Cerca per genere
Attori/registi più presenti

• L'AMICO SILENZIOSO

All'interno del forum, per questo film:
• L'amico silenzioso
Titolo originale:The guardian
Dati:Anno: 1984Genere: drammatico (colore)
Regia:David Greene
Cast:Louis Gossett jr, Martin Sheen, Arthur Hill, Tandy Cronyn, Simon Reynolds, Tom Harvey, Anthony Sherwood
Note:In dvd come "The guardian - L'amico silenzioso".
Visite:373
M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 2
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 12/9/07 DAL BENEMERITO CAESARS POI DAVINOTTATO IL GIORNO 8/1/18
Solido tv-movie che ancora mantiene estetica e impostazioni tipicamente settantiane. L'amico silenzioso ha il volto imperturbabile di Louis Gossett Jr. Assunto come guardiano nello stabile d'una zona malfrequentata di New York dopo l'uccisione di un inquilino nella notte di Halloween ad opera di due rapinatori da quattro soldi, John Mack mostra subito di che pasta è fatto: se la polizia si può limitare a suggerire, per difendersi, lui si piazza lì e aspetta, istruendo su quali strategie adottare (cambiare la serratura d'ingresso e non dare la chiave a nessuno che non abiti lì, montare specchi nell'ascensore...). Non ci vuole molto prima che entri in azione, ma Charlie (Sheen), l'uomo che aveva spinto per assumerlo dopo averne sentito cantare le lodi da un conoscente, non è del tutto soddisfatto: l'intrusione inevitabile nella privacy dei condòmini e ancor di più le maniere forti usate con chi tenta di accedere allo stabile, le reazioni sproporzionate in tema di “legittima difesa” e qualcos'altro ancora lo portano a riflettere. E noi con lui, perché è evidente che la nostra attenzione viene catturata per stimolare un dibattito sempre aperto: fino a che punto ci si può fidare di chi annienta le nostre barriere personali con lo scopo di impedire che qualcuno ci attacchi? Fino a dove possono spingersi i metodi di chi ha il compito di difenderci? Non c'è forse il rischio di lasciare troppo potere nelle mani di chi è deputato a decidere al posto nostro? E se non ci dovessimo più fidare di chi abbiamo scelto, cosa potremmo fare? Una contrapposizione di idee e ideali che si può in teoria allargare fino ad arrivare a dividere tra progressisti e reazionari, destra e sinistra; il tutto però associato a una sceneggiatura ben scritta (opera di Levinson e Link, i padri di Colombo) e un cast impeccabile: se Sheen, nel ruolo del regista televisivo mosso da ideali democratici, sa mostrarsi credibile e sommariamente convincente, è Gossett jr. a stupire con una performance senza sbavature. Aiutato dai dialoghi, non sbaglia una frase né un'espressione e mantiene al meglio la strana aria di dissimulata ambiguità richiesta dal personaggio. Poi ecco la sorpresa dell'ultima parte, che dà infine una lampante chiave di lettura con una scelta di campo ben precisa da parte degli autori. Un thriller forse non tesissimo ma, considerata anche la sua origine televisiva, superiore alla media, messo in scena senza tanti fronzoli dall'esperto David Greene seguendo uno stile rigoroso e piacevole.
il DAVINOTTI

Clicca sul nome dei commentatori per leggere la loro dissertazione

ORDINA COMMENTI PER:

Caesars 12/9/07 14:21 - 2263 commenti

In un condominio situato in una brutta zona di New York viene aggredita una donna. Gli abitanti decidono di assumere un guardiano per difendersi da altri episodi di violenza. La cosa funziona a dovere ma il "tutore dell'ordine" ricorre a maniere non troppo gentili per eseguire il suo mandato. Uno degli inquilini vorrebbe che fosse licenziato perché in disaccordo sui metodi impiegati, ma sarà proprio il guardiano a salvargli la pelle. Ben interpretato e discretamente realizzato, può essere visto anche se certo non raggiunge chissà quali vette artistiche.
I gusti di Caesars (Drammatico - Horror - Thriller)

Almanot 1/1/17 12:09 - 39 commenti

Più che l'azione conta la carica drammatica della storia. Fra condòmini molto divisi fra loro e poco propensi a collaborare, la violenza dei teppisti è data per scontata, mentre quella di difesa, per quanto necessaria e giustificata, urta i nobili principi del liberalone di turno. La denuncia dell'inadeguatezza dei radical-chic a fronteggiare i margini fuori controllo della società è chiara e conserva tutta la sua attualità.
I gusti di Almanot (Azione - Guerra - Horror)