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SUSSURRI E GRIDA

All'interno del forum, per questo film:
Sussurri e grida
Titolo originale:Viskningar och rop
Dati:Anno: 1972Genere: drammatico (colore)
Regia:Ingmar Bergman
Cast:Liv Ullmann, Ingrid Thulin, Harriet Andersson, Kari Sylwan, Anders Ek, Erland Josephson
Visite:1159
Il film ricorda:Il silenzio (a Socrate)
MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 17
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 1/7/07 DAL BENEMERITO RENATO

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Pigro 10/4/10 9:43 - 6672 commenti

Lei sta morendo e viene accudita dalle due sorelle e da una domestica. Film durissimo, che intreccia una spietata rappresentazione del dolore fisico compenetrata con un'altrettanto spietata rappresentazione del vuoto d'amore che spacca la famiglia. Il tutto calato nei sontuosi spazi della memoria della famiglia altoborghese, che invadono lo schermo con un saturo color rosso sangue. Stupefacenti le immagini disegnate con apparente semplicità da Bergman, sulle quali spicca la formidabile scena della serva che "allatta" la malata.
I gusti di Pigro (Drammatico - Fantascienza - Musicale)

Homesick 9/8/14 17:05 - 5714 commenti

Dramma a porte chiuse che penetra l'intimo dell'animo umano - il dolore e la pietas - esternandolo con la carica emotiva della pregnanza delle parole e della pienezza degli sguardi, dell'ardere simbolistico del colore rosso, della citazione artistica (Michelangelo) e del raccapricciante realismo di «sussurri e grida» emessi da una moribonda; il tumulto si placa in ultimo, illusoriamente, tra i ricordi di un idillico giardino che pare trasposto da un romanzo ottocentesco. Eccezionali le interpreti: patita la Ullmann, gelida la Thulin, debole e instabile la Andersson, umile e materna la Sylwan.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: I rantoli e le urla di dolore di Agnes; Il commosso ricordo del prete; «È solo un insieme di bugie, tutta la vita. »; Il diario della morta.
I gusti di Homesick (Giallo - Horror - Western)

Renato 1/7/07 17:08 - 1500 commenti

Girato in un difficile momento personale e professionale, è il film che rilanciò il nome del regista svedese sulla scena internazionale dopo anni difficili, anche grazie all'Oscar ricevuto per il miglior film straniero. L'uso delle attrici ma soprattutto del colore è qualcosa di straordinario, e ben poche volte la sofferenza fisica ha trovato una rappresentazione così esaustiva sul grande schermo. Emozionante.
I gusti di Renato (Commedia - Drammatico - Poliziesco)

Cotola 5/9/08 13:57 - 6491 commenti

Assieme a Il posto delle fragole è il capolavoro assoluto di Bergman (pur essendo i due film molto diversi per forma, temi e contenuti). La cosa che ancora oggi sbalordisce maggiormente è l'uso del colore, assolutamente funzionale alla trama e che simboleggia i rapporti, i contrasti e gli stati d'animo dei personaggi. Per il resto va segnalato un cast al femminile dalla bravura prodigiosa che offre una prova semplicemente indimenticabile. La tematica e l'andamento narrativo potrebbero renderlo ostico ad alcuni, ma è da vedere e rivedere.
I gusti di Cotola (Drammatico - Gangster - Giallo)

Rebis 15/1/10 18:39 - 2059 commenti

Se esiste una sacralità dell’arte, intesa come essenziale irriproducibilità tecnica, se esiste una grazia, intesa come intima cospirazione tra magniloquenza formale e complessità concettuale, allora queste sono in Sussurri e Grida. Antichissimo, atavico e allo stesso tempo dirompente e moderno, il compimento espressivo di Ingmar Bergman è cadenzato e denso, la piena maturazione dell'allegoria nel turgido astrattismo. Inarrivabili, le quattro interpreti, definite con tratteggi basilari e pregnanti, catturate nell'inesauribile forza emotiva del primo piano. Immenso.
I gusti di Rebis (Drammatico - Horror - Thriller)

