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THE SILENT MAN

All'interno del forum, per questo film:
The silent man
Titolo originale:Mark Felt: The Man Who Brought Down the White House
Dati:Anno: 2017Genere: biografico (colore)
Regia:Peter Landesman
Cast:Liam Neeson, Diane Lane, Marton Csokas, Tony Goldwyn, Ike Barinholtz, Josh Lucas, Wendi McLendon-Covey, Kate Walsh, Brian d'Arcy James, Maika Monroe, Michael C. Hall, Tom Sizemore, Julian Morris, Bruce Greenwood, Noah Wyle
Note:La storia di Mark Felt, detto "Gola profonda".
Visite:160
M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 2
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 14/4/18 DAL BENEMERITO DIGITAL POI DAVINOTTATO IL GIORNO 21/4/18
Lo scandalo Watergate (dal nome dell'hotel dove cinque uomini si introdussero di notte nel quartier generale del comitato nazionale democratico per scattare fotografie e piazzare miscrospie) è ben noto allo spettatore medio americano: travolse l'allora presidente Nixon costringendolo alle dimissioni (nonostante la fresca rielezione) e creò un precedente fondamentale nella storia dei rapporti tra istituzioni governative, CIA e federali. Per la maggior parte degli italiani tuttavia il caso è forse solo un nome che torna a più riprese al cinema o nelle ricerche di chi si occupa di vicende d'oltreoceano. Per questo motivo film così, che non si occupano di ricostruire i passaggi chiave della vicenda dando per scontato che si conoscano almeno per sommi capi, rischiano di spiazzare e di risultare a più riprese di non facile comprensione. Mark Felt (Neeson) era allora, nel 1972, il vicedirettore dell'FBI pronto a succedere a J. Edgar Hoover, il leggendario capo del Bureau appena deceduto. Proprio la Casa Bianca impose invece Pat Gray (Csokas) con l'intento di far chiudere quanto prima l'indagine sulle intercettazioni illegali al Watergate. Felt, strenuo difensore del sacrosanto diritto dell'FBI di non dipendere da nessuno, non accetta che il caso venga chiuso così facilmente e decide di avviare una sorta di inchiesta parallela e sotterranea, per ampliare l'eco della quale non si fa scrupoli a fornire informazioni riservatissime al Washington Post. Il quotidiano pubblicherà così rivelazioni e scoop a raffica attribuendoli a una misteriosa "gola profonda" che l'FBI cercherà in ogni modo di stanare. Il film racconta della difficile condizione in cui Felt si trova aggiungendoci la storia della figlia di cui l'uomo non ha più notizie da tempo (giusto per dare al personaggio una sua dimensione familiare, accresciuta dalla presenza della moglie interpretata da Diane Lane), costretto a indagare nascondendosi parzialmente dietro l'ombra di ricerche in apparenza molto blande. Una rilettura interessante e poco nota del caso ricavata da un paio di romanzi scritti su Felt, personaggio cui indubbiamente Neeson regala grande spessore grazie a una performance sentita e convincente; l'uomo silenzioso del titolo è lui: mai una parola in più del necessario, comunica prima di tutto con lo sguardo lasciando che a parlare (e molto) siano quelli intorno a lui. La regia di Peter Landesman costruisce attorno al protagonista un mondo che a quest'ultimo somigli lavorando molto sull'atmosfera, sugli interni spesso cupi aiutato da una fotografia di gran qualità (la presenza di Ridley Scott in produzione lascia il segno) e soprattutto da una colonna sonora opprimente e ovattata che si sposa perfettamente alle immagini gravandole di tensione. Dietro l'apparenza scintillante non si può però non notare come in assenza totale di azione non basti uno script di buona qualità (Landesman è prima sceneggiatore che regista) per infondere la necessaria forza a un film troppo compassato, che accantona di fatto le spiegazioni del caso per privilegiare i rapporti segreti di Felt con la stampa e la battaglia sotterranea con il suo diretto superiore, dando più volte l'impressione di non chiarire bene la direzione in cui ci si voglia muovere. Fumoso insomma, e scarsamente coinvolgente, con divagazioni familiari posticce che si chiudono in un epilogo del tutto superfluo.
il DAVINOTTI
PROSSIMAMENTE: un nuovo commento (firmato MARKUS) a questo film verrà pubblicato il giorno 25/4/18 alle 9:39


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Digital 14/4/18 13:42 - 769 commenti

Centrato sulla cosiddetta “gola profonda”, ovvero il vice direttore dell’FBI Mark Felt, informatore segreto che ha portato allo scandalo Watergate. Ritmi pachidermici, in questo biopic facilmente dimenticabile. Landesman ha buona padronanza della macchina da presa, con una notevole cura formale (inappuntabile la fotografia) e una colonna sonora adeguata. Ciò che proprio non funziona sono la profusione di dialoghi fiume, talvolta logorroici, che a lungo andare sfiancano anche il più volenteroso dei cinefili. Bel cast, ma che barba, che noia...
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