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THE DINNER

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The dinner
Titolo originale:The Dinner
Dati:Anno: 2017Genere: drammatico (colore)
Regia:Oren Moverman
Cast:Richard Gere, Steve Coogan, Laura Linney, Rebecca Hall, Chloë Sevigny, Charlie Plummer, Adepero Oduye, Michael Chernus, Seamus Davey-Fitzpatrick
Visite:212
M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 2
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 23/5/17 DAL BENEMERITO RAMBO90 POI DAVINOTTATO IL GIORNO 11/10/17
Due fratelli e le loro mogli a cena, i loro figli come protagonisti indiretti delle discussioni. Per quale motivo il senatore Stan Lohman (Gere), sul punto di diventare governatore, ha invitato il fratello un po' matto Paul (Coogan) in un ristorante extralusso? Ci vorrà un po' per capirlo perché, come sempre più spesso capita, i registi si divertono a rimescolare la corretta cronologia degli eventi confondendo le acque per poi scoprire gradatamente le carte. I rapporti tra i due fratelli sembrano tesi, ma più per l'insofferenza di Paul nei confronti di tutto ciò che lo circonda (a cominciare dall'alterigia dei camerieri, che presentano ogni piatto con pompose dissertazioni sugli ingredienti), perché Stan - come il ruolo richiede - pare molto più assennato, comprensivo; e tormentato, certo; il perché tira in ballo un brutto episodio che coinvolge i suoi due figli e quello di Paul, trovatisi una sera a molestare una barbona chiusasi a dormire nella cabina di un bancomat. Ma se è vero che è quanto accadde quella sera a decidere le mosse di Stan e quindi a fungere da cardine del film, è anche vero che intorno alla ricostruzione in flashback frammentati si racconta il difficile rapporto tra le due famiglie; dominato dall'instabilità mentale di Paul, insegnante sui generis che a scuola pare vivere più di una crisi all'interno di un costante rapporto conflittuale con gli alunni (ma la colpa è sua, a differenza di quanto siamo abituati a vedere). L'autore, l'israeliano Oren Moverman, parte da un romanzo di Herman Coch per trarne una sceneggiatura altalenante, che al pari della regia incappa in numerose sequenze ridondanti e superflue (quella troppo lunga al cimitero, solo per citarne una) ma è capace allo stesso tempo di offrire dialoghi ficcanti, momenti che stupiscono per la loro capacità di colpire con una maturità non comune nell'affrontare le relazioni interfamiliari. L'imprevedibilità di Paul si pone agli esatti antipodi della pacata ragionevolezza del fratello, mentre tra loro associabili (per quanto differenti) sono gli approcci alla vita delle due donne. E così il film passa disinvoltamente da fasi in cui convince e sa incuriosire soddisfacendo ad altre in cui si perde in lungaggini soporifere evitabili. E' comunque calzante l'interpretazione dell'intero cast, con una speciale menzione per un Richard Gere intenso che supera un Coogan bravo ma aiutato dall'estrosità concessa al suo personaggio. Più pretestuosi gli interventi dei camerieri logorroici e le vezzose didascalie delle portate (primi piatti, dessert...) a suddividere in capitoli virtuali. Curiosa la scelta dell'epilogo, sorta di finale semiaperto che irrompe ex abrupto prima dei titoli di coda. Imperfetto, zoppicante, kitsch in alcune scelte fotografiche ma anche intrigante nella sua costruzione assai complessa e ambiziosa e piuttosto singolare. Meno superficiale di quanto appaia e in più parti perfino divertente nelle risposte spiazzanti quanto clamorosamente indisponenti del fratello mentalmente instabile.
il DAVINOTTI

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Rambo90 23/5/17 1:34 - 4926 commenti

Da un romanzo interessante (lo stesso alla base di I nostri ragazzi), un film incredibilmente piatto e sciatto sul piano stilistico. Inquadrature scadenti, fotografia orrida, musiche inserite a caso e ritmo assolutamente inesistente. A tenerlo in piedi la bravura dei quattro protagonisti, tutti ben calati nella parte, ma che poco possono di fronte a una sceneggiatura a tratti ripetitiva e a tratti semplicemente poco coinvolgente. Qualcosa migliora nella seconda parte, ma è vanificato da un finale repentino e inconcludente. Da evitare.
I gusti di Rambo90 (Azione - Musicale - Western)

Ira72 24/6/17 22:33 - 458 commenti

La cena infinita, più che altro. Due ore che sembrano non passare mai per un film lento, noioso, soporifero. Difficilissimo arrivare alla fine. Nemmeno la sceneggiatura è originale: da un lato la coppia intellettuale tutta cuoricini e abbracci (o così parrebbe), dall'altra l'algida giovane sconsolata all'ombra del marito, politico rampante. Squallore, violenza, recriminazioni tra passato e presente continuamente inframezzati da agganci storici, battaglie che furono e piatti stellatissimi descritti minuziosamente ai commensali. Salvo Gere.
I gusti di Ira72 (Documentario - Horror - Thriller)