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OMICIDIO ALL'ITALIANA

M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 8
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 4/3/17 DAL DAVINOTTI
Bisogna dare atto a Maccio Capatonda di perseguire una personale via alla comicità che in Italia nessun altro ha le capacità (o il coraggio, se vogliamo) di tentare. Incurante di quanto possa apparire ingenuo, addirittura insopportabile per molti, Capatonda prende spunto dai temi che l'attualità offre soprattutto nel campo dei media per stravolgerli e parodizzarli utilizzando l'arma del demenziale. Un'arma da sempre poco usata in Italia, spesso non capita, lontana dalla nostra tradizione fatta prima di tutto di interpretazione, di espressività, di volgarità sbracata o di timidezza e rassegnazione. Maccio no: studia le sue storie, i dialoghi, le singole battute talvolta anche senza saper eliminare ciò che scade troppo nello scontato (la "banda larga" di internet confusa con la banda di paese) ma proponendo altresì intuizioni sorprendenti (la figura sacra di San Ceppato). Si sdoppia e si moltiplica (l'onorevole corrotto che sfoglia sullo smartphone i colleghi da "comprare subito" come su ebay e il mite padre di famiglia oppresso da moglie e figli) facendosi affiancare dall'inseparabile Herbert Ballerina e piazzandosi nel solito improbabile paesino del centro Italia (Acitrullo) abitato da vecchi mezzo rincretiniti, autentico topos della nostra commedia recente. L'idea è quella di rendere Acitrullo importante mèta turistica seguendo l'esempio di Cogne o Avetrana, teatri di efferati delitti al centro delle cronache. Qui la vittima è la filantropa locale (o meglio "licantropa", come vuole il non così felice gioco di parole), soffocatasi in salotto con un dolcetto davanti agli occhi di sindaco (Capatonda) e vicesindaco (Ballerina), lì per implorare l'ennesimo finanziamento. Dopo aver assistito alla disgrazia, i due decidono di fingere sia stata ammazzata e la accoltellano “a distanza”. Subito la trasmissione "Chi l'acciso" (condotto da una Ferilli in versione vamp) accorre e il caso si fa nazionale, con tutte le immaginabili (ma anche inimmaginabili) conseguenze comiche che ne derivano. L'argomento e l'ambientazione non sono così originali, come detto; è il trattamento ad esserlo. La ricercata idiozia dei protagonisti produce situazioni insolite, con gag e situazioni a loro modo memorabili (oltre all'improbabile dialetto che storpia l'ultima lettera delle parole si veda la fuga a Campobasso, sempre immaginata come la metropoli al centro dei sogni più proibiti nemmeno fosse Las Vegas). Purtroppo manca ancora una regia in grado di organizzare al meglio il materiale, di amalgamarlo per dargli un'accettabile forma cinematografica. E' anche questo a provocare talvolta una sorta di imbarazzo in presenza di freddure che altrimenti risulterebbero semplicemente trascurabili. Non un film per tutti, quindi; in molti storceranno il naso come accadde per ITALIANO MEDIO, ma la spiazzante forza di alcune intuizioni colpisce, si stacca da tutto ciò che produce di norma la commedia nostrana e si sistema in un limbo grottesco e surreale che vien voglia di capire meglio, di studiare magari riconoscendo al Capatonda attore qualità non comuni. Al punto che l'incontro con Frassica, solitamente abituato a dominare la scena estraniandosi dal contesto, diventa qui al contrario un momento in cui riflettere su una indubbia comunità d'intenti. Certo, la sensazione è di procedere per sketch (simpatici i “Viaggi sventura” proposti da Ninni Bruschetta), di incappare in tempi comici sballati, di osservare qualcosa che il vicino al cinema probabilmente troverà sciocco e disgustoso.
il DAVINOTTI

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Puppigallo 22/3/17 22:20 - 3892 commenti

Meglio del precedente, perché qui si assapora di più il Maccio puro, con le sue assurdità demenziali, i giochi di parole e i personaggi non terra terra, sottoterra terra (il livello medio è quello). Certo, non tutto funziona; e le cadute non mancano. Ma se si è estimatori del protagonista e della sua inseparabile spalla, ecco che si potranno apprezzare i duetti verbali e le loro uscite con gli sfortunati che li incroceranno, come la poliziotta, che avrà a che fare con l'amarone, che fa sembrare dopo tutto buono. Nota di merito per San Ceppato, di nome e di fatto. Non male, dopotutto.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Il cartello "Strada di merda"; "Qual è il numero del 112?"; La perquisizione della paglia con: forcone, pistolettate e fuoco; La lana "Marinos".
I gusti di Puppigallo (Comico - Fantascienza - Horror)

