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SUBURBICON - DOVE TUTTO è COME SEMBRA

All'interno del forum, per questo film:
Suburbicon - Dove tutto è come sembra
Titolo originale:Suburbicon
Dati:Anno: 2017Genere: gangster/noir (colore)
Regia:George Clooney
Cast:Matt Damon, Julianne Moore, Noah Jupe, Glenn Fleshler, Alex Hassell, Gary Basaraba, Oscar Isaac, Steve Monroe, Gavin Wilde, Landon Gordon, Hope Banks, Karimah Westbrook, James Handy, Mather Zickel, Josh Meyer, Vince Cefalu, Leith M. Burke, Tony Espinosa, Alex Hassell, Steven Shaw
Note:Scritto da Joel Coen ed Ethan Coen.
Visite:588
Il film ricorda:Detour - Autostrada per l'inferno (a Josephtura)
M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 9
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 10/12/17 DAL DAVINOTTI
Suburbicon è la cittadina americana ideale, per tutti quelli che sognano il quartiere residenziale lindo e a misura d'uomo; siamo a fine Anni Cinquanta e le pubblicità sui titoli di testa lo disegnano al meglio tuffandoci nelle pagine d'un catalogo pubblicitario attraverso begli espedienti grafici. Finché non arriva una macchia, a intaccare lo smalto luccicante: una famiglia di neri. Gli amabili abitanti si trasformano lasciando esplodere l'intolleranza ma i vicini dei nuovi ospiti faranno nell'ombra persino di peggio, aprendo parallelamente un intreccio noir che più Coen non si può: Clooney lascia campo libero ai due fratelli sceneggiatori che estraggono dal cilindro un tipicissimo coniglio dei loro, tra sangue e paradossi. Il piccolo Nicholas (Jupe), che vive col padre (Damon), la madre invalida (Moore) e la zia (gemella di mamma e quindi ancora la Moore) riceve una sera la visita di due ladri dalle intenzioni particolarmente ostili (Hassell e Basaraba), che minacciano i presenti. Mamma verrà uccisa e da qui prenderanno il via sviluppi ai limiti del possibile in cui lo stile dei Coen si fa grottesco e spiazzante come ai vecchi tempi. Così, mentre nella casa a fianco monta l'odio razziale nei confronti della famiglia di nuovi arrivati, Nicholas, suo padre e la zia provano – dopo la grave perdita - a riprendere una vita normale senza immaginare quale sequela di beffe il destino stia loro riservando. Clooney fatica molto a legare le due anime del film; prova a individuare una lezione morale che le accomuni ma si capisce quanto sia una forzatura. Ciononostante, la qualità dell'intreccio noir è sufficiente a sostenere anche l'altra anima del film procedendo di pari passo (e prendendosi anzi molto più spazio, visto che le vicissitudini dei poveri neri non offrono grandi spunti, escluso quello da cui si parte). Matt Damon, ingrassato e con occhiale in tartaruga, è impeccabile nel ruolo, la Moore dolcissima nella sua candida, apparente ingenuità, i due criminali disorganizzati maschere coeniane tra le più classiche. Per cui tra sorprese, coincidenze, ribaltamenti di situazione e qualche frullato di sangue d.o.c. non c'è di che lamentarsi, con la regia pulita ed elegante di Clooney (talvolta un po' compassata) a infiocchettare un film piacevole da seguire e apprezzabile anche per qualche rimarchevole trovata nella messa in scena. La ricostruzione storica è impeccabile, le musiche richiamano vaghi temi d'epoca rimordernizzandoli, la fotografia è naturalmente di livello. La tradizionale cura dei caratteri secondari (eccellente l'investigatore delle assicurazioni tratteggiato al meglio da un Oscar Isaac laido come non mai) garantisce innesti che movimentano la trama in assenza di azione classica, il finale (per quanto un po' troppo diluito) non delude e la mano dei Coen lascia il segno molto più di un Clooney che si fa trascinare da qualche eccesso moralistico.
il DAVINOTTI

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Puppigallo 3/2/18 12:42 - 4027 commenti

Arrancante e poco convincente quest’opera di Clooney, con blando condimento razziale e un tentativo mal riuscito di Coenizzarsi. Gli attori fanno il compito, ma non sono particolarmente incisivi; e in pellicole dove la sceneggiatura non è certo eccelsa, il loro contributo dev’essere massimo. Evidentemente, i personaggi stessi non sono stati disegnati in maniera sufficientemente accurata (meglio lo zio, che per quanto un po’ fuori le righe, risulta più credibile). Detto ciò, lo si può vedere, ma non bisogna certo aspettarsi chissà che.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: "Ha un cognome che sa di ebreo"; "Tu sei un bambino, al momento...e al momento sei un bambino molto stupido".
I gusti di Puppigallo (Comico - Fantascienza - Horror)

