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NADINE - UN AMORE A PROVA DI PROIETTILE

M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: n.d.N° COMMENTI PRESENTI: 0
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 31/10/17 DAL DAVINOTTI
Commediola d'azione all'americana che vola decisamente bassa ambientata ad Austin (Texas) nel 1954. Protagonista la coppia Jeff Bridges/Kim Basinger, in fuga da chi vorrebbe impadronirsi di alcune mappe di terreni edificabili di cui i due sono entrati casualmente in possesso. Le aveva sottratte Nadine (Basinger) a un fotografo (pugnalato a morte non si sa da chi proprio mentre lei era allo studio) credendo di aver recuperato la busta contenente certi suoi scatti giovanili osé all'epoca spacciati per nudi artistici. Trovatasi invece in mano mappe scottanti e tornata in gran segreto sul luogo del delitto assieme all'ex marito Vernon (Bridges), da lei coinvolto nell'affare giusto perché passava in zona assieme alla sua nuova fiamma, Nadine comincia un'avventura che la vede scappare con lui sia dalla polizia che soprattutto dal gangster proprietario delle mappe (Torn), il quale al solito spedirà i suoi tirapiedi a braccare la coppia. L'indole brillante di Bridges tiene in qualche modo a galla un film che altrimenti precipiterebbe già dopo poco nel baratro della noia. Più che la Basinger, infatti (se si guarda al titolo è lei la vera protagonista), è lui a dare verve a una commedia dalle polveri bagnate, che procede sui binari della più trita convenzionalità senza mai produrre un personaggio vagamente interessante. Torn e i suoi uomini sono i soliti banditi da barzelletta, che minacciano morte e torture (coi serpenti a sonagli, stavolta) finendo poi regolarmente a gambe all'aria, gli altri in secondo piano son figure ancor più fugaci e tremendamente stinte. Si nota quanto manchi una regia in grado di far decollare la pellicola, perché se certo la sceneggiatura non era il massimo, è grave non si sia riusciti a sfruttare meglio un Jeff Bridges in ottima forma, che mostra quanto invece sia versato per la sdrammatizzazione: espressivo, genuinamente ironico, avrebbe perfetti tempi comici (i Coen dimostreranno quanto) qui mortificati in un ruolo da "spalla virtuale" per una Basinger attrice valida ma decisamente meno portata al genere: la sua Nadine è una parrucchiera volitiva, ingenua ma allo stesso tempo risoluta nel prendere in mano la situazione molto più di lui, fissato con l'idea di rilanciare il proprio bar destinato al fallimento. Purtroppo qualche simpatica trovata nelle caratterizzazioni – assieme a qualche sorprendente intervento spiazzante (in termini di azione) di Bridges - non basta a salvare un film privo di fantasia ripiegato su di una formula che per poter funzionare necessitava almeno di un ritmo spumeggiante (qui del tutto assente). E dire che la coppia, ben assortita, funzionava (si pensi a Bridges quando descrive fiero la sua nuova fiamma, intravista da Nadine in lontananza: "Quella è Renée, Renée la vamp: è stata Miss Nocciolina Americana nel liceo di Uwo nel '47")...
il DAVINOTTI