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PROVETTA D'AMORE

M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 1
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 26/7/14 DAL DAVINOTTI
D'accordo: quanti film, episodi, sketch abbiamo dovuto subire negli anni sul tema "banca del seme"? Un'infinità, quasi tutti legati a volgarissime gag sulla masturbazione (che anche qui non potevano mancare, sia chiaro) o sulle famose camere dove si va a... depositare. All'origine delle storie più complesse che coinvolgono questi moderni impianti di donazione c'è quasi sempre una coppia che non può avere figli, proprio come in questo caso. La differenza, qui, sta nel fatto che il marito (Paul Schneider), responsabile della sterilità di coppia, era stato pochi anni prima un fervido donatore (proprio per pagarsi l'anello di matrimonio), quindi sano e riconosciuto come tale. Perché allora non tornare lì e richiedere l'unico campione ancora intatto del suo seme e fecondarci la moglie? Non te lo voglion dare perché è già venduto? Chissenefrega, si organizza una rapina in piena regola e lo si ruba. E' qui che la situazione si fa insolita, ma non è poi così importante perché in fondo il film è una commedia che non ha alcuna pretesa di originalità e anzi, il più delle volte si rivela altamente prevedibile. A segnarne la relativa gradevolezza sono la sceneggiatura e la regia, piuttosto ben calibrate e capaci di trattare il tema con ritmo e simpatia. Schneider non sarà un grande attore ma sa interpretare il ruolo con la "serietà" e simpatia necessarie, mentre il copione punta a distruggere l'impianto sentimentale con gag talvolta dirompenti (si pensi alla lunga sequenza di "colpi proibiti" subiti nei flashback dal protagonista quando il dottore gli chiede se abbia mai subito "proprio lì" dei traumi) e più spesso sagacemente dosate, rese ancor meglio quando a organizzare il tutto c'è in scena il regista Jay Chandrasekhar in prima persona, nel ruolo dell'indiano "mafioso". Il colpo alla SOLITI IGNOTI presenta falle immense e imprevisti talvolta surreali (Chandrasekhar sul luogo dell'infrazione si dimentica la combinazione della valigetta contenente il necessaire del perfetto scassinatore) che colpiscono nel segno, così come non mancano i momenti divertenti. Poi certo, c'è da fare i conti con qualche fase di stanca, con una Olivia Munn che sa rendersi davvero insopportabile nella sua ridicola intransigenza, con qualche volgarità fuori luogo... ma nel complesso la narrazione procede senza stancare fino alla sua conclusione, e tutto sommato non è poco per una commedia che non ha troppe altre frecce al suo arco. Dignitosa comunque la recitazione di un cast ben assortito, che ha forse proprio nel regista/attore indiano la punta di diamante, il più a suo agio colla pacatezza data all'impostazione generale, mai sopra le righe al di là dei grossi “rischi” in questo senso. Chandrasekhar ha scelto di abbandonare la demenzialità degli esordi in favore di una commedia più qualunquista e buonista, mantenendo tuttavia una sua personalità e conducendo in porto un'operazione non disprezzabile.
il DAVINOTTI

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Markus 28/7/14 12:57 - 2348 commenti

A due anni dall'uscita in Usa ecco spuntare in piena estate 2014 questa divertita e divertente commedia demenziale (a cui va dato il merito di non aver trasbordato eccessivamente: qualche attinenza alla realtà in definitiva c’è e non è nemmeno così banale). Il tema della sterilità e la volontà di avere un figlio da parte di una giovane e bella coppia fa scaturire una serie di gag di sicura presa pur non rinunciando al "già visto" che d'altronde, visto il tema abbastanza abusato, è quasi impossibile da evitare.
I gusti di Markus (Commedia - Erotico - Giallo)