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SHARK EXORCIST

M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: n.d.N° COMMENTI PRESENTI: 0
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 6/3/17 DAL DAVINOTTI
Squali in un lago non fan più notizia, ormai; anzi, pare abbiano trovato nell'acqua dolce il loro nuovo habitat. Fa già più sensazione uno squalo posseduto invece, con tanto di occhi gialli luminescenti. Ma andiamo con ordine: il prologo ci mostra una suora che pugnala a morte e spinge in acqua una giovane che l'accusava a casaccio ("So cos'hai fatto, tutti sanno cos'hai fatto...!"). Un anno dopo, nello stesso luogo, arrivano tre amiche in vacanza; una di loro, Ali (Angela Kerecz), si tuffa e viene "intercettata" dallo squalo indemoniato, che le si avvicina (presumibilmente, visto che si gioca solo di campo e controcampo), la ferisce e – chissà come – le trasmette la possessione! La notizia di strani attacchi si sparge e si diffonde sui media; ma forse c'è un fondo di verità, dal momento che una giornalista si mette a pregare sulla riva e viene posseduta seduta stante tra rantoli fuori onda! Ali intanto fa l'autostop e col fisico che si ritrova non ci mette molto ad acchiappare il pollo; se lo porta al lago e dopo un po' di giochini idioti in acqua lo molla lì a farlo sbranare dallo squalo. La questione si fa grave, ci vuole l'esorcicciata: padre Michael (Bobby Kerecz, nella vita marito di Angela!), chiamato al lago da una lettera che lo avvisa della morte, lì, di suo fratello, arriva in loco e cerca di orientarsi tra ragazzette possedute, un'altra un po' ritardata che gioca con un pupazzetto di pescecane, nuovi attacchi sulla riva e l'incontro con Ali al luna park (alla quale sono nel frattempo spuntati canini da vampiro... boh). Non ci mette molto a capire che la biondina è posseduta e attacca coll'esorcismo, tra spruzzate di vomito d'ordinanza, voci dal profondo e uno squalo che discende dal cielo in un cerchio infuocato (ma siamo matti???). Ci sarà tempo ancora per far rispuntare la suora del prologo col suo coltello insanguinato e per una lunga scena post-titoli di coda (o meglio, a metà degli stessi) che non c'entra nulla col film, in cui una ragazza sta mezz'ora in un negozio a cercarsi uno squalo di pezza per poi trasformarsi in un demone. Un guazzabuglio senza capo né coda, dove le sequenze con belle giovani che si rotolano mimando estenuanti possessioni non si contano e in cui una ragazza che si prende il sole in bikini viene inquadrata per cinque minuti senza sosta e fotografata poi da un tizio arrivato lì in silenzio, il quale scorrerà un attimo dopo le foto scattate sul suo smartphone per un altro bel pezzo. Dell'esorcismo allo squalo promesso dalla meravigliosa locandina non c'è traccia: il predatore si limita a girare sott'acqua tutto arrossato e coi suoi occhi gialli; ogni tanto apre la bocca ma non lo vediamo addentare mai nulla. E dire che le notevoli bellezze in costume non reciterebbero nemmeno così indegnamente. Certo se gli si fan dire solo fesserie... Montaggio casuale, free cinema nel senso di facciamo un po' quel che capita. Eppure la colonna sonora qualche bizzarro momento di quasi suspense riesce persino a crearlo.
il DAVINOTTI