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LA CAMERA VERDE

MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 8
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 7/1/08 DAL BENEMERITO GIAPO

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Pigro 1/2/10 10:19 - 6791 commenti

Giornalista di provincia vive ossessivamente nel ricordo dei suoi defunti, dalla moglie agli amici morti in guerra. Il parossismo del tema (molto intrigante) sulla memoria malsana è condotto da Truffaut in una storia farraginosa ripresa da alcuni racconti di James, farcita di dialoghi letterari e recitazione finta e melensa. Programmatico e senza pathos, il film non riesce a rendere cinema il discorso di principio che si prefigge. Ridicolo che tra le foto dei morti conosciuti dall'uomo negli anni 20 ci siano Wilde e Cocteau: ma per carità!
I gusti di Pigro (Drammatico - Fantascienza - Musicale)

Homesick 2/11/11 18:01 - 5737 commenti

Mortuario, ascetico. Il rapporto tra i vivi e i defunti, denso di una letterarietà che amalgama l’intimismo di James, la nostalgia di Proust e la «celeste corrispondenza d’amorosi sensi» di Foscolo, è una lunga, sussurrata monodia: ossessione autodistruttiva per il protagonista Julien Davenne, che si annulla – talora stolidamente - nel culto dei cari estinti, e meditazione professionale per Truffaut, testimone di un cinema a più riprese votato all’infanzia o a ricordi passati che condizionano il presente con esiti tragici. Un vero incanto le file di candele accese nella “camera verde”.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: L’ira di Truffaut mentre caccia il prete «consolatore di professione»; le foto dei cadaveri mostrate al bambino; le candele accese nella camera verde.
I gusti di Homesick (Giallo - Horror - Western)

G.Godardi 4/3/09 17:36 - 960 commenti

Sol chi non lascia eredità di affetti poca gioia ha nell'urna... Il film più estremo, bizzarro ed eccentrico di Truffaut. Forse è anche per questo che se l'è interpretato da solo, perché la materia trattata è troppo incandescente: il rapporto con la morte. L'amore che va oltre la morte e il senso di colpa per essere scampato alla morte. Il rifugio nel passato, il mausoleo, in poche parole l'ontologia stessa del cinema. Ma l'amore per la morte non può che portare al rifiuto della vita, cioè alla morte stessa. Velatamente necrofilo con una bella fotografia.
I gusti di G.Godardi (Horror - Poliziesco - Thriller)

Giapo 7/1/08 18:35 - 216 commenti

L'amore trascende anche la morte in questo angosciante film di Truffaut, in cui il protagonista Julien Davenne vive ossessivamente il ricordo della moglie prematuramente scomparsa all'interno della camera verde, il luogo in cui veglia e omaggia i propri cari estinti. Più che un desiderio di morte, una ricerca dell'amore eterno, immutabile, quasi religioso domina Davenne, la cui lucida follia arriva al punto di rifiutare i vivi e la vita. Romantico e terribile, un film che non si dimentica.
I gusti di Giapo (Gangster - Horror - Thriller)

Ryo 29/7/16 11:58 - 1580 commenti

Una mazzata sullo stomaco. Lontanissimo da tutto ciò che Truffaut aveva girato sino a quel momento; si ritaglia il ruolo da protagonista e dirige un'opera sul tema del lutto, esasperandolo fino alle estreme conseguenze. La camera verde è una sorta di santuario, un "luogo della memoria" del protagonista, atto a commemorare la moglie e gli amici passati a miglior vita. Carico di angoscia, con una fotografia cupa e dalle scene pesantemente disperate. Truffaut non era un attore scarso, ma neanche sufficientemente bravo da far scaturire l'emozione necessaria.
I gusti di Ryo (Comico - Fantastico - Horror)

Rufus68 8/1/16 0:22 - 1538 commenti

Julien Davenne (soldato sfuggito ai carnai della Prima Guerra) aspira a riunire in un solo luogo (la camera verde) le immagini di chi ha segnato la sua vita e che ora non è più (fra questi, l'adorata moglie). La camera diviene, quindi, simbolo dell'anima e di una disperata lotta contro l'oblio e la morte che tutto annienta. In tal modo, però, il culto del passato, intrappolandolo, finirà per prosciugarne i moti interiori e negargli l'amore e una nuova, possibile felicità.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: La cripta con i ritratti dei morti - fra cui un nemico ucciso in battaglia - illuminati da una selva di ceri.
I gusti di Rufus68 (Drammatico - Fantascienza - Horror)

Socrate 7/11/16 23:38 - 1282 commenti

Funereo e ossessivo. L'opera più cupa della filmografia del maestro francese è un'analisi sul rapporto terreno/ultra-terreno degli uomini ("i morti possono continuare a vivere") perché il ricordo, il feticcio, il cero, la fotografia aiutano a scacciare l'oblio della morte ma non basta: serve un estremo atto d'amore. Piatto forte del film è l'interpretazione straordinaria di una commovente Nathalie Baye. La statua di ceramica è un chiaro omaggio a Buñuel (Estasi di un delitto).
I gusti di Socrate (Commedia - Drammatico - Gangster)

Pau 20/4/10 21:50 - 125 commenti

Forse il film più complesso della filmografia di Truffaut: i sentimenti esplorati sono quelli che legano i vivi ai morti ed al loro ricordo. Il personaggio di Baye prova una sincera pietas, mentre il protagonista si districa tra attenzioni morbose (la "camera verde" del titolo è quella allestita in ricordo della moglie defunta), feticci ridicoli (la "bambola" a grandezza naturale) e chiusure verso il prossimo (l'amico disprezzato perché ha deciso di risposarsi). Ma se ci si chiude alla vita, si può parlare di amore? Volutamente irrisolto.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: L'intensa, drammatica e splendidamente fotografata sequenza conclusiva, ambientata all'interno di una cappella funebre rischiarata da candele.
I gusti di Pau (Giallo - Poliziesco - Teatro)