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• ALLAN QUATERMAIN AND THE TEMPLE OF SKULLS

All'interno del forum, per questo film:
• Allan Quatermain and the temple of skulls
Titolo originale:Allan Quatermain and the Temple of Skulls
Dati:Anno: 2008Genere: avventura (colore)
Regia:Mark Atkins
Cast:Sean Michael, Christopher Adamson, Natalie Stone, Daniel Bonjour, Wittly Jourdan, Nick Everhart, Thomas Fakude, Mzuza, Phiwayinkosi Gumede, Mduduz Nxumalo, Mfafa Msimango, Xolisile Khanyile
Visite:41
M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: n.d.N° COMMENTI PRESENTI: 0
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 14/11/15 DAL DAVINOTTI
Davvero curioso che la Asylum, per sfornare l'immancabile imitazione dell'ultimo Indiana Jones, recuperi dalla letteratura il personaggio di Allan Quatermain, una tra le ispirazioni di Indiana Jones stesso. Lo trasporta da fine Ottocento agli Anni Trenta per rientrare nel periodo “giusto” e affibbia al titolo (che considerata la reale ispirazione dovrebbe guardare alle Miniere di Re Salomone) un inesistente aggancio a un fantomatico tempio dei teschi per richiamare meglio, per l'appunto, INDIANA JONES E IL REGNO DEL TESCHIO DI CRISTALLO. La frittata è fatta e l'avventura può cominciare: Quatermain (lo spentissimo Sean Cameron Michael) deve pagare la retta della scuola del figlio e per farlo decide di vendere la mappa del tesoro di Re Salomone; in realtà c'è la fregatura: si tratta solo di metà mappa, perché dell'altra metà nessuno sa niente. Andato a monte l'affare con un poco di buono (Adamson) destinato a diventare presto la sua nemesi, Quatermain conosce lì in Sudafrica due giovani (sir Henry e Lady Anna) che, lo si scopre presto, sono in possesso dell'altra metà della mappa (spedita alla ragazza da suo fratello, dato per scomparso). Deciso il compenso, i tre (ai quali più tardi s'aggiunge la domestica nera di casa Quatermain, non si capisce bene per quale recondito motivo) partono alla ricerca del tesoro avventurandosi – perlopiù a piedi, ogni tanto in treno - in un mondo che nasconde come prevedibile mille insidie. Mille... non esageriamo: una volta vengono sfiorati da uno sciame di mosconi o animali ronzanti non meglio specificati, un'altra si ritrovano a tu per tu con dei rinoceronti, infine finiscono prigionieri d'una tribù di tagliatori di teste... ma sono pericoli perlopiù ridicoli, un po' come tutto il film, diretto quasi al rallentatore e che può contare esclusivamente sulla bellezza di alcuni verdi panorami mozzafiato. Tensione nemmeno a parlarne, azione che si riduce a due o tre blande sparatorie. Il resto sono primi piani sul volto inebetito del protagonista (mai illuminato da un barlume d'ironia) o su quello da duro del suo avversario, che spunta fuori come un fungo quando meno te l'aspetti; su quello più piacente di Lady Anna (Stone) o quello magnetico della domestica (Jourdan), mentre sir Henry (Bonjour) resta più sullo sfondo. Escogitate tre o quattro trappole lungo il cammino, insomma, ci si occupa di prolungarne l'effetto più a lungo possibile (la parentesi con la tribù è interminabile!). L'obiettivo è quello di finire nella solita grande caverna sotterranea dove consumare un finale telefonatissimo. Fotografato coi soliti colori caramellosi, musicato un po' meglio del previsto, è un film fatto chiaramente di nulla, in cui al povero regista non resta che attaccarsi a idee bizzarre (l'artiglio che stacca le teste) per dare un po' di sapore a un film non girato malissimo (pause a parte) ma debole a dir poco.
il DAVINOTTI