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• AVALANCHE SHARKS

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• Avalanche sharks
Titolo originale:Avalanche Sharks
Dati:Anno: 2014Genere: animali assassini (colore)
Regia:Scott Wheeler
Cast:Alexander Mendeluk, Kate Nauta, Benjamin Easterday, Eric Scott Woods, Kelle Cantwell, Richard Gleason, Gina Holden, Jack Cullison, James Ouimet, Nicole Helen, Emily Addison, Mike Ruggieri, Erin Ross, Patrizia Cavaliere
Note:Aka "Sharkalanche", "Snow Sharks" (da non confondere però con "Snow Shark: Ancient Snow Beast" del 2011).
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M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: n.d.N° COMMENTI PRESENTI: 0
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 15/9/16 DAL DAVINOTTI
Dopo aver visto squali nuotare nella sabbia (il riferimento è pure citato da una delle disgraziate vittime nel finale) non c'è troppo da stupirsi nell'immaginarli sotto la neve che in fondo acqua lo è, seppur solida... D'altra parte non potrà mai essere la credibilità il punto di forza di film così; anzi, paradossalmente lo è spesso la negazione della stessa! Nell'ostinazione a infilare pescecani sotto ogni superficie, comunque, ecco che ormai manco su una pista da sci si può stare tranquilli; e non è nemmeno la prima volta che accade, visto che nel 2011 avevamo già avuto tale SNOW SHARK: ANCIENT SNOW BEAST. I predatori qui presenti sono collegati a un galeone seminascosto sotto la neve dal quale escono in forma semifantasmatica per poi solidificarsi, "immergersi" e quando è il momento attaccare. Erano già spuntati fuori 25 anni prima, lasciando un solo superstite nella zona, che adesso se ne va in giro gridando come un invasato la parola “Skukkum” e un allarmante “sono tornati!” (col risultato che tutti lo prendono per un povero demente); così all'arrivo della solita infornata di bellocci e bellocce - queste ultime quasi sempre in bikini come richiesto dal genere nonostante il clima – i temibili squali invernali, ricoperti di ghiaccio e rigidi come baccalà, cominciano a far capolino tra la neve saltando addosso come salmoni a chi passa nelle vicinanze. Le esili (eufemismo) storielle che servono da trama sono ovviamente pretestuose, con la prima vittima di un certo peso che aveva appena piantato in riva al laghetto il suo ragazzo perché questi non era riuscito a dirle "ti amo". E lui che fa, dopo averla osservata sezionare in due? Invece di scappare con due amici casualmente finiti da quelle parti se ne sta fermo gridando a Dio il suo pentimento e aspettando che due squali gli seghino una pozza attorno per mangiarselo in coppia! Gli altri personaggi, anche perché non esattamente interpretati da De Niro e Meryl Streep, viaggiano sullo stesso tenore nonostante l'azzardato approccio drammatico. Non resta insomma che assistere a un discreto numero di attacchi, per quanto anche la suspence minima data dal mare e dalle riprese subacquee qui scompaia per lasciar spazio alle pinne che strisciano sulla neve e agli zompi improvvisi degli stoccafissi congelati che in mezzo a gavettoni di sangue aggrediscono chi capita. Tra le vittime tre bellezze che per tutto il film se ne stanno state a sguazzare come oche in una vasca idromassaggio all'aperto e un omino sparaneve divorato durante il suo tran-tran quotidiano... La regia prova a movimentare il tutto con insistite riprese acrobatiche di snowboard e voli sugli sci, ad appoggiarsi a location montane fascinose (siamo ai Mammoth Lakes, in California) e chiude con una orientale fin lì muta che chissà perché si mette in testa di raddrizzare gli alberi del galeone semisepolto nella neve col risultato di... magia!
il DAVINOTTI