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EL BAR

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El bar
Titolo originale:El bar
Dati:Anno: 2017Genere: commedia (colore)
Regia:Álex de la Iglesia
Cast:Blanca Suárez, Mario Casas, Carmen Machi, Secun de la Rosa, Jaime Ordóñez, Terele Pávez, Joaquín Climent, Alejandro Awada, Jordi Aguilar
Visite:201
Il film ricorda:The divide (a Skinner)
M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 7
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 27/9/17 DAL BENEMERITO DIDDA23 POI DAVINOTTATO IL GIORNO 16/11/17
Il bar verrà distrutto all'alba: in Italia i distributori del classico di Romero l'avrebbero potuta intitolare così, questa ennesima variazione sul tema del contagio. La firma Alex De la Iglesia, che naturalmente impone quello che è il suo stile fin da subito, a partire dal divertito piano sequenza iniziale. Arrivata al fatidico bar, quella che sembra la protagonista, Elena (Suárez), scambia quattro parole con chi la serve prima che uno degli avventori esca in strada e venga colpito da un proiettile: d'improvviso la via si svuota e chi mette fuori la testa finisce centrato a sua volta non si sa da chi. Cosa sta succedendo? Al bar le ipotesi si moltiplicano vorticosamente e l'azione si fa concitata (la specialità del regista, che quando c'è da far confusione non si tira mai indietro): ci si ricorda di un tizio che poco prima era corso in bagno tossendo e lo si ritrova disteso vicino alla tazza in fin di vita. O forse già morto, perché presto si rialza con gli occhi bianchi e capiamo bene dove si voglia andare a parare. L'interazione tra i diversi personaggi, che De la Iglesia cerca di caratterizzare il più possibile, diventa sempre più centrale e si passa in fretta al classico survivor-movie, con la bella Elena promossa ad eroina e un barbone fanatico religioso a sparigliare le carte. Salta fuori anche una pistola e addio, la tensione sale e la regia comincia a vorticare (De la Iglesia non vedeva l'ora). Quando però ci si prepara alle solite esagerazioni action che conducono regolarmente alla saturazione ecco un inatteso rallentamento, con la comparsa di tre fiale che cambieranno il corso degli eventi e in parte l'impostazione del film, più teso a ricercare la suspense anche attraverso l'apporto di un cast finalmente valorizzato e l'azione concitata che passa in secondo piano. Lo scontro tra le diverse personalità accentuato dalla situazione di pericolo e di ignoranza nei confronti di un virus che le autorità mascherano, unita alla claustrofobicità dell'ambientazione, danno una connotazione precisa al film che così finisce però con l'incanalarsi in schemi risaputi da cui non uscirà più fino alla conclusione, che inevitabilmente lascia l'amaro in bocca chi un minimo di chiarificazioni in più le pretenderebbe. Ma è evidente che non è l'aspetto fantascientifico ciò che interessa De la Iglesia quanto il gioco psicologico tra i pochi personaggi in scena; spinto fino all'aggressione, l'insulto, la minaccia a mano armata e non ultimo al corpo della Suárez che, oliato e coperto solo da succinta biancheria intima, fa bella mostra di sé appena possibile. Peccato, perché la parte migliore, tra King e Buñuel, in cui regnava ancora il totale mistero riguardo all'accaduto, sembrava presagire qualche slancio di fantasia maggiore.
il DAVINOTTI

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Galbo 12/10/17 5:42 - 9787 commenti

Una delle opere più convincenti e compiute del regista Álex De La Iglesia realizzata secondo il suo stile personale che coniuga l’umorismo ad una “vena” fortemente grottesca senza perdere di vista una critica sottile sui mali della società moderna, a partire dall’egoismo individuale e dalla solitudine metropolitana. Tutti questi elementi sono associati ad un’ottima prova degli attori, maggiormente apprezzabile nella versione non doppiata.
I gusti di Galbo (Commedia - Drammatico)

