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• DAM SHARKS!

M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: n.d.N° COMMENTI PRESENTI: 0
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 10/1/17 DAL DAVINOTTI
Non è certo il primo film a portare gli squali in un fiume, quindi non poteva bastare come idea nuova per giustificare l'ennesimo shark movie trasmesso da Syfy. Così ecco dove sta la trovata: pescecani come castori, che costruiscono una diga di tronchi e rami (la dam a cui fa riferimento il titolo, giocato ovviamente anche sulla lettura più immediata: "dannati squali!") intrecciati a resti di corpi umani che sbranano nelle vicinanze. E' abbastanza delirante? Diciamo di sì, abbastanza da riproporre il fiume come ambiente insolito per farci nuotare branchi di squali affamati e... intraprendenti! Un tempo ci avrebbero girato uno dei tanti sequel di PIRANHA, ma oggi pare che i pesciolini killer interessino meno, sostituiti dai più ingombranti fratelloni di mare che ormai saltano come salmoni fuori dall'acqua producendosi in acrobazie volanti riprese talvolta pure al ralenti. A muoversi tra il verde ci sono questa volta alcuni dipendenti di un'azienda che ha organizzato una bella gita ritemprante fuori porta, tizi che giocano a soft-air (la guerra simulata), una sexy ranger (Blackmore) che s'aggrega a un pescatore fanatico delle armi (Craighead), sfortunate coppie in vacanza e altri personaggi destinati a durare poco e a trasformarsi presto in cibo per squali. Nemmeno ci si preoccupa troppo di dare gran spessore a tutti loro, perché qui a fare il film sono soprattutto i frequenti e feroci attacchi dei sanguinari predatori, per una volta ripresi con buon senso dello spettacolo pur in presenza di effetti speciali al solito modesti (sempre di tv movie stiamo parlando). Non ce n'è per nessuno e le vittime si contano più numerose della media, agganciate mentre si spostano su una fune che passa sopra all'acqua, attaccate in massa mentre se ne viaggiano su barche e gommoni (con scontri fisici ai limiti della scazzottata!), massacrate sott'acqua nel corso di azzardate nuotate... I fratelli registi James e Jon Kondolik le provano tutte per dare una scossa a un sottogenere ormai schematizzato oltre ogni limite di sopportazione dimenticando per strada l'idea alla base del loro film: la prima diga "umana" viene fatta facilmente esplodere e si pensava fosse quella a bloccare il ritorno degli squali nell'oceano; invece no, i nostri castoroni con le pinne si mettono in testa di costruirne un'altra in un punto diverso del fiume e li vediamo pazientemente portare braccia, gambe e teste a comporre la loro opera. Oddio, a gaurdare la diga da vicino sembra esserci un'intera città spezzettata dentro, ma tant'è... Escludendo i boriosi dialoghi relativi alle strategie dell'azienda e al suo CEO lì a rappresentarla (l'obiettivo segreto è licenziare centinaia di dipendenti), quelli altrettanto scadenti tra la ranger e il pescatore e qualche altro intermezzo inutile dovuto a una sceneggiatura piuttosto scarsa, possiamo dire che il film ha una sua indubbia efficacia spesso sconosciuta agli shark-movies analoghi. Ci si diverte in più occasioni e finalmente gli attacchi sono brillantemente risolti, con l'aggiunta di buone riprese subacquee e una fotografia scintillante che sa valorizzare le affascinanti location naturali. Divertente.
il DAVINOTTI