Markus 4/3/17 11:40 - 2149 commenti

Se in Italiano medio parlavo di occasione mancata per via di qualche momento di stanca, con questo secondo lungometraggio tiro giù il cappello per la quantità di situazioni comico/demenziali spalmate su tutta la durata senza un attimo di sosta. L'idea di coniugare la smania della cronaca nera in tv con una vena di intelligente satira appare convincente, così come le interpretazioni di un cast evidentemente collaudato che apporta, ognuno il suo, valore aggiunto ai personaggi. Una risata forse non per tutti: questo l'unico limite del film.
I gusti di Markus (Commedia - Erotico - Giallo)

Ryo 16/3/17 2:36 - 1424 commenti

Adoro Maccio Capatonda e il suo stile di comicità e questo film non delude le aspettative: una sceneggiatura irriverente e pungente, che fa il verso alla mercificazione mediatica degli omicidi mettendo in risalto e portando a conseguenze estreme tutti gli aspetti e le dinamiche che accadono nella realtà. Maccio stesso si ritaglia tre ruoli, interpretati tutti benissimo. Solito cast affezionato di contorno (gli immancabili Ivo Avido, Herbert Ballerina, Rubert Sciamenna) e un poco sfruttato cameo di Nino Frassica.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: La troupe di chi l'acciso; Gli oggetti a metà di Frassica; Gli esempi di Herbert Ballerina.
I gusti di Ryo (Comico - Fantastico - Horror)

Gabrius79 8/3/17 23:27 - 968 commenti

Maccio Capatonda e l'inseparabile Herbert Ballerina sono i protagonisti di questa sagra del grottesco e del surreale che snocciola qualche battuta gustosa ma alla fin fine non c'è nulla per cui sbellicarsi. Una gradevole Ferilli ha il ruolo di una giornalista tv un po' vamp e un po' sadica. Il resto del cast si limita alla sufficienza, compresi Frassica e Bruschetta relegati a un semplice cameo. Questo genere di film o si ama o si odia. Riuscito? Insomma.
I gusti di Gabrius79 (Comico - Commedia - Drammatico)

Taxius 10/3/17 13:22 - 614 commenti

Un film demenziale e solo all'apparenza scemo; è in realtà una forte critica alla televisione del dolore che specula sulle disgrazie della gente. Bersaglio principale è Barbara D'Urso (e il suo programma), parodiata ottimamente dalla Ferilli. Capatonda evidenzia come la caccia all'assassino sia solo un fattore di share in quanto ormai è tutto spettacolo, tanto che la polizia pare asservita ai media. Pieno di trovate geniali come quella di San Ceppato e del padre sottomesso a moglie e figli. Fa morire dal ridere.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: I miracoli di San Ceppato; I vecchietti e la musica techno; I fratelli Pelosi.
I gusti di Taxius (Commedia - Horror - Thriller)

Mtine 11/3/17 13:04 - 197 commenti

Dopo un esordio originale ma schizofrenico nella qualità delle gag e negli spunti narrativi, Maccio Capatonda gira un film che riesce nell'impresa di far ridere per tutta la sua durata, pur mantendendosi fedele allo stile che lo ha reso celebre in televisione. La storia offre spunti interessanti, per quanto tenda a ripetersi nella fase centrale e si conclude con un inaspettato e riuscito epilogo thriller. Molto curata la caratterizzazione dei personaggi, eccellente l'interpretazione poliedrica del regista. Imperfetto ma sorprendente.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Maccio Capatonda padre e marito del Nord in una famiglia napoletana; Il sempre "illuminante" Rupert Sciamenna.
I gusti di Mtine (Comico - Giallo - Thriller)

Macbeth55 6/3/17 8:14 - 27 commenti

In tempo di guerra ogni pertugio è porto, d'accordo, ma fino a un certo punto. Il film gioca la carta del demenziale a tutti i costi (persino lo storpiamento dei nomi tipo Guido La Vespa...) ed è ovvio che qualche risata la domenica sera ci scappa. Meglio sarebbe se i ben sei sceneggiatori fossero rimasti in quest'ambito tout court. La pretesa di satira al sistema mediatico dei paesi-teatro in cui sono avvenuti i più noti delitti dell'ultimo ventennio, paradossalmente involve il film e contribuisce a evidenziare le (poche) scene più volgari.
I gusti di Macbeth55 (Commedia - Documentario - Fantascienza)

Darkrain 15/3/17 22:52 - 3 commenti

Divertentissima, demenziale e folle commedia realizzata da un Maccio in gran forma. Se Italiano medio risultava troppo acerbo, spesso farraginoso, lento, slegato e con tempi comici altalenanti, qui Maccio azzecca tutto: battute, gag, ritmo, tempi comici... Anche la regia è nettamente migliore rispetto all'opera precedente, più solida e meno "televisiva". La migliore commedia di quest'anno e uno dei migliori film comici italiani degli ultimi 10 anni: fa ridere (tanto) e riflettere. Bravo Maccio, continua così!
I gusti di Darkrain (Azione - Comico - Horror)