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NEW KIDS NITRO

All'interno del forum, per questo film:
New Kids nitro
Titolo originale:New Kids Nitro
Dati:Anno: 2011Genere: comico (colore)
Regia:Steffen Haars, Flip Van der Kuil
Cast:Huub Smit, Tim Haars, Wesley van Gaalen, Steffen Haars, Flip Van der Kuil, Bart de Rijk, Ruud Matthijssen, Guido Pollemans, Sjaak-Pieter van Es, Juliette van Ardenne, Lars Boekhorst, Juul Vrijdag, Steye van Dam, Max van den Burg
Note:Sequel di "New Kids turbo".
Visite:50
M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: n.d.N° COMMENTI PRESENTI: 0
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 26/4/17 DAL DAVINOTTI
Se il primo NEW KIDS TURBO era una sorta di commediaccia demenzial-triviale che basava tutto sul politically incorrect sorretto da una confezione ai limiti dell'amatoriale, il sequel ha tutt’altra dignità, cinematograficamente parlando: una regia professionale, effetti all’altezza, una sceneggiatura curata che pur affondando le mani nella volgarità più becera (d’altra parte la formula è quella) sa come dosare gli eccessi e volgerli a proprio vantaggio. Poi certo, c’è anche la consapevolezza che la saturazione è sempre dietro l’angolo e che era necessario aggiungere qualcosa di diverso, per arrivare al minutaggio "minimo"; per questo alla feroce guerra tra le due bande rivali dei diversi paesi si affianca un plot zombesco, sottogenere tradizionalmente vicino al demenziale, utile e facile soccorso quando si finiscono le idee (poco importa che gli idioti protagonisti scambino gli zombi per vampiri). Un meteorite cade sulla Terra e le mucche che ne sono venute in contatto producono quantità esagerate di latte. Chi lo beve, però, presto o tardi si trasforma in un mostro affamato di carne, addentando i reporter televisivi lì per documentare e più in generale attaccando chi passa. Il governo pensa di poter risolvere la cosa recintando la zona col nastro adesivo (!), ma il problema è chiaramente più serio, anche se viene preso sottogamba un po’ da tutti. E così, mentre le due bande trascorrono le giornate insultandosi in ogni modo (l'offesa preferita da tutti è "homo", nel senso di omosessuale, associabile al "pussy", sempre a indicare le scarse qualità "virili" di chi ti sta di fronte), l’epidemia aliena si diffonde, pronta a prendersi tutto lo spazio nella seconda parte; che è però la meno autentica, un chiaro espediente per allungare il brodo, per quanto riesca comunque a originare qualche simpatica gag. Lo spirito dissacratorio, offensivo della serie risiede tutto nella prima metà, quando ogni azione si riduce a un confronto idiota tra le due bande che strepitano, saltano, sputano e si muovono come se il mondo intorno a loro non esistesse. Azzeccata anche la figura del mite poliziotto imbe(ci)lle, regolarmente preso a pesci in faccia dai due gruppi. Non si va per il sottile nemmeno per quanto riguarda il sesso, prevedibilmente, anche se l’unica a farne le spese è l'amica gravida e alcolizzata, umiliata senza che apparentemente nulla le importi; né si evita di tirare in mezzo i disabili o le gravi malattie. Ma è tutto talmente immerso in una cretineria colossale che riesce difficile poter condannare seriamente l’operazione, al contrario godibile nella sua goliardia ad oltranza e organizzata questa volta con quella professionalità e quel (non)gusto che – almeno a chi apprezza il genere – non dovrebbe dispiacere, soprattutto per come i personaggi calzano alla perfezione sui volti di chi li interpreta, parodia dei duri di quartiere che alle ingiurie e alle crudeltà sa rispondere solo sbraitando e alzando il livello dello scontro. Purtroppo è evidente che dopo una quarantina di minuti in cui si vede questo e poco altro si dovesse procedere all’inserimento di qualcosa in grado di cambiare un po’ le carte in tavola; sfruttato il diversivo zombesco si rivela comunque saggia la decisione di chiudere il tutto prima dell’ora e venti lasciando spazio a titoli di coda con "papere" e altre amenità. Superflui i – per fortuna radi - passaggi metacinematografici, racchiusi nei primi e negli ultimi minuti e in una inattesa pubblicità verso la metà del film.
il DAVINOTTI