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THE DARK STRANGER

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The Dark Stranger
Titolo originale:The Dark Stranger
Dati:Anno: 2015Genere: horror (colore)
Regia:Chris Trebilcock
Cast:Katie Findlay, Alex Ozerov, Enrico Colantoni, Stephen McHattie, Jennifer Dale, Mark O'Brien, Emma Campbell
Visite:69
M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: n.d.N° COMMENTI PRESENTI: 0
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 27/10/17 DAL DAVINOTTI
Leah (Findlay), giovane disegnatrice depressa, figlia di pittrice depressa pure peggio (e morta suicida), comincia a vedere i protagonisti dei suoi fumetti animarsi. Ma non solo: mostri e allucinazioni di diversa foggia le si manifestano in ogni dove durante la giornata costringendola a frequenti sedute dalla psichiatra (Dale). Colma di tristezza e dolore, costantemente sul punto di tagliarsi le vene, vive in casa col padre (Colantoni) e il fratello (Ozerov), comprensivi ma distanti. Per questo tende a rifugiarsi sempre più nella sua arte finendo col proiettarsi all'interno di una graphic novel cui sta lavorando. In essa lei, cantante sublime, è prima blandita poi perseguitata dallo straniero cattivone del titolo che scopriremo essere una sorta di Freddy Krueger, rinchiuso nella sua dimensione e in grado di condizionare la mente degli artisti con cui entra in contatto spingendoli al suicidio per impossessarsi della loro anima. L'obiettivo di creare un nuovo boogey man, purtroppo, non va a segno e questo straniero cupo con foulard fuxia e giaccone non ha un briciolo della forza evocativa dei suoi colleghi; tarda poi ad entrare in scena e quando lo fa non sa proprio come rendersi originale. Il suo mondo è quello creato da Leah, un pastiche piuttosto indigesto di animazione classica e digitale che vira sull'arancio. Vi partecipano le trasfigurazioni di altre persone che la ragazza conosce, come la psichiatra o il “salvatore” Mark (O'Brien), assistente dell'uomo che sta organizzando una mostra di artisti depressi e che per questo ha contattato il padre di Leah. E' un giovane dall'animo buono, che attrae palesemente la protagonista; la quale intanto per l'intera prima parte del film non fa che storcere la bocca, alzare gli occhi al cielo rassegnata, trascinarsi e smozzicare qualche parola nella caratterizzazione tipica del depresso. Per chi guarda una lagna, in poche parole. E il film così pare continuare, senza sussulti e in balia di una sceneggiatura incapace di offrire nulla che vada al di là di effetti speciali risaputi inseriti nel contesto di una crisi adolescenziale dominata dall'ovvio rapporto conflittuale con il padre e il fratello. Ma anche quando il mondo a disegni guadagna progressivamente maggior spazio non è poi che le cose migliorino; anche perché il tratto è modesto e i personaggi che vi si muovono di rara banalità. Ci si prepara al gran finale che arriva senza troppi squilli di tromba rivelando l'identità profonda e le origini del Dark Stranger, che si scopre aver perseguitato in precedenza pure la madre di Leah. Attori che non brillano, nessun guizzo che salvi il film da una piattezza generale decisamente poco memorabile.
il DAVINOTTI