scomparsa da anni. Episodio di buona qualità, rispettoso dell'opera letteraria originale. Buona la storia, il vero punto di forza è costituito dalla caratterizzazione psicologica del commissario, particolarmente immalinconito dalla consapevolezza del tempo che passa e dai turbamenti amorosi per un'affascinante ragazza, sorella della vittima. (Galbo)

*! Episodio sorprendentemente debole. Parte così così, con un casuale ritrovamento e prosegue con la costruzione di una trama assai vacillante, inserimenti psicanalitici di dubbia fondatezza, una scena pseudo-mafiosa di sconcertante imbarazzo, fino a un finale tirato per i capelli. Non arriva alla sufficienza. (B. Legnani)


[7.2] LE ALI DELLA SFINGE
**! Episodio anomalo, perché la vicenda ha varie ramificazioni (una delle quali non viene completata) e parallelamente si svolge la storia di un possibile rapimento. I punti forti sono le caratterizzazioni ("cosa delicata è...") e le dinamiche fra i personaggi (gustosi i duetti Zingaretti-Bocci sul "caso Cuba"). Location straordinarie. (B. Legnani)

**! Le indagini del commissario Montalbano riguardano il misterioso omicidio di una ragazza russa con un tatuaggio sulla spalla e la scomparsa di un ragioniere di Vigata. Una puntata non particolarmente esaltante dal punto di vista narrativo. Buone le dinamiche tra i personaggi principali e ottima scelta dei caratteristi (vedi la moglie del ragioniere scomparso) e dell'ambientazione. (Galbo)


[7.3] LA PISTA DI SABBIA
**! Dopo il ritrovamento del cadavere di un cavallo, Montalbano avvia un indagine su un giro di corse clandestine. Romanzo gradevole, La pista di sabbia trova una degna trasposizione filmata. Narrativamente e dal punto di vista dell'ambientazione è abbastanza originale rispetto alle solite indagini del commissario e in più il protagonista si concede una divagazione sentimentale con il personaggio di Rachele Esterman, interpretata dall'attrice Mandala Tayde. (Galbo)

**! Non fra i migliori, ma decisamente interessante. Occorre superare un certo fastidio iniziale, ma poi prende quota, pur con qualche rallentamento (non brillantissima la lunga fase della gara ippica). Buone come quasi sempre le caratterizzazioni (c'è Galluzzo in edizione Tackleberry...) e le location. Non indimenticabile la prestazione attoriale della Tayde. (B. Legnani)


[7.4] LA LUNA DI CARTA
*** L'indagine di Montalbano ruota intorno alla morte per omicidio dell'informatore farmaceutico Angelo Pardo. Contemporaneamente si svolge un'indagine su una partita di droga che coinvolge politici ed imprenditori locali. Episodio decisamente di buon livello che all'interesse per la componente "gialla" abbina una buona caratterizzazione dei personaggi (in particolare quelli di sesso femminile, molto diversi tra loro e dal carattere complesso) ed un'ottima scelta delle ambientazioni. (Galbo)

*** Buon episodio, che ha fra i punti di forza le riuscite interpretazioni di Pia Lanciotti e della spettacolare Antonia Liskova, che riescono a ben tracciare personaggi non facili, dotati di sensibilità di diversa torbidezza. Il nesso fra le due indagini è fin troppo ovvio, ma ciò non toglie che la vicenda sia ben congegnata. (B. Legnani)


STAGIONE 8 (2010/2011)
[8.1] L'ETA' DEL DUBBIO
*! Trasmesso come ultimo episodio della serie, conferma che oramai siamo alla frutta. La trama fa acqua da tutte le parti e la fine melodrammatica, prevedibile assai, non convince per nulla. Come sempre c'è la simpatia del personaggio interpretato da Zingaretti, per cui si riesce a guardare, ma per il resto... nebbia in Valpadana (o meglio in Sicilia). (Caesars)

** L'indagine del commissario Montalbano verte sul ritrovamento al largo del porto di Vigata di un cadavere recuperato dall'imbarcazione "Vanna". Decisamente uno degli episodi più "deboli" della serie dedicata al personaggio di Camilleri. Vicenda poco interessante e povera di colpi di scena, tanto che la parte migliore è quella surreale iniziale con il commissario che sogna il proprio funerale. (Galbo)

