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ALLEY CAT

M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: n.d.N° COMMENTI PRESENTI: 0
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 30/10/17 DAL DAVINOTTI
Karateka in gamba dalle prosperose forme spesso in mostra, Billie (Mani) sorprende due ladri a fregargli le ruote dell'auto e li fa neri. E' solo l'inizio, perché quando i cattivoni assalgono per strada sua nonna accoltellandola, la rabbia le sale agli occhi e medita vendetta servendosi anche di un amico poliziotto (Torti). Ciò che però porterà all'inevitabile escalation di violenza è un tentato stupro notturno al parco ai danni di una passeggiatrice: Billie lo sventa, ma per farlo usa come minaccia la pistola del nonno per la quale non ha il porto d'armi. Sorpresa da due agenti (uno è il suo boyfriend, costretto però a seguire ciò che fa il suo collega più alto in grado), finisce in tribunale per aver usato l'arma senza poterlo fare, per schiamazzi, spari e ingresso al parco in orari non permessi. Dopo essersi vista comminare 500 dollari di sanzione più un anno di libertà vigilata a fronte di un'assoluzione quasi con formula piena (la testimone chiave non si presenta in aula) per gli stupratori, perde le staffe davanti al giudice e si ritrova in carcere. Un'avventura piuttosto articolata insomma, che continuerà anche dopo il periodo in prigione (dove non manca qualche accenno lesbico con docce e varie avances). Pura exploitation made in Usa che porta ancora i segni dei Settanta, benché il film sia del 1984. La bella e sensuale Karin Mani, al suo unico ruolo da protagonista, non si fa problemi ad esibire il generoso seno fin dai titoli di testa (non sarà Pam Grier, che nel campo e nel genere non ha rivali, ma insomma...) ripetendosi a più riprese sotto la doccia e in altre occasioni. E' chiaramente il valore aggiunto di un film che per il resto non fa che riprendere schemi e stilemi tipici condendoli con corpo a corpo di scarsa credibilità e un'ironia che rischia di cadere più volte nel ridicolo involontario (si vedano in particolare le scene in tribunale, con il PM incapace rimproverato dal giudice). Come karateka la Mani lascia a desiderare, come attrice cerca di cavarsela con qualche sguardo felino ma l'aria minacciosa proprio non ce l'ha; non resta che godersi le tipiche riprese da poliziesco notturno d'epoca rendendosi conto che di serie B si tratta e di quella per la quale è bene non aspettarsi nulla più di quel che un budget assai limitato può offrire. Regia canonica (e dire che ci si son messi ben in tre), attori qualsiasi che solo dalla parte dei cattivi possono dare qualcosa in più, nudi gratuiti anche da parte delle non protagoniste, un po' di violenza a buon mercato (ma nemmeno troppa, c'è da lasciar spazio al karate), dialoghi di nessuna consistenza, battutine patetiche di Billie dopo aver messo fuori combattimento gli avversari (“La tua mammina non te l'ha detto che certe cose non si fanno?”) e una breve parentesi wip tanto per gradire. Terribile (almeno quanto il doppiaggio italiano) la love story tra lei e lui: lei è bella, lui (il poliziotto) sogna di sposarla e figliare a ripetizione; glielo ripete ogni volta che si vedono, ma non sarà facile convincere una donna così...
il DAVINOTTI