Cerca per genere
Attori/registi più presenti

ANDRòN: THE BLACK LABYRINTH

M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 1
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 1/8/17 DAL DAVINOTTI
Si risvegliano in un magazzino abbandonato che non sarà una stanza cubica ma che il film di Natali subito ricorda. O forse sarebbe più corretto citare il più recente MAZE RUNNER - IL LABIRINTO, giusto per restare in tema. O SAW per gli interni cupi, le trappole, ma anche HOSTEL (meglio il numero 3 o magari QUELLA CASA NEL BOSCO) per il gioco mortale cui alcuni privilegiati assistono in diretta. Ah, ma non ci han già fatto HUNGER GAMES su un'idea simile? Eh sì, non si può certo ignorare l'influenza della celebre saga sul film... Insomma, immaginando di voler a forza infilare tutto questo e altro ancora nello stesso contenitore shakerando potreste rischiare di ottenere ANDRON, fantahorror italiano a dir poco derivativo che può sfoggiare nientemeno che Alec Baldwin intento ad attivare misteriosi pulsanti toccando un grande schermo trasparente tra un sorriso e l'altro, Danny Glover in versione petulante capoccia di nonsisabenecosa e la Skin degli Skunk Anansie che prova a guadagnarsi il suo ruolo di preminenza nella fuga dalla realtà claustrofobica in cui pure lei si trova prigioniera. Il film è costruito in modo che più semplice non si può: dieci "concorrenti", che cominciano a morire come i Dieci piccoli indiani della Christie (la celebre filastrocca è citata da Baldwin nel suo ufficio), si risvegliano senza memoria negli ambienti desolati del succitato magazzino in disuso accompagnati da una colonna sonora che par rubata ai Prodigy. Stupore, diffidenza, una donna "bianca" che fa da ectoplasma di passaggio, lunghe camminate a combinar niente tra ambienti spogli cui manca il fascino minimo necessario per far da scenario convincente. Improvvisi flashback che fan riaffiorare i ricordi, di tanto in tanto sulle pareti un labirinto di pietra in rilievo che a ficcarci dentro la mano non sai come ti esce (uno ad esempio se la ritrova ricoperta di una strana sostanza che si diffonde sul braccio trasformandolo in un'arma degna di VENDETTA DAL FUTURO). E così, mentre Baldwin nel suo salone imperiale si diletta a muovere oggetti stilizzati sul suo scacchiere virtuale e Glover incanutito sproloquia, nel “labirinto” compaiono guardie in tenuta ninja pronte ad azzuffarsi (con poco stile) per dare una parvenza di action. Skin intanto, a spizzichi e bocconi, comincia a spiegare un minimo ciò che a noi risulta ancora parecchio oscuro; a differenza della fotografia “esterna”, schiarita su paesaggi futuristici utili a dar l'idea di fantascienza con qualche soldo. Avrebbe dovuto essere una serie composta da tre stagioni, ma già la prima è stata riunita in quest'unico film che potremmo anche farci bastare, se non fosse per un finale aperto a un sequel. Non si può annoverare nel mare magnum del trash di casa nostra perché poco ci si diverte: mancano i dialoghi deliranti tipici o i personaggi involontariamente parodistici (o meglio, le due cose esistono ma in misura purtroppo insufficiente), per cui restano solo le estenuanti esplorazioni tra corridoi cupi e stanze in disfacimento di personaggi scipiti alle prese con una vicenda inutilmente complicata i cui sfuggenti contorni poggiano su basi ben note ai cultori del genere “grande gioco con morti pagato dai potenti”. Non è escluso che Cinquemani abbia del talento (di tanto in tanto qualche buona scena si vede), speriamo ne faccia miglior uso in futuro.
il DAVINOTTI

Clicca sul nome dei commentatori per leggere la loro dissertazione

Didda23 2/8/17 9:54 - 1754 commenti

Non è tanto la totale assenza di originalità (si contano almeno sei o sette riferimenti ad altre pellicole) ad affossare la pellicola, quanto l'ambizione di Cinquemani che dirige un'opera senza capo né coda che necessita di uno spiegone interminabile da parte di un personaggio (quello interpretato malamente dalla cantante Skin) per rendere la vicenda comprensibile. Brutta l'ambientazione che ricorda gli scantinati di Saw, terribili le scene in esterno con una luce innaturale ai limiti dell'irritante. Qualche piccola cosa si salva, soprattutto a livello registico.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Finale aperto a un sequel (ma ci sara?); La giacchetta di Danny Glover; Le porte con i simboli; I nemici stile Power Rangers.
I gusti di Didda23 (Commedia - Drammatico - Thriller)