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• NONTUTTOROSA

M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 1
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 20/10/17 DAL BENEMERITO PANZA POI DAVINOTTATO IL GIORNO 1/2/18
Ruolo da mattatrice assoluta per Marisa Laurito nei panni di Lilly Pacchia, napoletana doc che si sposta a Roma inseguendo un sogno: pubblicare il suo romanzo “Melograno di baci”. Impiegata alla rubrica dei cuori solitari presso le edizioni “Tuttorosa”, si innamora al punto del proprietario Ferdinando Altieri (Castellitto) - che non la sopporta e prova disgusto per il suo romanzo - da decidere di rapirlo e portarselo nella villa al lago di zia Concetta. Questo sarebbe l'intreccio base, che viene però arricchito (si fa per dire) dalla presenza degli angeli custodi di Lilly: il primo (Duriez), quello ufficiale che la segue dall'inizio, è un pilota d'aerei belga schiantatosi sopra Napoli, il secondo (Luotto), che dovrebbe subentrargli, è un “precario”, avendo il corpo mortale ancora in coma all'ospedale. Di fatto l'avvicendiamento non ci sarà e i due assisteranno insieme la donna nelle sue avventure: invisibili agli altri, conversano con lei facendola apparire come una vera matta, carattere che Lilly accentua sproloquiando senza sosta come si può facilmente immaginare da un torrente in piena come la Laurito. Che però, anche perché alle prese con un copione terribile, già dopo i primi minuti infastidisce arrivando a saturare l'aria col suo napoletano (non stretto, per fortuna). D'altra parte anche Duriez, col suo marcato accento francese, contribuisce a una commedia verbosissima cui manca purtroppo l'umorismo minimo necessario. Le uniche (rare) battute vagamente costruite sono appannaggio di Luotto, le “migliori” delle quali giocano con le parole. Si prenda come esempio la scena in cui il gruppo viaggia in auto verso il lago col sequestrato a bordo; la Laurito è costretta a stordirlo con lo spray per non farlo risvegliare, Luotto la rimprovera: “Smettila con quella bomboletta, lo uccidi”. Duriez: “Ah che sconsiderata fuga d'amore”. Luotto: “A me più che altro sembra una fuga di gas”. Duriez: “Ma che gas?” Luotto: “E che gas ne so?”. Poi l'arrivo in villa e il trasferimento lì del set fin quasi alla conclusione, con i tentativi di Castellitto di scampare alla prigionia, l'arrivo di un ladruncolo che s'aggiungerà al gruppo (Cosentino) e infine dell'intera famiglia napoletana. Un soggetto molto articolato che come sempre in questi casi nasconde una sceneggiatura minimale strutturata in modo da lasciar spazio all'esuberanza del cast. Ma se la coppia di angeli poteva anche vagamente funzionare nelle divertite correzioni continue di Luotto agli strafalcioni linguistici di Duriez (quest'ultimo molto meno sopportabile), se Castellitto si trova alle prese con un personaggio grottesco dimostrando comunque di poterlo gestire decentemente, sono gli eccessi della Laurito (pur spontanea e verace come sempre) ad annichilire. Per non parlare delle intrusioni dei parenti nel finale o del tassista chiamato “cicciotto” per la stazza (Gobbi), preso costantemente in mezzo dalle mattane della protagonista e sua vittima predestinata: uno strazio...
il DAVINOTTI

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Panza   20/10/17 16:32 - 1323 commenti

Ci voleva una maggior solidità nella sceneggiatura per poter dare efficacia a una storia minimale che avrebbe beneficiato di una maggiore cura nelle gag e nelle situazioni che sembrano volere far solo metraggio senza divertire sul serio, come le incursioni del ladro o della coppia in sidecar. Qualche battuta simpatica di Luotto e la simpatia di Castellitto non bastano certo per avere un impressione positiva su questo film TV che nella caotica fase all'interno della villa annoia da matti. Le musiche Bixio-Tempera-Brizzi sono in toto di riciclo.
I gusti di Panza (Commedia - Drammatico - Poliziesco)