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IL PERMESSO - 48 ORE FUORI

M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 5
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 1/4/17 DAL DAVINOTTI
48 ore di permesso per tre carcerati rinchiusi a Civitavecchia: c'è da scoprire come le trascorreranno. Rossana (Bellè), ricca di famiglia, trova ad attenderla il maggiordomo, che la accompagnerà in villa non dopo averle lasciato consumare un veloce amplesso sui sedili posteriori dell'auto con Angelo (Ferrara), incredulo e un po' sperduto giovane anch'egli in permesso di due giorni. Donato (Argentero) esce con un'idea chiara in testa: ritrovare l'ex moglie che ha scoperto prostituirsi. Incontrerà chi gli propone di combattere a mani nude in uno scontro durissimo dove far valere la rabbia covata in carcere. Luigi infine (Amendola), ritrova dopo 17 anni di detenzione la moglie e soprattutto il figlio, cresciuto nel mito del padre e avviato allo spaccio di cocaina, dove però ha scioccamente pestato i piedi a un vecchio amico di papà, Goran (Franek)... Storie diverse che hanno come comune denominatore profonde problematiche apparentemente irrisolvibili: Rossana è in perenne conflitto con la madre ed è decisa a non tornare più in galera, Angelo viene festeggiato dagli amici per non aver rivelato i loro nomi dopo esser stato arrestato e progetta immediatamente un nuovo colpo deciso anch'egli poi a fuggire per sempre, Donato si ritrova a che fare con elementi che per lui non provano alcuna pietà e non vogliono dirgli dove trovare la moglie, Luigi sa che il figlio s'è inconsciamente spinto dove non doveva e ha il compito di ricomporre la grave situazione. Giancarlo De Cataldo scrive per Amendola quattro episodi di diversa riuscita: se quello con Amendola, grazie anche alla perfetta aderenza del protagonista al personaggio e a una scrittura particolarmente attenta produce passaggi felici e dialoghi ficcanti (oltre a un finale senza speranza che lascia il segno), l'episodio di Argentero poggia tutto sulla fisicità e l'espressività di un attore che trova sicuramente nel drammatico la propria miglior dimensione. Parla poco, scava con lo sguardo, esibisce un corpo scultoreo che la fotografia esalta nei suoi chiaroscuri. E' forse il segmento più denso di fasi interlocutorie e trova in Argentero una sorta di Rambo all'amatriciana quasi credibile (quanto lo poteva essere il primo Rambo, diciamo). Angelo e Rossana si dividono e si riavvicinano dimostrando come le loro vicende siano destinate a intrecciarsi fino al non banale epilogo (sul quale si chiude il film). Meglio la sceneggiatura rispetto alla regia ancora poco matura di Amendola, indecisa tra slanci autoriali e B-movie di tendenza (si parla rigorosamente il romanesco); buona la scelta dei volti che s'alternano: Amendola è una grande faccia da cinema che in ruoli del genere si esalta, Argentero comunica il necessario senza bisogno d'interpretare dialoghi memorabili, gli altri due completano dignitosamente il cast come bislacca coppia di perfetti indecisi. La mano di De Cataldo si fa sentire, Amendola regista l'asseconda come può e, benché palesemente zoppicante, il film procede; a sbalzi, insicuro ma anche sorprendentemente incisivo, a tratti. Di certo una confezione più scintillante avrebbe coperto meglio le imperfezioni.
il DAVINOTTI

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Markus 3/4/17 19:48 - 2180 commenti

Permesso di uscita di 48 ore per quattro carcerati, ognuno dei quali con una storia criminale da raccontarci. L'idea di base, seppur estremizzata ai fini dello spettacolo, pare funzionare bene; quello che invece funziona meno è la regia: non sa se prendere la strada dell'autoriale o quella dell'action alla carbonara, in un impasto mal assortito reso solamente efficace dalle buone caratterizzazioni. Amendola ricalca un personaggio alla Suburra e fa benone; Argentero si veste di un broncio da duro; Ferrara e Bellé giovanilistici versione noir.
I gusti di Markus (Commedia - Erotico - Giallo)

Rambo90 13/4/17 1:41 - 4684 commenti

Noir più dalle parti dei poliziotteschi anni settanta che di Gomorra, con storie di riscatto e vendette, intrecciate tra loro in un'atmosfera resa abbastanza bene. A languire è il ritmo, visto che le quattro trame interessano pure ma vanno tutte incontro a momenti di stanca, risollevati dal buon mestiere degli attori (Amendola su tutti, eccellente). Si arriva così alla fine in attesa, per poi sfociare in chiusure un po' troppo repentine e prevedibili. Tutto sommato non male, ma poteva essere qualcosa in più.
I gusti di Rambo90 (Azione - Musicale - Western)

Ryo 3/5/17 2:03 - 1446 commenti

Pellicola che prende spunto da Gomorra come stile registico, creando quattro storie parallele che in un certo senso si intrecciano. Il problema è che le suddette storie sono una più debole dell'altra. Scarsa originalità, forzature palesi o forse troppo poco tempo per approfondire i personaggi. Luca Argentero ha fatto un ottimo lavoro di trasformazione, ma in alcune scene il personaggio viene perso e non risulta credibile.
I gusti di Ryo (Comico - Fantastico - Horror)

Maxx g 9/4/17 20:23 - 306 commenti

Un po'di Gomorra, un po' di Suburra, spruzzate di Mery per sempre e Ragazzi fuori. Si potrebbe riassumere così il secondo film di Claudio Amendola, che racconta quattro storie diverse di persone che vorrebbero tornare a vivere (ciascuno a modo suo) dopo l'esperienza carceraria. Un film duro, quasi senza moralità (ma per fortuna in parte si recupera), teso e spesso ambientato di sera/notte, quasi a sottolineare gli stati d'animo dei personaggi. Da vedere.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: La vendetta di Donato, secca e implacabile.
I gusti di Maxx g (Comico - Horror - Western)

Sircharles 6/4/17 12:45 - 40 commenti

Tesissimo noir di buona fattura: recitazione, scrittura, caratterizzazione dei personaggi e ambientazione su livelli notevoli. Le vicende di quattro detenuti (diversissimi fra loro) in permesso - premio di due giorni sono narrate in alternanza, con sapiente dosaggio di suspense e crescendo di drammaticità. Nessuno dei protagonisti "stecca", con menzione d'onore per Amendola e Argentero, reietti della società tesi alla ricerca di un barlume di riscatto o di giustizia personale. Una "mala-Roma" vista però in un'ottica più originale del solito.
I gusti di Sircharles (Azione - Commedia - Thriller)