** Classico esempio di romanzo non particolarmente riuscito che, anche (e specialmente) nella versione televisiva, si salva grazie all'eccellente caratterizzazione dei personaggi consueti. Qui Zingaretti, Bocci e Mazzotta danno il meglio di loro stessi e salvano la baracca. Delle tre donne, perfetta è la Vertova, ma decisamente deboli sono la Morariu e la Ragonese. (B. Legnani)


[8.2] LA DANZA DEL GABBIANO
*** L'indagine di Montalbano inizia con la misteriosa scomparsa dell'ispettore Fazio, collaboratore e amico del protagonista che si intreccia con un misterioso traffico coinvolgente alcuni pescherecci. Peculiare il clima cupo, quasi da noir che pervade la prima parte dell'episodio (nel quale si assiste alla morte di un gabbiano, da cui il titolo) segnato anche dalla presenza di alcuni ottimi caratteristi. Suggestive come sempre le ambientazioni (i pozzi "secchi" e la grotta del conflitto a fuoco). (Galbo)

**! Discreto episodio (ma ammetto che la serie la conosco pochissimo) che parte in modo molto intrigante ma che, quando i nodi devono venire al pettine, accusa qualche caduta a livello narrativo. Zingaretti ovviamente è molto bravo e le ambientazioni sono bellissime. Un prodotto televisivo che merita sicuramente la visione. (Caesars)

*** Gli anni passano: Montalbano, sempre più malinconico e lontano dalla storica fidanzata Livia, si trova ad indagare sulla scomparsa di di uno dei suoi sottoposti; si imbatterà in una vicenda complessa che non trascura di lambire l'attualità (si parla della storia con un trans). La storia si fa prendere pur risultando complessa (molte piste coesistono sino allo scioglimento finale). Sempre efficace Zingaretti e i comprimari. (Gugly)

**! Episodio discreto, con una buona vicenda madre, ma con qualche snodo non troppo convincente. Location ben diverse dal solito: laddove solitamente ci sono bellezze barocche e panorami mozzafiato, qui dominano pozzi secchi e case abbandonate. Ampio spazio a Bocci e a Lo Verde, anche perché Mazzotta recita la parte del ferito. (B. Legnani)


[8.3] IL CAMPO DEL VASAIO
**! L’indagine del commissario parte da un cadavere ritrovato nei pressi di Vigata, in un campo destinato alla produzione di creta per i vasai. Nella vicenda si inserisce una misteriosa femme fatale colombiana, Dolores. Episodio più che discreto, che patisce però di una sintesi un po’ eccessiva rispetto all’opera letteraria di origine. Zingaretti è come sempre bravissimo ed affiancato dall’affascinante Belen Rodriguez nei panni di Dolores; azzeccate come sempre le ambientazioni siciliane. (Galbo)

*** Buon episodio, che segna un po' il passo con la vacanzuccia del protagonista, ma la si colma con la presenza del grande Tuccio Musumeci, qui professore di filosofia. Non manca il duetto, per certi versi gustoso, con l'avvocato dell'anziano mafioso. Belen Rodriguez si dimostra molto più brava del previsto. (B. Legnani)


[8.4] LA CACCIA AL TESORO
** Il commissario Montalbano viene suo malgrado coinvolto in una caccia al tesoro da alcune lettere anonime. L'indagine avrà risvolti macabri. Episodio piuttosto deludente in quanto molte delle implicazioni importanti della pagina letteraria vengono tralasciati, così che la vicenda presenta, a chi non ha letto il libro alcune importanti incongruenze. Non entusiasma nemmeno la scelta del coprotagonista, il giovane che affianca Montalbano nell'indagine. Buona la caratterizzazione ambientale. (Galbo)

** La caccia al tesoro in cui viene coinvolto il nostro commissario non rappresenta certo una novità, nel campo del giallo. La cosa che sconcerta maggiormente però è che quando i nodi vengono al pettine molte cose rimangono del tutto inspiegate, lasciando lo spettatore con una sensazione di incompiutezza. Rimane la simpatia del personaggio principale, ma è un po' poco per un episodio piuttosto deludente. (Caesars)

