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• SHARKTOPUS VS. WHALEWOLF

All'interno del forum, per questo film:
• Sharktopus vs. whalewolf
Titolo originale:Sharktopus vs. Whalewolf
Dati:Anno: 2015Genere: animali assassini (colore)
Regia:Kevin O'Neill
Cast:Casper Van Dien, Akari Endo, Catherine Oxenberg, Jorge Eduardo De Los Santos, Jennifer Wenger, Sarodj Bertin, Bruna Rubio, Olga Valdez, Andrew E. Tilles, Ben Farrow, Mario Arturo Hernández, William Simon, Ernesto Baez, Mario Ceara, Tony Almont Tony Almont, Yasser Michelén
Note:Secondo sequel di "Sharktopus".
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M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: n.d.N° COMMENTI PRESENTI: 0
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 22/2/17 DAL DAVINOTTI
Si comincia con un funerale celebrato in barca e devastato dallo sharktopus, che si avventa sulla bara, se la sbrana e visto che c'è si divora pure la vedova! Nessun inutile aggancio coi film precedenti, tanto ormai i fan di Syfy conoscono già bene la creatura (è anche catalogata ufficialmente su internet, ci dicono nel film). La bella sorpresa di questo sequel è il B-movies hero Casper Van Dien, in piena forma e lasciato libero di gigioneggiare alla grande nel ruolo di un capitano alcolizzato che con la sua barca e il suo assistente Pablo (De Los Santos) parte alla caccia del cuore dello sharktopus per conto di un santone voodoo che ha intenzione di infilarlo in uno speciale intruglio d'amore (!). La novità è invece il whalewolf, ovvero un incrocio tra un'orca e un lupo mannaro (!!) che dovrà fronteggiare lo squalo tentacolato nella classica sfida a due tra mostri. Lo crea in laboratorio la dottoressa Elsa Reinhardt (Oxenberg), chiara erede del dottor Frankenstein (con tanto di pesante accento tedesco), che approfitta di un campione di baseball non troppo perspicace (Hernández) per compiere i suoi esperimenti fallimentari. Inutile dire che la bestia le sfugge di mano e comincia a scorrazzare per la città (siamo in Repubblica Dominicana) mietendo il suo bel numero di vittime e mettendosi di fatto in concorrenza con lo sharktopus, già al lavoro tra mare e terra (sono entrambi anfibi). A contrastarli ci devono pensare il capitano Brady e una poliziotta molto attraente (Endo): faranno coppia nell'improbabile lotta mentre si sghignazza un po' a osservare lo sharktopus che scorrazza indisturbato tra i diversi piani di un centro commerciale scivolando sui suoi tentacoli (naturalmente gli effettisti non si preoccupano di far interagire gli stessi coi pavimenti rendendo vagamente credibili gli spostamenti) e un po' meno il whalewolf divorare le sue vittime sulla strada. Il problema in fondo è sempre lo stesso: la qualità degli effetti è purtroppo sempre molto molto carente e ormai l'appeal baracconesco dell'operazione diventa quasi necessario a fronte di un budget che evidentemente non potrebbe offrire molto di meglio. Gli spettatori insomma ci si fan quattro risate, a vedere certi mostri riempirsi di botte azzuffandosi e rotolando in un groviglio di inestricabile caos digitale. L'importante è che il contorno non sia troppo noioso, e a questo come detto ci pensa Van Dien, che in mezzo al resto di un cast assemblato come capita ci fa la figura dell'Orson Welles della situazione: credibile quanto lo può essere un attore costretto a recitare in condizioni simili, si muove tra scenari paradisiaci e si lascia andare a scenate da ubriaco "purosangue". Certo lo scontro finale allo stadio di baseball (notevole la domanda della poliziotta a un collega per intuire la destinazione: "Se tu fossi un whalewolf ora dove andresti?" E quello pure gli risponde: "In montagna? Nella giungla?") è realizzato davvero malissimo, ma in fondo che importa? Beh... un po' importa, perché alla fine ai titoli di coda ci si ripensa: "Vabbé, ma che roba ho guardato?"
il DAVINOTTI