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COLLATERAL BEAUTY

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Collateral beauty
Titolo originale:Collateral Beauty
Dati:Anno: 2016Genere: drammatico (colore)
Regia:David Frankel
Cast:Will Smith, Edward Norton, Kate Winslet, Michael Peña, Helen Mirren, Naomie Harris, Keira Knightley, Jacob Latimore, Ann Dowd, Liza Colón-Zayas, Natalie Gold, Kylie Rogers, Shirley Rumierk, Alyssa Cheatham, Benjamin Snyder
Visite:427
M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 6
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 5/1/17 DAL BENEMERITO RYO POI DAVINOTTATO IL GIORNO 7/1/17
Ormai la moda di Hollywood impone che nelle opere più ambiziose lo spettatore, terminato il film, rimanga lì a interrogare se stesso e chi ha vicino sulla corretta interpretazione da dare a quanto appena visto. Per farlo gli autori devono ovviamente ingegnarsi nel costruire una storia che lasci più spazio possibile alla soggettività, che non chiuda mai definitivamente la porta alle diverse teorie sostenibili. COLLATERAL BEAUTY rientra a pieno titolo nell'ambito, fors'anche per farci dimenticare quanto poco pregnante sia il film se deprivato del simpatico quiz al quale si rischia di far caso solo grazie all'ultima scena, in cui la suggestione si esplicita definitivamente. La storia prende l'avvio dalla crisi che travolge Howard (Smith) dopo la morte della figlia: da fondatore e capo carismatico di una grande azienda pubblicitaria di successo si riduce a larva umana con conseguente tracollo dell'azienda stessa, ormai sul punto di farsi acquistare da terzi. Almeno questa è l'idea di tre manager importanti che vi lavorano (Winslet, Norton, Peña), che capiscono come senza l'apporto del boss i clienti fuggano. Howard però è contrario alla vendita e i tre si decidono a farlo pedinare per capirlo meglio e cercare di sbloccare in qualche modo la situazione. Dopo aver scoperto che questi ha scritto tre lettere indirizzate alla Morte, al Tempo e all'Amore, i manager contattano tre attori (rispettivamente Mirren, Latimore, Knightley) per far loro impersonare i tre "concetti astratti" e ridare al boss, attraverso una sorta di sedute psicanalitiche “on the road”, un minimo di reattività. L'idea pare funzionare e nel frattempo Howard comincia a frequentare una donna (Harris) incontrata a una riunione di genitori che hanno perso i figli. Il film prosegue quindi su un doppio binario che tiene al centro Will Smith, cardine attorno al quale ruota ogni vicenda. Nessuna di esse tuttavia riesce a convincere: da una parte l'interazione tra manager e attori ingaggiati si perde in evanescenti lungaggini fondate su dialoghi velleitari e divagazioni superflue, dall'altra la relazione tra Howard e la donna che si trova nelle sue stesse condizioni vive di scambi altrettanto banali costruiti su concetti che si vorrebbero profondi ma che, specie se affrontati con piglio quasi da soap opera, sembrano solo patetici spunti da lacrima-movie (con i due perennemente sull'orlo del pianto e comunque immalinconiti). Eppure è in quest'ultimo segmento che nasce il colpo di scena più sorprendente e azzeccato, che riesce quasi a rivalutare quanto visto fin lì. Al contrario quello legato all'altra vicenda, quello cioè che dovrebbe animare i dibattiti post proiezione, risulta forzato, incongruente e artificioso. E' comunque soprattutto la regia di Frankel a fiaccare la narrazione, prigioniera di un clima quasi new age (valorizzato se non altro dalla bella colonna sonora) che non rende giustizia ai grandi nomi impiegati. Di interessante insomma c'è poco, di autentico ancor meno. Fortunatamente la bravura di Smith, il fascino della Knightley, la professionalità di Norton e della Mirren danno un minimo di consistenza all'insieme, che altrimenti rischierebbe di farsi ricordare soprattutto per i gran percorsi di domino costruiti con migliaia di tessere dal protagonista.
il DAVINOTTI

