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MORTO STALIN SE NE FA UN ALTRO

All'interno del forum, per questo film:
Morto Stalin se ne fa un altro
Titolo originale:The death of Stalin
Dati:Anno: 2017Genere: commedia (colore)
Regia:Armando Iannucci
Cast:Andrea Riseborough, Olga Kurylenko, Jeffrey Tambor, Jason Isaacs, Steve Buscemi, Rupert Friend, Paddy Considine, Richard Brake, Michael Palin, Paul Ready, Diana Quick, Simon Russell Beale, Jonathan Aris, Roger Ashton-Griffiths, Tom Brooke
Note:Presentato in concorso al XXXV Torino film festival. Basato sul fumetto "The Death of Stalin" di Fabien Nury e Thierry Robin.
Visite:376
M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 2
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 29/11/17 DAL BENEMERITO COTOLA POI DAVINOTTATO IL GIORNO 6/1/18
Si parte da una graphic novel francese e da un regista scozzese per arrivare a una coproduzione anglo-francese con l'ambizione di raccontare il momento che intercorre tra la morte di Stalin e l'avvento di Krusciov con i toni sarcastici di certo umorismo british, talvolta stonato e nel contesto poco credibile. Mosca, 1953: Stalin telefona alla sala in cui si sta tenendo un concerto di Mozart. Vuole la registrazione, che però non è stata fatta. Il direttore, terrorizzato dalla prospettiva di vita in un gulag, richiama il pubblico e i musicisti, fa ripetere l'intero concerto e questa volta lo incide su disco. Esempio utile a capire il clima instaurato dallo statista russo il quale tuttavia, la sera stessa, ha un ictus e viene ritrovato l'indomani disteso sul tappeto di casa. I grandi capi del Comitato Centrale non possono nemmeno chiamare i medici migliori, tutti deportati. Poco dopo Stalin muore, lasciando un vuoto di potere sul quale si avventano (ma con discrezione) in tanti. Si tratta di capire come organizzarsi... Il film gioca molto sul rimbalzo di responsabilità, sulle accuse sottotraccia, sulle lotte interne al partito, sullo squallore di figure umanamente deprecabili divertendosi a caricaturizzarle. Dovrebbe essere operazione piuttosto facile, ma Armando Iannucci (sceneggiatore con all'attivo un solo altro lungometraggio da regista, il mirabile gioiello di satira politica IN THE LOOP) non riesce questa volta a trovare la misura con cui gestire una sceneggiatura farraginosa e caotica: per seguirne le tante diramazioni, le aperture a personaggi "esterni" che non è sempre facile ricondurre a un disegno generale limpido, si finisce col ritrovarsi più volte a chiedersi cosa stia davvero succedendo sul set. Le responsabilità maggiori sono da attribuirsi quindi alla regia, che lavora sì bene con gli attori (d'altra parte il cast conta garanzie come Steve Buscemi o il Michael Palin dei Monty Python, dei quali si può intravedere qualche pallido richiamo nella bella scena attorno al tavolo con alzate di mano e poco altro) ma fallisce nel coinvolgimento: distaccato il racconto, debole l'umorismo cinico, dialoghi che spesso paiono mescolarsi al chiacchiericcio sullo sfondo. La ricostruzione storica e la messa in scena sono punti di forza, ma quanto vediamo non stimola a seguire le trame che si intersecano. Né granché ci si diverte ad ascoltare i dispetti, le frecciate e le vendette di Krusciov, Berja e compagni. Va bene satireggiare su chi lo merita, ma ci si poteva anche sporcare un po' le mani utilizzando schemi più consoni alla commedia. Invece è evidente quanto si proceda in direzione di ripetute, ideali lisciate alla critica seguendo di conseguenza canoni estetici di alto livello e dosate concessioni a una volgarità di circostanza, senza abbandonare comunque una certa seriosità da sposare a un'aderenza storica necessaria. Un dispendioso sforzo tecnico che racconta parzialmente le dinamiche di potere dell'Unione Sovietica ma con una faciloneria fuori luogo sottesa a un impianto lussureggiante e – quel che più è grave – una scarsa conoscenza dei ritmi e dei tempi (non solo comici); così la fragile consistenza sulla quale poggiano in precario equilibrio scene singolarmente anche divertenti rende l'azione blanda riproponendo i difetti di fruibilità di certe commedie british che (nel caso dei Monty Python ad esempio) si salvavano grazie alla genialità assoluta delle trovate o a interpretazioni magistrali.
il DAVINOTTI

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Cotola 29/11/17 12:30 - 6548 commenti

Spassosissima commedia in puro stile british (con reminiscenze dei Monty Python) che, oltre ad analizzare un particolare momento storico (la morte di Stalin e la sua successione, ma non solo) è anche più in generale una radiografia del potere, della sua gestione e dei suoi meccanismi. Ci si diverte molto, si ride in più occasioni e si riflette altrettanto. C'è anche tanta storia: molte cose possono sembrare assurde ed inventate ma, purtroppo, non lo sono affatto. Brillante la regia ed in gran forma tutto il cast. Assolutamente da non perdere.
I gusti di Cotola (Drammatico - Gangster - Giallo)

Markus 6/1/18 11:52 - 2379 commenti

Il periodo storico da Stalin a Krusciov raccontato (romanzando) attraverso una farsa dal tipico humour britannico. L'ottima cura formale che il regista Armando Iannucci è riuscito a dare alla sua opera purtroppo non fa il paio con i contenuti, che ahimè deludono e non poco. Convincono le prestazioni degli attori e i costumi molto ben realizzati e scenografici, ma la pellicola scontenta sul fronte dell'umorismo, ovverosia quel cinico sarcasmo che ti aspetti da un momento all'altro e che invece... tragicamente viene a mancare.
I gusti di Markus (Commedia - Erotico - Giallo)