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QUALCOSA DI TROPPO

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Qualcosa di troppo
Titolo originale:Si j'Útais un homme
Dati:Anno: 2017Genere: commedia (colore)
Regia:Audrey Dana
Cast:Audrey Dana, Christian Clavier, Eric Elmosnino, Alice Bela´di, Antoine Gouy, JosÚphine Drai, Victoire Brunelle-Remy, Eric da Costa (n.c.)
Visite:113
M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 1
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 13/5/17 DAL DAVINOTTI
Che la commedia francese non avesse bisogno di tante spiegazioni "scientifiche" per portare in scena l'assurdo si sapeva, per cui non c'Ŕ da farsi troppe domande se Jeanne (Dana), ingegnere edile, una mattina si sveglia e si accorge che invece della vagina tra le gambe ha un pene. Forse era quello che distrattamente aveva sognato, ma certo tra il dire e il fare... E infatti la prima impressione Ŕ lo spavento, il terrore e la fuga dal proprio ginecologo (Clavier) nella speranza che lui possa spiegarle i motivi di un fenomeno tanto inconcepibile. Quello dapprima si stupisce pi¨ di lei, poi passa a spiegarle che non deve averne paura. Anzi, meglio immaginare quella protuberanza come il peluche di casa quand'era bambina. Come lo chiamava? Pinpin? Ecco, quello sarÓ il suo pinpin, termine sufficientemente comico utile agli autori per limitare le volgaritÓ, da usare quando c'Ŕ da tentare vanamente di inseguire la battuta. PerchÚ questo Ŕ il problema: in mano a Audrey Dana (che oltre ad essere la protagonista Ŕ anche la regista e co-sceneggiatrice del film) l'argomento sesso diventa un goffo ricorso ai facili luoghi comuni del maschio perennemente allupato e il pene un fastidioso oggetto estraneo da maneggiare con difficoltÓ, che chissÓ perchÚ dovrebbe portare a una camminata sbilenca o a farsi male quando ci si siede sulla bicicletta; o magari, e prima di tutto, a stimolare una costante sensazione di eccitamento alla vista di un seducente corpo femminile. La nuova Jeanne non sa pi¨ come reagire: mentalmente Ŕ ancora donna, sessualmente avverte pulsioni sconosciute che non sa come assecondare. E si va avanti cosý quasi per l'intera durata come se ci˛ potesse bastare a divertire; mentre invece, per quanto la bontÓ come attrice della Dana si riconosca, ci˛ a cui va incontro, l'espressione sempre preoccupata quando non terrorizzata, i balbettamenti conducono in direzione di una caricatura sfibrante e poco credibile della condizione in cui si trova. NÚ le possono venire in soccorso un'amica (Bela´di) che fa e dice le solite quattro cose sull'argomento nÚ il ginecologo di Clavier, personaggio ampiamente secondario che si incontra giusto in tre o quattro occasioni in cui il nostro contribuisce a enfatizzare il clima di disperazione generalizzata misto a entusiasmo medico per il fenomeno (un corpo in cui si fondono l'anima femminile e maschile in una sorta di singolare ermafroditismo). Desolante la ripetitivitÓ delle gag, la riproposizione con poche varianti della stessa idea, l'abuso da parte di tutti del termine pinpin (viene in mente quanto pi¨ spassoso fosse Mel Brooks quando parlava di "pimpinello" a un convegno psichiatrico), il tentativo vano di velocizzare il ritmo mostrando Jeanne costantemente fuorigiri e in preda al panico. Non a caso il film migliora quando la lenta presa di coscienza della sua condizione porta Jeanne a tranquillizzarsi cercando di vivere meglio la sua relazione col collega dalla zazzera scompigliata (Elmosnino). Sul tema saprÓ essere molto pi¨ acuta e spassosa la Kasia Smutniak di MOGLIE E MARITO, uscito un paio di mesi dopo e probabilmente lavorato nel medesimo periodo.
il DAVINOTTI

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Markus 13/5/17 11:17 - 2153 commenti

Come si comporterebbe una donna se una mattina al posto della vagina si trovasse un pene? Questo Ŕ il quesito che, tra le maglie di una malriuscita commedia, si pone Audrey Dana (regista e attrice). L'idea di base poteva essere ricca di spunti spassosi, ma il taglio del film prende da subito la piega di situazioni viste nell'ottica della regista che, essendo donna, prevede un'idea di sesso maschile con qualche clichÚ di troppo, peraltro ripetuto per tutta la durata. Fallito il tentativo di strappare risate, resta la buona resa attoriale.
I gusti di Markus (Commedia - Erotico - Giallo)