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JURASSIC SHARK

All'interno del forum, per questo film:
Jurassic shark
Titolo originale:Jurassic Shark
Dati:Anno: 2012Genere: animali assassini (colore)
Regia:Brett Kelly
Cast:Emanuelle Carriere, Christine Emes, Celine Filion, Angela Parent, Duncan Milloy, Phil Dukarsky, Kyle Martellacci, Joshua Gilbert Crosby, Kevin Preece, Jurgen Vollrath, Sarah Mosher, Kala Gray, Sherry Thurig, Jody Haucke, Darren Stevens
Note:Aka "Attack of the Jurassic Shark". Da non confondere con "Shark zone - Il terrore giunge in superficie", il cui titolo di lavorazione era appunto "Jurassic Shark".
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M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: n.d.N° COMMENTI PRESENTI: 0
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 14/2/17 DAL DAVINOTTI
Se non è il peggior shark-movie di ogni tempo non è comunque facile individuare qualcosa alla stessa "altezza". D'altra parte qui siamo nel campo dell'amatoriale o poco più, quindi è anche difficile considerarlo un vero film. Il titolo riprende quello di un vecchio shark-movie che poi lo abbandonò in favore di un più anonimo SHARK ZONE, ed effettivamente era impensabile che un'associazione di parole simile non sarebbe stata recuperata in un secondo tempo da terzi. I nostri terzi quindi aprono le danze con una breve didascalia introduttiva che ci spiega cos'era il megalodon, uno dei maggiori predatori della preistoria, quindi si dedicano a due sgallettate in bikini che su una spiaggia deserta ci spiegano come, lì sull'isola, una multinazionale petrolifera stia facendo degli scavi; ecco allora - cambiando scena - un tecnico che, all'interno di un laboratorio, informa il suo superiore che le trivellazioni hanno rotto uno strato di ghiaccio. E indovinate un po' cosa si libera da lassotto? Il tempo di farsi un bagno e pluf, le due ragazze sono già scomparse sott'acqua (effetti speciali? Nemmeno a parlarne). Successivamente arrivano sul posto cinque ladri d'arte che hanno appena trafugato un prezioso quadro (ironia della sorte, si fa per dire, si tratta del "Watson and the shark" di John Singleton Copley, come scopriremo dopo) e che, mentre sono sulla loro barchetta, vengono attaccati perdendo il dipinto sott'acqua. Disastro! Per recuperarlo muoiono subito in due tra gran spruzzi e confuse immersioni (effetti speciali? Nemmeno a parlarne). La prima vittima finalmente attaccata davanti ai nostri occhi è un altro dei ladri, che mentre sta uscendo dal lago viene sbranato da una specie di tubero in plastica che si vorrebbe fosse il megalodon. Basterebbe questo a far capire il senso del tutto... Nel frattempo arriva sull'isola anche un gruppo di amici, a metà tra la vacanza e il viaggio a scopo di documentazione studentesca: sono un ragazzo e tre fanciulle rigorosamente in bikini e short con tutte le curve in ordine, pronti a farsi una bella gita in barchetta sul lago pure loro per venire naturalmente attaccati dal mostro preistorico (che a ben vedere è una malriuscita imitazione di squalo bianco). Anche qui solo spruzzi e immersioni, comunque; più un deceduto, il ragazzo. I due gruppi alla fine si incontrano: sono in totale le tre studentesse da una parte e la boss dei ladri coi suoi due scagnozzi sopravvissuti dall'altra (uno dei quali è una specie di Vin Diesel più mastodontico). Non ci vorrà molto prima che i criminali manifestino le loro intenzioni: "Spiacenti, dovete tuffarvi e recuperare il quadro per noi". E si va avanti così, tra minacce, pinne in lontananza, un'avventurosa passeggiata nella foresta a ridosso della spiaggia, attacchi sottoriva (contati, il budget non copre nemmeno un numero minimo di apparizioni della bestia e si giunge al punto che la vittima urla passando subito dopo al primo piano della bocca del megalodon che sgranocchia qualcosa con tanto di rumore: "crunch crunch!"). Parlare di regia, in casi così, o di sceneggiatura è da evitare. E' chiaramente un filmetto girato tra amici, con una spiaggia, tre belle ragazze (che però nemmeno si spogliano) e un palestrato che a un certo punto comincia a lanciar dinamite per tener lontano lo squalo. La boss si ostina, minacciando con la pistola, a spedir la gente sott'acqua per cercare il quadro (si suppone da tempo ridotto a una tela imbevuta e pastrocchiata), le ragazze singhiozzano. Da registrare ancora uno sbranamento al ralenti che impietosamente mostra i limiti della computer grafica e un doppio volo carpiato del megalodon (nel primo caso ripreso da sotto come un Boeing 737 al decollo, nel secondo mentre salta una diga di scogli come un leone al circo). Roba da far sembrare JAWS IN JAPAN opera di Spielberg...
il DAVINOTTI