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BRUTTI E CATTIVI

M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 4
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 23/10/17 DAL BENEMERITO VICTORVEGA POI DAVINOTTATO IL GIORNO 17/4/18
In un circo che richiama alla mente Tod Browning nascono due bimbi senza gambe, il "Pollo" e il "Papero, ed è su quest'ultimo (Santamaria) che si concentra il film. Passati molti anni lo ritroviamo a chiedere l'elemosina e poco dopo a organizzare una rapina assieme alla sua donna senza braccia (Serraiocco), a un rapper nano scassinatore di casseforti (Martucci) e a un rasta con l'alito fetido (D'Amore) detto simpaticamente "il Merda". L'obiettivo sono 4 milioni di euro "sporchi" di proprietà della mafia cinese che li ha depositati in una banca. Il colpo è organizzato facilmente e riesce, ma come ci ha insegnato il genere è difficilissimo che poi le cose proseguano per il meglio. Un simile malloppo fa gola a tutti, in primis alla bella giovane senza braccia, che pare la più sgamata del gruppo, e allora via ai doppi giochi... Cosimo Gomez (anche autore dello script con Luca Infascelli) pensa a un film in cui i disabili protagonisti condividano con il classico di Scola immediatamente richiamato dal titolo una perfidia e un cinismo per nulla frenati dalla sfortuna legata alla loro condizione. Con “brutti e cattivi” si indica comunque con chiarezza la via, sposandola a una matrice pulp moderna che a dire il vero falsa non poco l'autenticità del ritratto. Soprattutto la prima parte propone un approccio più attento alla tecnica che al racconto, nel quale non ci si sofferma troppo sull'unicità dei protagonisti sottolineandone invece il carattere borgataro con abbondante abuso di un romanesco la cui comprensione è spesso compromessa dal sonoro. Il ruolo migliore e più sfaccettato è senza dubbio quello di Santamaria: ritornerà nel lungo flashback che occupa quasi per intero la seconda parte come nella tradizione del noir di oggi, nel quale è ormai praticamente impossibile incontrare una storia raccontata linearmente. Se però la rapina, la presentazione dei personaggi, la lunga festa danzante in stile Halloween sembrano comporre un film poco fantasiosamente figlio dei suoi tempi (e non diretto particolarmente bene), la seconda invece riesce ad entrare meglio nell'umanità dei suoi personaggi pur non disdegnando ancora qualche passaggio pulp eccessivo che di nuovo sposta l'asse in direzione di una commedia un po' goffa (il taglio del braccio per errore, l'incontro coi cinesi). Decisamente sprecato D'Amore, ridotto a interpretare il fumato mezzo scemo, sottoutilizzata la bella Serraiocco (che davvero con i piedi è in grado di fare cose impensabili), fin troppo eccessivo nella sua programmatica volgarità Martucci (simpatico invece quando si veste da Freddy Kruger alla festa). Un buon lavoro sulle location romane (fotografate in modo talvolta curioso come nelle riprese sotto il cavalcavia), un lento recupero di autenticità col passare dei minuti che conduce a un epilogo spassoso, qualche idea bislacca che lascia il tempo che trova (il dio bambino che appare più volte come una visione) e un'estetica tarantiniana qua e là non disdicevole. Al di là di tutto però ben poco da ricordare, se non fosse per l'unicità dei protagonisti. Si sorride amaro, ma solo a brevi tratti, e quando si agganciano i paradossi del pulp si stecca quasi sempre.
il DAVINOTTI

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Puppigallo 3/3/18 13:55 - 4028 commenti

Pellicola assurdamente simpatica, nonostante i protagonisti siano un ammasso di feccia mostruosa, in tutti i sensi. Ovviamente, qui nulla è preso sul serio, disabilità compresa; e i generi che si susseguono trasformano il tutto in un minestrone, dal sapore però non sgradevole e con alcuni momenti da sottolineare, come “Armani Giorgio”, o l’amputazione del “dito”, ma non solo “Mai dire a un boss della mafia cinese come aprire una cassetta di sicurezza”. In più, dura il giusto. Non male, dopotutto.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Le "magliette del Signore"; Il nano Krueger; Il diverbio tra cinesi sul cerotto; Da"Papero" a Robocop de noantri. .
I gusti di Puppigallo (Comico - Fantascienza - Horror)

Redeyes 2/3/18 8:18 - 1928 commenti

Anche loro sono sporchi, ma non tanto quanto il capolavoro di Scola, e anche loro si barcamenano sfruttando i propri handicap in una Roma questa volta moderna. L'incipit esalta (fra dotazioni monstre, cannabis, rap e turpiloqui) salvo poi scivolare verso una lettura più "corretta" e un tono sempre più da commedia. Il finale, cui si arriva con una sceneggiatura che par uscita da un libro di Ammanniti, è un po' troppo dolce, ma diciamo che il sorriso di Belibi regala quel mezzo punto che avevamo perso nella sua ripulitura strada facendo.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Il video di Plissé; Il taglio del dito; La festa di Halloween.
I gusti di Redeyes (Drammatico - Fantascienza - Thriller)

Pesten 1/2/18 21:15 - 261 commenti

Simpatica commedia romana che ha come gran punto a suo favore quello di girare tutto intorno al concetto di handicap, vivendolo come cosa normalissima e fondendolo nella normalità della periferia romana. L'idioma romano farà ridere soprattutto chi lo parla e non mancherà di strappare qualche sonora risata. Storia semplice e prevedibile che però viene resa divertente e fluida dai vari personaggi, soprattutto quelli di Santamaria e di Martucci. Lieto fine come uno si aspetta e parolacce come piovesse, che tu sia normodotato o meno.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Il tatuaggio "magna fregna" sul braccio di Santamaria.
I gusti di Pesten (Horror - Poliziesco - Thriller)

Victorvega 23/10/17 14:56 - 155 commenti

Particolare, molto. E, nell'ottica di un cinema sempre appiattito sui soliti stereotipi non è un difetto. Originale come idea di partenza (la rapina e il piano criminoso ordito da portatori di handicap lo fa molto "politically incorrect"), forse un po' meno come sviluppo, per una trama che avvince all'inizio e poi si fa sempre più tirata. Molto buone le prove degli attori, con Santamaria e Colangeli su tutti.
I gusti di Victorvega (Giallo - Poliziesco - Thriller)