** In questo episodio c'è un evidente rimando ai moderni noir americani (alla Seven, per intenderci); peccato che la trama soffra delle incongruenze davvero eccessive: la questione delle bambole gonfiabili si presta soltanto ad alcuni siparietti stile commedia degli equivoci, ma non viene chiarita assolutamente la soluzione del giallo. Sempre belle le ambientazioni, ma stavolta il prodotto appare non all'altezza della propria fama. (Gugly)

** Il romanzo d'origine non è impeccabile, presentando un colpevole fin troppo facile. Non era, inoltre, agevole portarlo in televisione. Nel trasporto si perdono alcuni passaggi importanti (perché due bambole identiche?), ma si rendono più naturali certi passaggi che sulla carta sono rigidi. Notevoli i due momenti, così diversi, in cui in primo piano c'è Marcello Perracchio (Pasquano). (B. Legnani)


STAGIONE 9
[9.1] IL SORRISO DI ANGELICA
** L'episodio prende le mosse da una serie di furti d'appartamento che avvengono a Vigata, Angelica, personaggio centrale, affascina Montalbano. Un bel libro a cui la riduzione televisiva non ha reso giustizia. La vicenda è stata eccessivamente diluita, con siparietti umoristici che nulla hanno a che fare con la storia. Poco ritmo. Rimangono le belle ambientazioni e la buona prova degli attori. (Galbo)
** Non particolarmente riuscito, nonostante le buone interpretazioni ed il tradizionale retaggio della serie. L'impressione è che si cada troppo nel manierismo, dando allo spettatore, più che un trama, una caratterizzazione talora esagerata dei personaggi. Molto buona, quasi magica, invece, la visita di Montalbano e Fazio nella casa con la refurtiva. (B. Legnani)


[9.2]  IL GIOCO DEGLI SPECCHI
** Sotto la media (arriva a ** perché *! sarebbe troppo poco...), con l'aggravante che la trama è confusa, non chiara anche a causa anche del rafforzamento delle caratterizzazioni che distraggono dal sentiero centrale, finendo col non essere facilmente seguibile. Dimenticabile. (B. Legnani)

**! Una serie di misteriosi attentati dinamitardi innescano una nuova indagine di Montalbano. Episodio discreto, la cui trama ad "incastro" è ben congegnata, anche se la presenza di numerosi eventi tende a confondere lo spettatore che non conosce la trama del libro. Buono l'innesto del personaggio femminile, interpretato dalla brava Barbora Bobulova. Godibile. (Galbo)


[9.3] UNA VOCE DI NOTTE
*** Tolto il finale un po' troppo sbrigativo, si tratta di un buon episodio (forse anche perché ci si è abituati alla forzata caratterizzazione dei personaggi secondari, come Catarella). Strutturato, come accade spessissimo in Camilleri, in due indagini che si intrecciano, offre una trama interessante e maliziosa, inverosimile ma credibile. Incipit emotivamente coinvolgente: tutti vorremmo essere in Montalbano, armato al distributore di carburanti... (B. Legnani)

*** Per il commissario Montalbano un'indagine che si muove attraverso intrecci tra mafia e politica. Da una delle storie più riuscite di Camilleri (con ampi riferimenti alla storia italiana recente), una buona trasposizione. La trama è adeguatamente strutturata e molto fedele al libro; pochi (per fortuna) gli "innesti" comici, e preponderante la parte poliziesca. Molto ben scelti gli attori che interpretano i personaggi secondari. (Galbo)


[9.4] UNA LAMA DI LUCE
**** Bellissima puntata, nettamente la migliore dei quattro episodi del 2013. Tratta da un libro che è riconosciuto come fra i migliori di Camilleri, ne regge il confronto, a partire dallo stupefacente incipit latineggante con Catarella. Se si esclude l'interpretazione àlgida del personaggio di Livia (peraltro non troppo dissonante con quello cartaceo), è di elevatissimo livello la prestazione di tutto il cast, piccoli ruoli compresi. (B. Legnani)

***! Una degna trasposizione filmata di uno dei romanzi migliori di Camilleri. La sceneggiatura è "compatta" ed evita inutili digressioni comiche. Molto azzeccati l'incipit e il finale (peraltro un pò diverso da quello del libro). Particolarmente azzeccata la scelta degli attori che interpretano personaggi secondari ma fondamentali per il racconto. Ottimo. (Galbo)


APPROFONDIMENTO INSERITO DAI BENEMERITI GALBO E ZENDER
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