Daniela 3/2/18 21:57 - 6987 commenti

In una cittadina color pastello, gli onesti benpensanti si indignano per l'arrivo di una famiglia di innocenti calimeri e non si accorgono delle iene e degli sciacalli stanziali... I fratelli Coen con il loro stile inconfondibile firmano la sceneggiatura di questa commedia grottesca, lasciando la regia al sodale Clooney che impagina brillantemente, aiutato da attori in parte a cominciare da Damon ingrassato e occhialuto. Punto debole la giustapposizione fra le due vicende vicinali, troppo meccanica per risultare convincente, ma l'humor nero non manca, il divertimento c'è.
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Rebis 23/12/17 14:17 - 2065 commenti

I neri capro espiatorio della decadenza morale dei bianchi, mentre i bambini fanno oh... film spaccato in due come il manicheismo che lo anima, cerca coesione in un disegno etico irricevibile dalla complessità del reale, sdogana un innocentismo afro tanto gratuito da sconfinare nella ruffianeria. I Coen reiterano la solita iperbole grottesca, mentre Clooney prepara la campagna politica per le prossime presidenziali (?). Cast ok, ma il double feature della Moore fa pensare solo al risparmio.
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Capannelle 11/2/18 0:42 - 3378 commenti

Forse un tentativo maldestro di incanalare l'ennesima denuncia sociale sul razzismo anni 60 su binari grottescamente coeniani. Fatto sta che la storia non carbura bene dall'inizio alla fine e alterna momenti riusciti di humour nero (l'ispettore assicurativo, la biciclettina) con altri dove prevalgono strane giravolte ed eccessi di pulp anche fuori luogo. Prove attoriali senza infamia e senza lode, rimangono in mente Isaac e la Westbrook.
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Paulaster 4/4/18 10:39 - 1711 commenti

Nella cittadina perfetta del titolo la tranquillità viene interrotta dall’arrivo di una famiglia nera e da un crimine. Ambientazione alla Truman show (curata anche nella fotografia) in cui Clooney non riesce a saldare la componente razziale coi vari assassinii. Discreto nei primi sviluppi che aggrovigliano la storia, perde mordente proprio verso la fine (pasticciato il ruolo del bambino che assiste in pratica a tutto). Damon fa il minimo e la Moore ricalca il ruolo di The hours. Il momento migliore è con l’investigatore dell’assicurazione.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Il confronto all’americana alla polizia; Gli spari attraverso il materasso; L’incidente della macchina contro il camion.
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Kinodrop 25/2/18 18:09 - 690 commenti

Un tentativo modesto e maldestro di inserire una vicenda di ordinaria delinquenza in un contesto pseudo razziale a cui non sono sufficienti né l'ambientazione color pastello old style né le auto d'epoca. Una commedia sin troppo truce ed esageratamente "tragica", con una storia piatta e risaputa, scollegata da quel contesto sociale che avrebbe dovuto esserne il focus. Il sodalizio Coen/Clooney purtroppo rivela sin da subito la sua debolezza e la mancanza di prospettiva; sprecatissimi gli attori, impossibilitati a far propria una storia che non c'è.
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Beffardo57 6/2/18 22:11 - 199 commenti

Operazione a freddo: umorismo nero, protagonisti criminali variamente efferati ma grottescamente inetti (come in Fargo e infatti la sceneggiatura è dei Coen), una ipermanieristica ricostruzione di ambienti, abiti, acconciature, modernariato Anni Sessanta; una spruzzata di politically correctness (la satira dei pregiudizi razziali). Peccato che non funzioni: Clooney manca il bersaglio, spreca risorse e talenti attoriali, confeziona un filmetto che vorrebbe sembrare intelligente, caustico, progressista, ma è solo stucchevolmente velleitario.
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Josephtura 18/12/17 16:34 - 89 commenti

Clooney, con la complicità dei fratelli Coen, prosegue nel racconto di un'America assurda e dominata dalla preoccupazione per il denaro. Un nuovo noir, con quieti parossismi che sembrano provenire da Fargo e che portano sicuramente - ma come? - a una condanna. Strepitoso nella descrizione dell'indifferenza morale e salace, senza divenire pulp, nelle descrizioni criminali. E' abbastanza imbarazzante uscire da un film così crudele con il sorriso sulle labbra. Colpo di genio il contrasto razziale.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Damon sulla biciclettina.
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Hiphop 18/12/17 10:55 - 10 commenti

Deludente e raffazzonato. Due storie misere, una banale sul razzismo nell'America degli Anni Cinquanta, l'altra un giallo "familiare-assicurativo" svelato sin dal principio. La bellezza di Julianne è mortificata da improbabili acconciature. Anche i personaggi di contorno sono poco significativi. Damon se la cava con il minimo sindacale. Qualche inquadratura e qualche personaggio stile Coen non riscattano un film debole debole. Sconsigliato.
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