Daniela 30/9/17 18:27 - 6540 commenti

Un gruppo di persona intrappolate in un modesto bar madrileno: chi prova ad uscire, viene freddato da un cecchino. Terrorismo? No, la pista da seguire è un'altra, come ci hanno suggerito i suggestivi titoli di testa... Thriller da camera, anzi da bar, con venature horror: una lotta per la sopravvivenza con personaggi ben caratterizzati condotta con un ritmo che concede poche pause, tanto da mettere in secondo piano le falle logiche nel racconto, una delle quali vistosissima. Se non ci fossero state, saremmo di fronte ad un gioiello d'humor nero, ma anche così il film è gustoso, godibilissimo.
I gusti di Daniela (Azione - Fantascienza - Thriller)

Capannelle 14/10/17 16:36 - 3278 commenti

Il regista spagnolo dimostra una certa personalità, forse anche troppa quando si tratta di delineare i caratteri dei protagonisti e le loro contrastanti relazioni. Diciamo che la promettente prima parte e quello stare in sospeso tra thriller, pandemico e sociologico poteva trovare uno sviluppo più consistente e credibile nella seconda. Anche se quel mare di melma dove tutti sprofondano e lottano è un'interessante metafora.
I gusti di Capannelle (Commedia - Sentimentale - Thriller)

Didda23 27/9/17 9:29 - 1794 commenti

Interessante lavoro di de la Iglesia che si può apprezzare su più livelli di lettura: il primo, più immediato, affonda le radici nei capisaldi del genere pandemico con "assedio"; il secondo offre una riflessione ficcante sulla psicologia umana di fronte a un pericolo che pare non chiaro (terrorismo? epidemia?). Essendo una sorta di kemmerspiel con punte "horror" i dialoghi - abbastanza brillanti - la fanno da padroni, anche se il regista iberico si ritaglia inquadrature stuzzicanti confermando la propria bravura. Lo stile è riconoscibilissimo.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: La maledizione della gitana; L'uomo in bagno; Il tunnel sotterraneo.
I gusti di Didda23 (Commedia - Drammatico - Thriller)

Il ferrini 30/9/17 0:46 - 976 commenti

Kammerspiel claustrofobico di De la Iglesia che abbandona le atmosfere scanzonate delle Streghe e dei Crimini perfetti per abbracciare quelle del thriller. Sporco, disperato, spietato nel tratteggiare la meschinità dei personaggi, il film mostra come la paura sia rivelatrice della vera natura delle persone. Regia al solito dinamica e montaggio velocissimo. Inquadrature strette e cambi repentini. La Suárez bella e brava.
I gusti di Il ferrini (Commedia - Thriller)

Jandileida 14/10/17 9:01 - 966 commenti

Il solito, anarchicamente caotico, de la Iglesia: questa volta sceglie però di ambientare gli eventi all'interno di un solo luogo, un baretto madrileno, cosa che rende il film più stabile e "maturo" rispetto ai precedenti lavori del regista; si perde però quel tocco di follia che rendeva il regista "unico" nel suo genere. Il lavoro maggiore è fatto sui personaggi: ben delineati e non banali nella loro banale grettezza (non tutti). Insomma, alla fine il ritmo non viene mai a mancare e piace sempre il solito humor nero del regista.
I gusti di Jandileida (Azione - Drammatico - Guerra)

Kinodrop 12/10/17 20:21 - 595 commenti

Un inizio simpatico e scoppiettante lasciava presagire un contenuto coerente allo stile del regista. Invece lo sviluppo si attorciglia forzosamente su diverse tematiche, dal realistico sociologico al simbolico e al paradossale, passando per le paure e le psicosi collettive. Troppo netta e cerebrale la separazione tra gli eventi in superficie e ciò che avviene nel ventre di Madrid e, insieme alla verve, strada facendo si perde il filo dei significati, specie in virtù delle scene finali. Buone la prova attoriale e la sceneggiatura, ma si resta perplessi.
I gusti di Kinodrop (Commedia - Drammatico - Thriller)