Deepred89 9/4/14 3:02 - 2861 commenti

Proviamo a scrivere di Sussurri e grida con parole umane: interpretazioni eccellenti, colonna audio vuota per il 60%, un ottimo gusto nelle inquadrature e nei cromatismi, una lentezza sfiancante anche rispetto al più lento dei restanti film di Bergman finora visionati, una rappresentazione del dolore prettamente fisica (compresa una scena di automutilazione ben poco ultraterrena), una scavo psicologico magistrale ma con una chiusa (per il sottoscritto) poco convincente. Bello, ma si legga bene il foglietto illustrativo: può indurre sonnolenza.
I gusti di Deepred89 (Commedia - Drammatico - Thriller)

Capannelle 25/5/09 11:32 - 3279 commenti

Uno dei Bergman più conclamati, a forti tinte psicoanalitiche per via di quel filo conduttore in rosso che tutti magnificano (ma senza spiegarne il significato recondito). Sicuramente da apprezzare la prova drammatica delle tre attrici che, dopo la morte della sorella (la cui cura le teneva insieme) vedono esplodere i loro conflitti interiori. Ma prima di quel momento scatenante sento meno coinvolgimento e vedo pure grossolani movimenti di macchina. Notevole, come al solito, la fotografia di Nykvist.
I gusti di Capannelle (Commedia - Sentimentale - Thriller)

Myvincent 3/9/12 8:10 - 1886 commenti

Ogni film di Bergman è un viaggio verso l'interiorità umana, compresa quella personale e questo non fa eccezione. La malattia, la morte, la vita, gli stati d'animo, le relazioni umane passate alla lente di ingrandimento in questa storia dove tre sorelle si ritrovano e si confrontano su più piani per poi gridare il loro fallimento matrimoniale, sacrificato in una morsa senza scampo. Pochi elementi per un film esemplare.
I gusti di Myvincent (Drammatico - Giallo - Horror)

Didda23 11/1/16 9:54 - 1796 commenti

Nonostante la pesantezza ai limiti del sostenibile, Bergman dipinge una vicenda interessante e profonda mettendo alla berlina vizi e virtù dell'alta borghesia. La glacialità dei rapporti personali è spezzata dall'assoluta dedizione e dall'amore materno di un'intensissima Kari Sylwan. L'eccelsa fotografia di Nykvist (giustamente premiata con l'Oscar) e il gusto per la rappresentazione del regista conferiscono alla pellicola una forma di una bellezza ultraterrena. Il gioco vale la candela e la pazienza è strapagata con gli interessi.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: L'arredamento dell'abitazione; I flashback dell'infanzia.
I gusti di Didda23 (Commedia - Drammatico - Thriller)

Mickes2 3/2/12 18:26 - 1551 commenti

Un’immensa raffigurazione dell’animo femminile sezionato in più parti e scandito da varie sfaccettature. Accompagnato dal ticchettio inesorabile di un orologio, dalla musica, dalle sofferte parole scritte su un diario… Bergman narra uno spaccato durissimo, gelido e intenso che fa leva sui ricordi e sulla memoria e che contempla l’ineluttabile dolore fisico di una donna, assommato ad un altrettanta sofferenza interiore, al vuoto esistenziale, ad un rapporto tra sorelle futile, sfuggente, privo di cuore, al disgregamento del nucleo famigliare.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: I sussuri e le grida tra sorelle; La fotografia di Sven Nykvist.
I gusti di Mickes2 (Erotico - Fantastico - Western)

Socrate 23/5/16 17:34 - 1103 commenti

Due sorelle e la governante si prendono cura dell'altra sorella malata terminale. Dramma intimista declinato al femminile tra "sussurri (le beghe famigliari, i segreti inconfessabili) e "grida" (soprattutto quelle di dolore della povera Agnese), tra dissolvenze in rosso "sangue" (onnipresente) e bianco di innocente candore. Primi piani à la Bergman di rara intensità. Ullmann magnetica, Thulin algida, Andersson crista in croce, Sylwan materna.
I gusti di Socrate (Commedia - Drammatico - Gangster)

