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C'EST LA VIE - PRENDILA COME VIENE

M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 2
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 3/2/18 DAL DAVINOTTI
Max Angéli (Bacri) organizza matrimoni in grande stile; tanto che quando una coppia esagera con le ridicole proposte per abbassare i costi non riesce a evitare di rispondere con micidiale sarcasmo. Si passa quindi a nuovi clienti e tutto si concentra a quel punto sul rinfresco successivo, che di fatto sarà l'unico cui assisteremo e sul quale si costruirà il film, prevedibilmente costellato da inconvenienti di ogni sorta. Lo sposo (Lavernhe) sembra piuttosto intransigente, e già quando viene a sapere che l'animatore non sarà più quello previsto dagli accordi comincia a protestare vibratamente. Fossero quelli i problemi... D'altra parte se chiami un fotografo (Guy) che nessuno ha più il coraggio di ingaggiare in tutta la Francia, se il cantante/animatore (Lellouche) ha le sue idee e non pare disposto a cambiarle per nessun motivo, se il tuo braccio destro (Haidara) è una donna che decisamente esagera con le volgarità non si può pretendere che tutto fili liscio. Specie se fai indossare alla squadra abiti d'epoca e parrucche in piena estate rischiando l'ammutinamento generale. Un vero caos, insomma; ma in fondo lo sappiamo già che è quello a cui tende un film che punta dichiaratamente a divertire. Ma Nakache e Toledano sono umoristi raffinati (QUASI AMICI sta lì a dimostrarlo), rifuggono l'inconveniente più ovvio o comunque lo risolvono cercando di evitare la trappola della banalità. Non sempre ci riescono, ma la qualità nella scrittura è evidente, i botta e risposta sono sempre molto studiati e in più di un'occasione si ride di gusto. La regia fatica un po' ad essere spumeggiante come lo script avrebbe meritato e s'incaglia in qualche lungaggine evitabile, l'ultima parte deraglia in un buonismo scontato aggravato da una diluizione fastidiosa che cerca il tocco poetico anche nelle inquadrature (campi lunghissimi nel buio), ma l'acutezza di alcune risposte di Max, il suo rifiuto di ricorrere a volgarità che lascia ad altri mantenendo un aplomb che lo rende immediatamente credibile nel ruolo del leader (ottimo Bacri) sono tutte qualità indubbie. Lellouche è il più dotato umoristicamente e il suo personaggio di animatore vanesio e arruffone gli calza a pennello, Guy si riserva una parte rozza ma efficace. Molte altre comunque le figure di secondo piano azzeccate, dal cognato che gira coi calzoni del pigiama definendoli “uno spezzato" (un po' pedante quando professoreggia sulla grammatica) all'ultimo arrivato che a una domanda sulle cappe sante risponde "sono ateo". Caratterizzazioni centrate, brillanti, con le donne in ombra (ridotte a mere spalle tranne nel caso della Haidara) e un paio di pennellate sognanti (il volo dello sposo) che non guastano. Rinunciando a quelli che sarebbero stati facili sviluppi comici di alcune sistuazioni il film perde in esplosività ma rivendica una personalità da non trascurare.
il DAVINOTTI

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Markus 5/2/18 12:31 - 2414 commenti

Il dietro le quinte - e non solo - di una festa presso una lussuosa villa in seguito a un matrimonio viene qui raccontato attraverso le maglie di una commedia brillante. Una buonissima scrittura purtroppo non fa il paio, almeno sul fronte del divertimento, con lo sviluppo reale dell'opera; quindi tutte le premesse (e promesse) della prima parte sono poi disilluse nella seconda. Al termine della film c'è un tangibile senso di quello che poteva essere... e invece non è stato. Peccato, perché la prima mezz'ora pareva davvero promettente.
I gusti di Markus (Commedia - Erotico - Giallo)

Hiphop 19/2/18 10:19 - 10 commenti

Preparativi e svolgimento di un matrimonio che lo sposo vuole raffinato e, anche a causa sua, si rivelerà pacchiano e volgaruccio. Divertente (senza esagerare) commedia della premiata ditta Nakache-Toledano. Attori non tutti in palla e personaggi sia originali che un po' stereotipati. Buon ritmo, bella location e qualche gustoso retroscena su ciò che avviene dentro le cucine di una grande cerimonia. Consigliato.
I gusti di Hiphop (Animali assassini - Documentario - Drammatico)