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NOVE LUNE E MEZZA

M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 1
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 14/10/17 DAL BENEMERITO MARKUS POI DAVINOTTATO IL GIORNO 14/10/17
Tina (Andreozzi), fidanzata con Gianni (Lillo), sogna da anni un figlio che i due non riescono ad avere in nessun modo; sua sorella Livia (Gerini), al contrario, ne avrebbe tutte le possibilità ma ha deciso di farsi chiudere le tube. Al loro ginecologo (Fresi) viene così un'idea: perché non fecondare ovulo e spermatozoo di Tina e Gianni nel corpo di Livia? In Italia è vietatissimo, ma i nostri decidono di fregarsene e di nascondere la cosa con i dovuti accorgimenti. L'esordio alla regia di Michela Andreozzi affronta temi non certo nuovi nemmeno per la nostra commedia, ma lo fa senza approdare a quella comicità sguaiata che spesso domina nella commedia italiana di oggi. Con tocco tutto femminile anche nel gestire argomenti cari ai maschi (le crisi che inevitabili sopraggiungono tra Livia e il suo compagno così come tra Tina e Gianni), la Andreozzi affida a Fresi il compito di interpretare il non facile ruolo del ginecologo gay con due figli e convivente a carico ("Disoccupato? No, libero professionista") e trova in una Gerini sempre spontanea e autentica la partner ideale con cui portare avanti una maternità a due (Tina si deve far vedere in giro col pancione e Livia coprirlo con nonchalance). Entrambe avranno modo di riscoprire l'affetto dell'una per l'altra con i loro compagni che non sembrano combinarne una giusta; a cominciare da Gianni, beccato con foto compromettenti sul telefonino, mentre Fabio (Pasotti) si sfoga contro l'egoismo di Livia piantandola in asso e dandosi all'alcol. Femmine contro maschi in definitiva, con questi ultimi riuniti nella stanza d'un motel trasformata in una sorta di comune quando pure Nicola, il ginecologo, viene cacciato dal suo convivente. Il più comico, per sua natura, è Lillo, i cui atteggiamenti cozzano un po' con l'approccio maturo scelto dal film ma aiutano ad incrementare il fattore divertimento. Fresi gli è subito dietro ma con meno esagerazioni; Pasotti è il più contenuto, destinato a riportare il film nell'alveo di una velata critica alle leggi attuali (lasciata alle invettive di Tina nel finale). Brava Paola Tiziana Cruciani rude ostetrica, decisamente sopra le righe il personaggio di Vanni (Tiberi), il fratello bacchettone delle due malvisto pure dai genitori (“Ti avevo portato a quattro anni a vedere Berlinguer, ti leggevo Marx per farti addormentare... e sei uscito così”); segno di qualcosa che non sempre gira perfettamente, com'era prevedibile (si veda anche la parentesi di Livia violoncellista gravida su Youtube, buttata lì senza un vero perché). Però il film è fresco, spassoso, ritmato, recitato convintamente (la Gerini svetta, quando è in scena si mangia tutti) e un occhio sulle imperfezioni si può chiudere. Anche perché è ammirevole l'equidistanza tenuta dalle due posizioni: si rispetta chi i figli li desidera e chi al contrario preferisce non averne mettendo costantemente in luce le ragioni dell'uno e dell'altro: un atteggiamento maturo e illuminato.
il DAVINOTTI

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Markus 14/10/17 11:20 - 2329 commenti

Felice debutto alla regia per Michela Andreozzi, che per l'occasione punta tutto sul clou della femminilità: il desiderio di maternità. Un taglio forse scontato per una regia di donna, ma che l'attrice/commediografa romana riesce a rendere piacevole attraverso una divertita e spesso divertente combinazione di situazioni limite ai fini dello spettacolo (l'impiego di qualche "romanità" funziona sempre), ma senza rinunciare a qualche stralcio di verità non banale. Molto bene in parte la Gerini. Il comparto maschile ne esce un po' malridotto...

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: "Non dico di diventare comunista, ma almeno un cinquestelle"; "Non sono cazzi miei, ma mi sembrano amari".
I gusti di Markus (Commedia - Erotico - Giallo)