Faggi 15/3/16 19:37 - 929 commenti

Non è un horror (ovviamente) ma alcune sequenze sono da brividi, meglio e più di un horror propriamente detto. La fotografia è sublime, l'atmosfera tiene col fiato sospeso e i dialoghi sono taglienti come rasoi. Ostico, forse, e sicuramente perturbante: lo si ama o lo si respinge (ma con Bergman è cosa normale).
I gusti di Faggi (Fantascienza - Giallo - Poliziesco)

Graf 18/8/15 1:44 - 589 commenti

Un kammerspiel all'interno di quella dimensione teatrale sempre prediletta da Bergman. Magistrale disegno di donne positive (Agnese e Anna) e di donne negative (Karin e Maria). Un grido sul rapporto intimo e profondo tra Fede e Amore e una descrizione spietata dell’Inferno dell’aridità dei sentimenti. La gioiosa voce di Dio e l’angoscia del suo silenzio, la metanoia opposta alla disperazione. Immagini dai colori aggressivi, racconto sempre in bilico sull'inesorabile passare del tempo. Un film duro, dai conflitti netti, senza mediazioni e senza requie.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Liv Ullmann, Ingrid Thulin, Harriet Andersson, Kari Sylwan, un quartetto di attrici semplicemente eccezionali.
I gusti di Graf (Commedia - Poliziesco - Thriller)

Jdelarge 12/4/14 11:27 - 581 commenti

Capolavoro di regia. Bergman sfrutta al massimo le potenzialità della macchina da presa, dei suoi attori, del colore e del sonoro per tradurre in immagini e parole lo stato d'animo di Maria, Karin, Agnese e Anna. I temi trattati dal film sono molteplici, ma Bergman pone l'accento sulla fratellanza e l'amore tra esseri umani come fonte primaria di felicità (l'istinto materno sembrerebbe il più alto atto d'amore) e la paura della morte vista come un qualcosa di lontano e inaccettabile. Film straordinario; capace di penetrare nell'inconscio.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Agnese sul letto che getta le braccia al collo di Maria.
I gusti di Jdelarge (Drammatico - Giallo - Horror)

Delpiero89 13/4/13 17:14 - 263 commenti

Più che un film, un quadro. Un'opera profonda, sapiente e cruda. Il regista mette su tela tre colori (un vivace e dominante rosso per il dolore passato e sempre in agguato, il bianco per il candore e il nero luttuoso) e quattro figure femminili principali (tre sorelle, di cui una malata in fase terminale e una domestica). Immagini forti, che rimangono impresse, quella "del bicchiere frantumato" e ancor di più la splendida "Pietà" sul finale. Opera grandiosa, ritmi leggermente ma giustificatamente dilatati.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: La magnifica "Pietà"; L'uso sapiente dei colori; Tutti e quattro i personaggi femminili.
I gusti di Delpiero89 (Giallo - Poliziesco - Western)

Hearty76 14/2/13 14:13 - 165 commenti

Bergman nei suoi intensi film sa accompagnare lo spettatore ai confini dell'umano dolore, laddove esso stesso inizia a sconfinare nella sospensione dell'onirico e dell'assurdo, evocandolo piuttosto che descrivendolo. In questo capolavoro è tremendamente sublime ed eloquente ciò che la sofferenza fisica riesce ad esprimere, tra urla soffocate e rantoli lancinanti. Prestigiosa la cornice psicanalitica, entro la quale si estende la toccante tela pietistico-religiosa del rapporto tra umano e divino.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: La forte carica simbolistica del colore rosso.
I gusti di Hearty76 (Comico - Horror - Sentimentale)

Fedeerra 20/9/17 4:26 - 100 commenti

Un film che non tenta affatto di ricucire le lacerazioni, anzi le dilata; così da farci scoprire il promiscuo e doloroso legame tra anima e corpo. Bergam in una delle vette più alte della sua carriera, accompagnato dal suo "fedele" cast di prime attrici e dalla splendida e storica fotografia di Sven Nykvist. Ambientato in una "silenziosa" villa di Stoccolma è un'opera tanto dolorosa quanto necessaria.
I gusti di Fedeerra (Drammatico - Horror - Thriller)