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TORRENTE 5

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Torrente 5
Titolo originale:Torrente 5: Operación Eurovegas
Dati:Anno: 2014Genere: comico (colore)
Regia:Santiago Segura
Cast:Santiago Segura, Julián López, Jesulín de Ubrique, Alec Baldwin, Damián Ramos, Luis Carlos, Álvaro Tortosa, Cañita Brava, José María Rubio, Angy Fernández, Anna Simon, Florentino Fernández, Carlos Areces, Chus Lampreave, Neus Asensi
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M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: n.d.N° COMMENTI PRESENTI: 0
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 2/3/18 DAL DAVINOTTI
Il quinto capitolo di Torrente esce nel 2014 ma è ambientato nel 2018; nell'allora immediato futuro insomma, in cui s'immagina che la Spagna sia stata cacciata dall'Europa e sia tornata alla peseta, che la Catalogna sia indipendente e giochi la finale della coppa del mondo con l'Argentina e che Torrente (Segura) esca di prigione. Una volta fuori, il nostro raggiunge il Vicente Calderon (lo stadio dell'Atletico Madrid, di cui è da sempre tifosissimo) per scoprirlo abbandonato e in rovina; capisce che tutto quello per cui si era battuto (si fa per dire) è scomparso e prende la decisione di diventare ufficialmente un fuorilegge. Accompagnato dal fido Cuco (López), che si porta dietro il cugino tonto (de Ubrique), progetta allora una rapina al grande casinò chiamato Eurovegas contattando colui che in prigione gli aveva detto di averne disegnato il sistema di sicurezza: l'americano John Marshall (Baldwin). Questa volta il modello da parodiare è l'OCEAN'S ELEVEN di Soderbergh, con un Alec Baldwin mente del piano e in carrozzella che agli italiani ricorderà inevitabilmente il Salerno di SCUOLA DI LADRI. L'idea alla fine non è certo nuova: un SOLITI IGNOTI in versione MISSION: IMPOSSIBLE che punta però più al comico che alla commedia, come da tradizione della saga. Torrente infatti, anche se passano gli anni, è quello di sempre (pur se dimagrito): volgare, rozzo, pavido, spregevole in ogni aspetto comportamentale e fisico. Segura ci regala ancora una volta la sua strepitosa caratterizzazione trovando materiale buono per garantire le abituali quattro risate in compagnia della sua squadra di improbabili quanto idioti compagni di rapina. Marshall gli ha fornito una lista di specialisti da assumere (il nano equilibrista, l'esperto di gas, l'hacker...) e Torrente si arrangerà come può ingaggiando amici malridotti, relitti umani e via dicendo. Inutile dire che dopo una lunga spiegazione di come il colpo dovrà essere compiuto, la realizzazione avverrà incorrendo in una valanga di ridicoli imprevisti. Segura insomma segue il suo stile e conferma quanto di buono s'era visto nei precedenti capitoli. La qualità è più o meno stabile (mediamente più alta rispetto agli altri film inquadrabili nello stesso genere), risollevata dal protagonista e dal ricorso al politicamente scorretto. Impossibile non menzionare in questo senso la fabbrica dove a lavorare sono bambini sfruttati cui Torrente elargisce disgustosi sorrisi di apprezzamento. Si alternano gag abusate ad altre più singolari (l'uomo della sicurezza che non si accascia dopo che gli sparano più volte ma continua a gridare dal dolore), non si disdegnano le abituali parentesi di sesso (perlopiù orale, nota passione di Torrente) e ci si avvia moderatamente soddisfatti verso un finale a suo modo spettacolare (un 747 pilotato utilizzando un tutorial di Youtube) con chiusura tra spiagge tropicali e giungle sudamericane. Baldwin è la star e fa quel che deve mescolando spagnolo e americano: gli spetta la parte più seriosa, ma si integra bene nel (degradato) contesto.
il DAVINOTTI