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GLI SDRAIATI

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Gli sdraiati
Dati:Anno: 2017Genere: commedia (colore)
Regia:Francesca Archibugi
Cast:Claudio Bisio, Gaddo Bacchini, Cochi Ponzoni, Antonia Truppo, Gigio Alberti, Barbara Ronchi, Carla Chiarelli, Federica Fracassi, Gianluigi Fogacci, Sandra Ceccarelli, Donatella Finocchiaro
Note:Tratto liberamente dal romanzo omonimo di Michele Serra.
Visite:283
M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 2
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 26/11/17 DAL DAVINOTTI
Prendendo liberamente spunto dal romanzo omonimo di Michele Serra, Francesca Archibugi prova a mettere in luce il carattere delle nuove generazioni contrapponendolo a quello quasi opposto delle vecchie rappresentato da Bisio, qui conduttore di una trasmissione Rai che non riesce in alcun modo a relazionarsi col figlio Tito (Bacchini): appena prova a interessarsene quello gli dà dell'invadente, quando lo rimprovera si prende del pedante scocciatore o peggio. Senza il sostegno di una moglie che lo aiuti nella decifrazione del carattere di Tito e dei suoi amici Giorgio si sente perduto, compreso giusto dal suocero (Ponzoni) a lui sempre rimasto legato. Attraverso il difficile rapporto padre-figlio la Archibugi allarga l'indagine a un mondo tutto da scoprire, quasi inattaccabile dai genitori ed espresso da relazioni d'amicizia forse troppo strette o sentimentali che paiono fredde, mai davvero passionali. Al contrario di quelle che ha coltivato suo padre fin da quando ripetutamente tradiva la moglie, anche con la cameriera (Truppo). A prima vista la ragione, la logica, il rispetto e l'educazione sembrano appartenere tutte solo a chi pensava bastasse crescere i figli tradizionalmente ignorando l'abisso che divide invece epoche diversissime. In una Milano che fa da sfondo poetico e leggero una storia toccante, che Bisio è bravo nell'interpretare con grande umanità rinunciando alla tentazione di avvicinarsi anche marginalmente all'ironia e alla facile battuta. Chi guarda è portato inevitabilmente a solidarizzare con lui provando irritazione nei confronti di un figlio viziato, irriverente, irrispettoso che a molti di certo verrebbe voglia di raddrizzare a ceffoni. Ma non è sempre così facile, specie se si tratta come in questo caso di un atteggiamento diffuso e condiviso. Per tracciare i suoi ritratti la Archibugi alterna momenti indubbiamente indovinati a fasi di raccordo invece sintetizzabili, che appesantiscono di frequente la narrazione, e a semplicizzazioni che indicano uno schematismo di fondo dal quale era forse opportuno allontanarsi evitando qualche ripetizione ridondante. Ad ogni modo si capisce come una traccia forte da seguire esista, come la voglia di descrivere un problema vero sia sincera, come si esca da certa superficialità attraverso personaggi psicologicamente complessi (molto brava la Truppo a rendere il suo), complicità amicali che rifuggono il facile qualunquismo (Alberti). Si individua insomma una maturità di fondo che piace, purtroppo non sempre supportata da un'efficacia registica che avrebbe aiutato a rendere più scorrevole e gradevole il film. E' però anche il tocco femminile insolito, mai banale, della Archibugi a ispessire una sceneggiatura solo a tratti capace di essere ficcante come dovrebbe e potrebbe.
il DAVINOTTI

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Markus 27/11/17 10:11 - 2351 commenti

Dopo un mero remake francese (Il nome del figlio) la Archibugi mette in scena l'omonimo romanzo di Michele Serra. Il rapporto padre/figlio dei nostri disgraziati giorni viene sviscerato attraverso dialoghi e situazioni che un'attenta regia riesce a non rendere quasi mai banale (specie sul versante adulto, con un Bisio convincente). Il film è soprattutto una fotografia - credo abbastanza fedele - dell'atavico scontro generazionale tra genitori (con qualche rancore) e i giovani di oggi (dietro l'angolo il temibile effetto Notte prima degli esami).
I gusti di Markus (Commedia - Erotico - Giallo)

Lou 28/11/17 14:46 - 583 commenti

Ispirandosi al libro di Serra, l'Archibugi affronta il tema del rapporto padri-figli in modo fresco e diretto, con una suggestiva ambientazione milanese. La sceneggiatura è però esile, con un quadro che tende a infierire più sugli smarrimenti degli adulti che sull'indolenza giovanile. Il giovane Gaddo Bacchini rappresenta egregiamente i tipici atteggiamenti degli adolescenti sdraiati, al padre Bisio manca invece qualche sfumatura per apparire più credibile. Musica decisamente inappropriata.
I gusti di Lou (Avventura - Azione - Drammatico)