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24. Stoccolma-party: Renato in Fondazione!
lunedì 12 novembre 2007

12/11/07 Ci è voluto un po’, è passato attraverso un attimo di smarrimento, poi ha ripreso i suoi ritmi serratissimi ed è infine entrato anche lui a pieno merito in Fondazione: Renato, il bergmanista del sito, l’uomo che ha osato inserire uno per uno i capitoli del Decalogo kieslowskiano, uno dei più solerti a segnalare errori di ogni genere in modo che l’archivista possa correggere, ha finalmente occupato il posto che gli spetta, ovvero lo scranno numero 18 (il 17 non è stato inserito per questioni scaramantiche) negli spaziosi uffici della Fondazione davinottica. La carica ufficiale è ancora quella di scrivano (ma d’altronde sopra di lui c’è gente con due palle così che a cedere posizioni non è adusa), ma è una carica che in mezzo a tanti galoppini è di assoluto prestigio, e le prospettive di carriera, per chi scrive come lui, sono ovviamente altissime. “Caro Renato, the sky is the limit”, pare gli abbia detto in proposito Granburà Legnani al momento dell’ingresso nel nuovo ufficio alla domanda su dove potesse arrivare.


Scelta come sede della festa la hall imperiale del Grand Hotel di Stoccolma, presentati gli invitati dal fresco premio nobel Al Gore rimasto lì per una vacanza e dettosi orgogliosi di presenziare a un simile evento, la festa ha avuto inizio con la proiezione di tutte le opere del Maestro che hanno avuto l’onore di essere commentate dal festeggiato. Al termine, salatini per tutti e consueta celebrazione per i più attivi del sito ad opera del Maestro di cerimonie Buono Legnani.

 

Prime citazione per il Signore del Davinotti del momento: Undying, la cui importanza nel sito è pari forse solo a quella di Ibrahimovic nell’Inter attuale, e che si divide virtuosisticamente tra forum e commenti continuando a stupire tutti senza dimenticare persino gli approfondimenti (imperdibili gli ultimi, sui racconti della cripta e i frammenti di corpo nel cinema horror). Subito dietro la vera scoperta degli ultimi tempi, un talento sbocciato ed esploso con una fragorosità che lascia di stucco: stiamo parlando di Galbo, che aveva cominciato molto tempo fa un po’ in sordina per prendere ora invece un abbrivio che dovrebbe servire da esempio a chiunque: commenti che fioccano in ogni genere diverso, una poliedricità caratteristica dei migliori, una competenza e una padronanza lessicale da invidiare.

Poi certo, appena dietro come dimenticare Il Gobbo? Il Gobbo, che ha di recente inaugurato il commento doppio stile Iene facendosi affiancare dalla magnifica Supervigno (eletta Miss Davinotti per il sesto mese consecutivo): prendete “Rabbiosamente femmine” o “I giovani tigri”, commentati dai due quasi in contemporanea! La coppia per eccellenza, indubbiamente. Poi bisogna fare i conti col fenomeno Ciavazzaro: mesi e mesi senza saltare un solo giorno con quattro inserimenti regolarmente non presenti nel database. Numeri che mettono i brividi! Tutti aspettano che si decida a osare anche laddove il Davinotti e gli altri già hanno scritto, ma lui imperterrito dice ancora no e va per la sua strada. Quanto durerà? Il mondo se lo sta chiedendo. Quanto a Homesick, l’ammirazione dei Consiglieri e Granburattinai del Davinotti per questo artista del commento è nota: è la terza carica del sito, Consigliere Avanzato assieme al Gobbo (e scusate se è poco), presenza immancabile, vanto di noi tutti: giù il cappello e inchino. Una garanzia quanto highlander Caesars, che ha un po’ rallentato i ritmi per prender fiato ma resta sempre bello esposto nella nostra vetrina degli eroi non disdegnando qualche passaggio nel forum. Forum che è dominio di un altro ultrabenemerito, quel G. Godardi la cui presenza tra curiosità, homevideo e discussioni generiche (di cui è stato eletto moderatore a furor di popolo) è forse la sorpresa più bella (assieme a quella di Undying, al cui confronto Aleksej Stakanov ci fa la figura del nato stanco).

 

Il Puppigallo intanto aiuta il Granburattinaio a sbrigare gli onori di casa dall’alto del suo “oltremille” di punteggio, che lo straconferma Consigliere Massimo nonché, ovvio, fondatore ad honorem. Poi veniamo ai nuovi acquisti: Mfisk, entrato nel sito per vie colombiche, si è scoperto essere (oltre che sopraffine analista della serie) anche grande appassionato di cinema tout-court e in grado di scrivere magnifici commenti su tutto ciò che vede, mentre Capannelle è la nuova generazione (in antitesi col suo nome di battaglia): coi nuovi ci si sbilancia di rado (altri ne abbiamo visti scrivere anche molte recensioni di colpo per poi scomparire nel nulla) ma con lui facciamo volentieri un’eccezione, e la quantità (nonché la qualità) dei suoi commenti la dice lunga sulla serietà del personaggio. Se son rose fioriranno, come si dice, e lui è fiorito in anticipo. Se non appassirà potrà affiancarsi ai Grandissimi: le potenzialità ci sono tutte.

 

Un saluto a papà Magnetti per la sempre preziosissima (e doppiamente stimabile, considerata la situazione familiare con l’arrivo della piccola Teresa) collaborazione, all’immancabile Fabbiu (che si fa vedere anche sul forum con grande soddisfazione di Zender e degli altri habitué), al sempre presente Deepred89, al simpatico Blutarsky, a Vossignoria Lord of the Lords Rebis (impagabile!) e al redivivo, affezionatissimo TomasMilia (un grosso grazie anche per l’attività forumistica), all'altalenante Stubby. Poi Lattepiù, Schramm, Giapo & Red Dragon (che speriamo recuperino la strada perduta inevitabilmente dall’intercity Galbo, loro ex collega passato di grado molto più in fretta), Lercio (che speriamo di veder tornare alle antiche medie per poterlo celebrare come merita), Dusso (post trasloco), Cinevision, Maoranza, Uomoocchio, Sibenik, venticello e gli altri. Chiaramente Legnani e Puppigallo hanno dovuto dar più spazio a chi scrive di più, ma di certo qui nessuno dimentica nessuno. Tranne quelli che Zender, dopo aver contattato questa volta addirittura la Morte in persona (trovata nella hall seduta a un tavolo mentre giocava a scacchi) ha eliminato riuscendo a far passare i decessi come eutanasia (lì è più facile). Ma erano i soliti imbucati e ne son rimasti pochi, per fortuna.

 
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