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QUESTIONE DI KARMA

M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 2
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 11/3/17 DAL DAVINOTTI
L'inusuale impostazione del film è la stessa che si legge nello sguardo profondo e indecifrabile di Giacomo (De Luigi), sorta di Forrest Gump consapevole piuttosto distante dalle facili caricature buoniste che l'hanno preceduto in ruoli simili. E' lui l'elemento chiave attraverso i cui occhi viene letta la vicenda fin dai primi passi: perso il padre a quattro anni (suicidio), approfondisce studi esoterici che lo portano a credere fermamente nella reincarnazione fino a concretizzare la sua ossessione: individuare l'uomo in cui l'amato padre si dev'essere obbligatoriamente – a suo parere - reincarnato. Come rintracciarlo? Semplice: interrogando un supposto studioso in materia (Leroy) che afferma di essere in grado di ottenere il nome e il cognome della persona che si sta cercando; quel nome è Mario Pitagora (Germano), perditempo perennemente inseguito dai creditori che naturalmente sfrutterà l'ingenuità di Giacomo per fingersi davvero la reincarnazione del di lui padre. Perché Giacomo è ricco di famiglia, basta chiedere e lui paga; e per reggere la furba mascherata basta entrare di nascosto nello studio del babbo defunto e carpirne le informazioni utili a perpetuarla. Giacomo infatti crede fin da subito (beata ingenuità) nell'avvenuta reincarnazione e il bonario raggiro durerà a lungo. Perennemente in bilico tra la commedia e la favola surreale, il film di Falcone non punta all'esplosività comica del precedente SE DIO VUOLE ma ne riprende l'approccio più riflessivo della seconda parte per ampliarlo, lasciando a Germano il compito di divertire attraverso le fruste gag del morto di fame in crisi con la moglie e i figli nonché amico (e presunto padre) per convenienza. Ma non sembra un ruolo così adatto all'attore, incline a interpretazioni più vere e meno caricaturali, qui troppo sopra le righe a differenza di un De Luigi mirabilmente contenuto e - in opposizione a tanta faciloneria - coerente con se stesso e autentico. E' proprio nella direzione del cast che comunque Falcone dà il meglio: Eros Pagni come padre di Giacomo non indulge mai nella battuta greve quando è evidente quanto sarebbe facile farlo, la Sandrelli incarna lo spirito più disincantato e affine alla dolce inconsistenza di Giacomo azzeccando alcune ottime battute, la Ragonese sa mostrare la giusta sorpresa nello scoprire le imprevedibili attitudini del fratello per il lavoro in azienda. A De Lorenzo, caratterista di lungo corso, sono affidate le fasi maggiormente legate alla nostra commedia tradizionale, che funzionano soprattutto quando il nostro deve fingersi medico agli occhi di Giacomo. Più stereotipata la famiglia di Mario, a conferma di un dualismo che divide nettamente l'anima lunare del film da quella cui spetta il difficile compito di divertire, legata però forse a scelte di casting non sempre felici. A tenere insieme il tutto dovrebbe essere la regia, che tuttavia allarga le maglie e cede presto evidenziando carenze nel ritmo e una colpevole indecisione sulla via da intraprendere, restando in un limbo che rischia di deludere tutti i possibili target di riferimento: quasi mai incline alla risata, il film fallisce anche dal punto di vista del coinvolgimento; banale nel ritratto di Mario (e nei dialoghi che lo vedono protagonista), si riscatta in quello della famiglia di Giacomo, dove De Luigi, Pagni e la Ragonese sanno dare il giusto spessore ai loro personaggi.
il DAVINOTTI

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Markus 13/3/17 12:10 - 2101 commenti

Commedia dai toni vagamente autoriali che mostra, attraverso la consueta ironia italica, due personalità diverse tra loro unite da differenti opportunismi (l'uno etico e l'altro materiale). La vicenda pecca solamente - e non è difetto da poco - per essere assai prevedibile, ma vince soprattutto per le buone interpretazioni offerte dal duo De Luigi (forse il suo primo ruolo serio e a mio avviso converrebbe insistere) e Germano (divertente e perfetto nel suo genere, ma banalmente sordiano). Si ride a denti stretti, ma fa pensare.
I gusti di Markus (Commedia - Erotico - Giallo)

Gabrius79 15/3/17 23:38 - 954 commenti

Una buona commedia con un pizzico di surreale che sa difendersi abbastanza bene grazie a un Fabio De Luigi tenuto (bene) a briglia stretta e a un Elio Germano sufficientemente bravo (anche se è migliore come attore impegnato). Alcuni momenti riusciti inframezzati da altri non proprio all'altezza che rischiano di scadere troppo nella prevedibilità. Una menzione speciale per Pagni e la Sandrelli, semplicemente deliziosi.
I gusti di Gabrius79 (Comico - Commedia - Drammatico)