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ALIBI.COM

M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 1
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 29/9/17 DAL DAVINOTTI
Da un'idea folgorante (una società specializzata nel fornire alibi di ogni genere a chi ne ha bisogno) ci si aspettava di più: qualche copertura geniale, stratagemmi complessi e studiati nei dettagli, intrecci tra clienti... Niente di tutto questo invece, perché è evidente che la trovata, ben esplicata nei primi venti minuti attraverso veloci esempi delle sue potenzialità, è solo un pretesto per trasformare poi il film in una normalissima storia di corna in vacanza, un desichiano cinepanettone in salsa francese con genitori e figlia contemporaneamente a Cannes assieme al fidanzato della giovane e i suoi due amici. Càpita infatti che Grég Van Huffel, il titolare della alibi.com (Lacheau, anche sceneggiatore e regista del film), s'innamori senza saperlo della figlia (Fontan) di un suo cliente ritrovandoselo ad aprirgli la porta il giorno del più classico degli incontri coi genitori. Il padre è in breve quello che poco prima lo aveva pagato per farsi coprire una prossima scappatella a Cannes con l'amante. Grég non dirà nulla né quello svelerà a sua figlia, giurista col pallino della sincerità ad ogni costo, che Grég non è affatto lo steward che le ha detto di essere. Un doppio inganno che, una volta a Cannes tutti insieme per una serie di coincidenze, creerà equivoci a catena, in verità ben poco legati all'idea di base. Nella sua prima metà il film è scoppiettante, brillante, ricco di gag magari usurate ma rese ancora valide da una sceneggiatura furba. Si ride per le facce imbarazzate del padre (Bourdon), per gli imprevisti che Grég deve superare continuamente per reggere il gioco suo e dello suocero, qualche volta per i due amici del protagonista che lo accompagnano nell'avventura (funziona persino la solita trovata di quello che s'addormenta improvvisamente alla guida causa narcolessia), entrambi figure deboli ma saltuariamente utili a diversificare la storia. Il grande successo in Francia è insomma parzialmente comprensibile e riconducibile al desiderio del pubblico di svagarsi senza pensiero alcuno. Riesce invece più difficile capire perché non si sia riusciti a evitare che nella seconda parte d'improvviso il ritmo cali, le gag si diradino e ci si trovi con in mano una storia incapace di dare un seguito convincente alle avventure del gruppo in vacanza, con momenti d'imbarazzo nelle scene al dancing dove i due genitori riscoprono le gioie del matrimonio. Troppi i riempitivi insulsi (la festa in maschera, lo sbarco con i migranti, la parentesi tra i rom), modesta la performance del cast, fin lì mascherata dalla spassosità delle situazioni. Tuttavia un'ora almeno la si passa in allegria e se non si è troppo esigenti ce la si può far bastare, sorridendo per le battute della cinica veterinaria, per il cane cui capita di tutto, per qualche cliente dell'agenzia (c'è il cameo di Kad Merad) al quale l'alibi viene correttamente fornito, per l'amplesso dei genitori con la figlia che dal bagno non può evitarsi di sentire e vedere, per Maurice e le sue foto delle vacanze col figlio nero. Finale scontatamente buonista salvato da un cartellone pubblicitario che richiama l'ultima risata. Niente di epocale nemmeno all'interno del genere, ma una costruzione arguta e un montaggio che gestisce con abilità le pause.
il DAVINOTTI

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Markus 30/9/17 18:22 - 2289 commenti

L'idea geniale di partenza del film, con un giovane "imprenditore" (il regista/attore Philippe Lacheau) che s'inventa una specie di agenzia per fornire a pagamento alibi ai clienti che ne hanno necessità, ahimé termina subito e già dopo mezz'ora la pellicola diventa pochade. Peccato perché era davvero l'unico elemento originale di una film sì divertente, ma che annovera una serie di situazioni spassose quanto già viste. Resta indubbiamente un po' la rabbia di vederci spodestare l'arte della risata di grana grossa dai cugini d'Oltralpe.
I gusti di Markus (Commedia - Erotico - Giallo)