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PESI MASSIMI

M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: n.d.N° COMMENTI PRESENTI: 0
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 2/2/18 DAL DAVINOTTI
L'idea almeno era simpatica: un campo estivo per ragazzini “abbondanti” dove si va per spassarsela senza sentirsi chiamare “ciccione” da chi ti sta intorno. Vinte le prime resistenze ci si abbandona a tuffi esagerati, corse in go-kart e si nascondono salami e dolciumi nelle camerate. Tutto bene insomma, finché un giorno i gestori (Jerry Stiller e Anne Meara) non dichiarano il fallimento cedendo il posto a un guru del dimagrimento, l'atleticissimo Tony Perkis (Ben Stiller). L'allegro Camp Hope diventa allora una sorta di Villa Samantha, gestita con metodi fascisti da Tony e i suoi uomini che a colpi di ginnastica e privazioni si mettono in testa di far drasticamente calare il peso degli ospiti. Sconfitti regolarmente dai ragazzi del campo sportivo vicino, i piccoli cicciottelli sono costretti ad allenamenti feroci e finiscono le giornate stremati. Non serve però esser dei geni per capire che ovviamente le cose cambieranno e che i metodi di Tony verranno sconfitti dal buon senso e dalla morbida vendicatività dei nostri. Diretta e scritta (assieme a Judd Apatow) da Steven Brill, una commedia per ragazzi che per evadere dagli schemi logori della minoranza che si fa maggioranza mostrando le proprie qualità sfrutta la simpatia innata di chi ha qualche chilo in più contrapponendola all'ottusa inflessibilità di chi sta in forma; nel caso specifico uno Stiller che ha gioco facile nel farsi caricatura e mostrare una rigidità mentale diventata negli anni caratteristica del suo repertorio da commediante (si pensi a ZOOLANDER). Purtroppo non è che affliggendo i ragazzini del campo offra poi molto a livello di comicità e il risultato non esce quasi mai da ciò che ci si aspetta, con l'aggravante di una lunga sfida finale condotta lungo i binari dell'ovvietà in cui si contrappone l'incapacità fisica dei cicciottelli al basso livello culturale dei prestanti avversari. Siamo insomma dalle parti dell'antica equazione bello = stupido insomma, scusabile solo alla vista del messaggio semplice e positivo del film, che naturalmente tende a incoraggiare i deboli e gli emarginati. Meglio la prima parte, in cui si può utilizzare proficuamente la relativa singolarità dell'idea. Ben Stiller con un po' di trucco interpreta anche il padre di se stesso ovvero Tony Serkis sr, mentre i veri genitori dell'attore sono presenti sul set nei panni dei proprietari del campo che lui rileverà!
il DAVINOTTI