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Ľ PLANET OF THE SHARKS

All'interno del forum, per questo film:
Ľ Planet of the sharks
Titolo originale:Planet of the Sharks
Dati:Anno: 2016Genere: animali assassini (colore)
Regia:Mark Atkins
Cast:Brandon Auret, Stephanie Beran, Lindsay Sullivan, Lauren Joseph, Daniel Barnett, Christia Visser, John B Swart, Alex Anlos, Angie Teodora Dick, Ryan-Wayde Hannival, Zane Westermeyer
Visite:113
M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: n.d.N° COMMENTI PRESENTI: 0
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 29/12/16 DAL DAVINOTTI
Lasciamo pur perdere IL PIANETA DELLE SCIMMIE, classico che al di lÓ di un'immagine della Statua della LibertÓ sommersa sui titoli di testa ed emersa prima dei titoli di coda viene sfruttato giusto per trovare un titolo accattivante con cui promuovere l'ennesimo shark movie; la vera fonte primaria - almeno a livello scenografico - Ŕ WATERWORLD, e lo si capisce fin dalle prime immagini: in un mondo scomparso sotto l'oceano i sopravvissuti abitano capanne collegate da passerelle costruite su piattaforme in legno che fluttuano sul mare. Junk city Ŕ una di queste e nelle prime scene viene attaccata da squali che saltano come cavallette tra le assi e si divorano quasi tutti i 40 poveretti che lý vivevano; si salva solo una bellissima ragazzina, che una specie di Jan Solo di passaggio col suo yacht (chi lo rifornirÓ mai di benzina? Mah) fa salire a bordo per dirigersi verso un'altra "cittadina", Vestron, dove qualche ardito scienziato sta costruendo un razzo da far partire nell'atmosfera per riportare il clima alla normalitÓ. Qui conosciamo la leader del gruppo (Sullivan), che assieme a un'altra giovane dal generoso petto sovente inquadrato (Visser, nel film si chiama Caroline Munro!) deve pensare pure a come annientare il pericolo squali. Questi ultimi, nel frattempo, stanno dirigendosi a massacrare pure gli abitanti della ben pi¨ popolosa Salvation, i quali pensavano bastassero quattro danze tribali e una buona abilitÓ cogli arpioni per risolvere tutto. E' qui che si nota una certa vicinanza con la saga di Mad Max (giÓ richiamata dalla presenza della ragazzina), da sempre riferimento per gran parte dei post-atomici. La trama riserverÓ ulteriori sorprese, comunque, perchÚ l'idea per distruggere l'orda di squali assassini, guidati da una femmina alpha riconoscibile da simpatiche paillettes azzurre spalmate sul muso, ha dell'incredibile: attirarli con un dispositivo sonoro esca sopra un vulcano sommerso, da far poi eruttare a comando con un altro arnese progettato (come il razzo spaziale) in un laboratorio di 50 metri quadri costruito sulle passerelle di Vestron... Quel che stupisce Ŕ che gli attori sembrano crederci! La recitazione Ŕ sommariamente accettabile, per il genere (consideriamo che Ŕ un tv-movie) e la donna-boss saetta i suoi bellissimi occhi azzurri con decisionismo che affascina, spalleggiata dal suo Jan Solo (Auret) prototipo dell'eroe disilluso e risoluto. Gli effetti speciali alternano qualche attacco discreto ad altri terribilmente mal realizzati (c'Ŕ pure l'ennesimo squalo che azzanna l'elicottero, pure se il velivolo sta a tipo cento metri d'altezza). A volte comunque ci si diverte ed Ŕ un peccato che la storia - zeppa di risibili quanto inutili tecnicismi, complessitÓ ampiamente evitabili e troppi dialoghi - sottragga spazio all'azione. Nell'ultima parte c'Ŕ pure una lunga scena di kitesurfing con lo squalo che attacca la sventurata costretta a clamorose acrobazie sulla tavola in volo per evitare di finire tra le fauci del predatore salterino! Le idee insomma non mancavano, ma una maggiore semplicitÓ espositiva e una miglior cura in alcuni effetti era necessaria (l'eruzione Ŕ veramente improponibile).
il DAVINOTTI