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Galbo 31/3/17 6:55 - 9492 commenti

Frasi da baci di cioccolato? Forse. Spicciola filosofia new age? Probabile. Lacrima movie 2.0 ? Quasi certamente. Una possibile risposta filmica alla sempiterna domanda delle modalità di elaborazione del lutto in un film patinato, con alcuni difetti, che riesce però ad "agganciare" lo spettatore, non mollando la presa fino al pseudo colpo di scena finale. Cast di lusso ben utilizzato, con partecipazioni prestigiose anche un piccoli ruoli. Non male.
I gusti di Galbo (Commedia - Drammatico)

Markus 8/1/17 21:22 - 2128 commenti

Tra melodramma, suggestione e qualche ambizione corroborata da un ambientazione asettica newyorchese, il film di Frankel non convince nonostante un grande parterre di attori a disposizione. Novantasei minuti di scene logorroiche alternate a facili lacrime, che appaiono sin da subito stucchevoli e fini a stesse. Un esercizio inutile, in cui certamente Will Smith ci mette del suo per la riuscita della pellicola ma che fallisce nel tentativo di salvarla dalla mediocrità. Alla fine del film resta l'amaro in bocca.
I gusti di Markus (Commedia - Erotico - Giallo)

Rambo90 16/1/17 23:37 - 4575 commenti

Più che un film sembra un insieme di frasi da bacio Perugina, tanto la sceneggiatura è puerile e banale nell'affrontare temi dolorosi e importanti come la morte e l'elaborazione del lutto. Quasi mai si resta coinvolti; colpa anche di una regia incolore e di una confezione in generale troppo patinata e "scintillante" per dare anche solo una parvenza di realismo. Smith si impegna a fondo (grazie a lui ogni tanto si resuscita dalla calma piatta), ma lo stesso non si può dire del blasonato cast di contorno. Evitare con cura.
I gusti di Rambo90 (Azione - Musicale - Western)

Saintgifts 23/1/17 11:22 - 3928 commenti

La bellezza collaterale che c'è, o che può sorgere, anche nelle situazioni più disgraziate, è (poteva essere) un tema molto stimolante, ma anche molto pericoloso, da sondare per farne un film. In questo caso tutti i pericoli non solo non sono stati evitati, ma l'impressione è che siano stati cercati e trovati naturalmente, a bella posta. Ne vien fuori un lavoro indecifrabile che non suscita nessuna emozione che non sia la noia assoluta. Il notevole cast ci conferma che nessuno può salvare il film in tempo, e con amore, dalla morte.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: L'incipit, che tira fuori forzosamente le tre "parole-protagoniste" del film.
I gusti di Saintgifts (Drammatico - Giallo - Western)

Ryo 5/1/17 2:29 - 1401 commenti

Un Will Smith spettacolare in un ruolo carico di dolore: basta solo il suo sguardo triste per avvertire un pugno nello stomaco. Originale la trama, che per certi versi ricorda un po' la redenzione di Scrooge nel canto di Natale dickensiano, ma qui non vi sono elementi di fantasia (o sì?). Un viaggio psicologico e alla ricerca della forza dell'accettazione, in tutte le varie forme. Un bellissimo film, commovente e decisamente motivazionale.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Le prime incursioni degli attori nella vita di Howard; Howard pronuncia il nome di sua figlia; L'egocentrismo di Brigitte (morte).
I gusti di Ryo (Comico - Fantastico - Horror)

Zio bacco 15/1/17 14:43 - 207 commenti

Il sentimentalismo Usa impera ancora, ma qui si rivela controproducente. Con un corposo budget Frankel allestisce un ottimo cast per una trama che naufraga senza sconti. I surreali binari proposti alla lunga non reggono e il dramma del protagonista si banalizza senza veri sussulti, mentre miglior risalto avrebbero meritato le parallele vicende dei tre amici-manager. La sceneggiatura crolla alla distanza e le lacrime fungono da banale riempitivo. Scarso: di moine e bimbi che insegnano ai genitori come essere tali se ne può fare realmente a meno.
I gusti di Zio bacco (Comico - Commedia - Drammatico)