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FUOCHI D'ARTIFICIO IN PIENO GIORNO

All'interno del forum, per questo film:
Fuochi d'artificio in pieno giorno
Titolo originale:Bai ri yan huo
Dati:Anno: 2014Genere: thriller (colore)
Regia:Yi'nan Diao
Cast:Fan Liao, Lun Mei Gwei, Xuebing Wang
Note:Aka "Black coal, thin ice".
Visite:348
M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 5
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 17/7/14 DAL BENEMERITO DEEPRED89 POI DAVINOTTATO IL GIORNO 19/2/18
Comincia come un giallo, continua tra thriller e noir ma si disperde presto in cento rivoli che portano lentamente a fondo la storia; una storia di cui si intuiscono i contorni ma che rischia di perdersi per via come spesso capita nelle produzioni orientali: enigmatiche, sibilline, comunicano più con le immagini che con le parole (poche, come sempre). L'omicidio del 1999 sul quale si apre il film, con brandelli di cadavere smembrati e rinvenuti tra il carbone, si accompagna a un primo accenno di indagine con annessa fulminea sparatoria (girata tuttavia senza l'enfasi e lo stile al quale ci avevano abituato Woo & co.). Il tempo di capire cosa sia successo che siamo già nel 2005, quando ai bordi di una strada innevata e deserta uno dei poliziotti protagonisti di quello scontro a fuoco (Liao) è seduto apparentemente privo di sensi di fianco alla sua moto. Scopriamo che non lavora più in polizia ed è passato a indagare privatamente. Ma la cosa importante è che all'omicidio (a cui ne sono seguiti altri due) è sempre misteriosamente legata la vedova (Gwen) della prima vittima, che lavora in una lavanderia. Il protagonista comincia così a seguirla da vicino, arrivando a stabilire un contatto e a scontrarsi con la polizia. Dato il confuso succedersi di eventi è consigliabile concentrarsi sull'indubbio fascino delle location sotto la neve, illuminate da una fotografia ambrata e insolita, indubbiamente di pregio, che ci accompagna in un viaggio straniante come la lunga camminata quasi surreale sui pattini o come i brevi tratti percorsi in motociclo. E il finale che richiama il titolo (meno azzeccato quello inglese con cui anche da noi è conosciuto il film, BLACK COAL THIN ICE) è davvero d'effetto, una chiusura decisamente superiore a quanto visto fin lì, poetica e livida quanto altrettanto ermetica. Come molte altre cose d'altronde, perché è chiaro che chi è abituato alla linearità (con rare eccezioni) del cinema occidentale qui rischia di abbandonare il campo molto presto. Soprattutto in considerazione del fatto che i ritmi non sono certo alti e che, anzi, in più momenti si rischia seriamente l'assopimento. Premiato a Berlino, lascia perplessi sul suo reale valore. Anzi, la sensazione della sopravvalutazione è forte...
il DAVINOTTI

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Schramm 25/8/15 12:53 - 2094 commenti

Il carbone, carburante della città industrializzata, reca seco anche fettucciati cadaveri e indagarvi sopra porta al dolce brancolar in un mar di buio; fettucciata e spenta è anche lo script che sembra essere stato reincollato a rampazzo dopo essere fuoriuscito da un tritarifiuti, col risultato di un film scollacciato e tutt’altro che seducente, che del thriller non dà il resto di spiccioli di tensione o inquietudine, e che malgrado le sue rincorse autoriali (in sé e a sprazzi anche niente male) resta inerte, ben che gli vada inerziale, un’epifania visiva che riempie la calza di solo carbone.
I gusti di Schramm (Drammatico - Fantastico - Horror)

Cotola 7/9/15 19:00 - 6621 commenti

Brutto, fiacco, noioso e prevedibile "noir" che non ha il coraggio di perseguire fino in fondo il sentiero del genere. Purtroppo il regista cerca di ammantare il tutto di un'autorialità posticcia e mal gliene incoglie. Ne viene fuori una pellicola in cui si salvano pochissime cose qua e là ma che nel complesso è decisamente poco riuscita. Tra l'altro è incredibile come la sceneggiatura sia riuscita ad ingarbugliare una storia molto semplice, rendendola difficile da seguire e comprendere fino in fondo. Inspiegabile la vittoria a Berlino.
I gusti di Cotola (Drammatico - Gangster - Giallo)

Daniela 5/8/15 10:23 - 7145 commenti

Poliziotti cinesi, tanto maldestri da sembrare i colleghi sudcoreani, indagano su uno spezzatino di corpi disseminati in tutta la provincia. I morti avevano a che fare con una lavandaia smunta e triste, per cui su di lei si concentra l'interesse non solo professionale del protagonista, uno sbirro in disarmo etilico. Thriller che mantiene meno di quel che promette: trama semplice eppure scombinata, personaggi poco pregnanti, manierismi autorial/depressivi buttati lì a far brodo (finale compreso). Da salvare certe sequenze di gelata suggestione che avrebbero meritato un film meno evanescente.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: La sparatoria nel salone di bellezza: tanto comica da ingenerare il sospetto che l'umorismo non sia involontario .
I gusti di Daniela (Azione - Fantascienza - Thriller)

Deepred89 17/7/14 16:27 - 2960 commenti

"Thriller cinese vincitore del Festival di Berlino": se una frase così intimorisce, il risultato dimostra che tale timore non era infondato; un thrillerino prevedibilissimo che esorcizza nella sterile autorialità (si veda l'inutile finale) la paura di sporcarsi le mani col cinema di genere. Peccato che l'unica cosa che si ricordi a fine visione sia la tramina alla Basic instinct sui ghiacci (belle location), con una specie di Ricky Memphis asiatico più tormentato e muscoloso nei panni del Michael Douglas di turno. Evitabilissimo.
I gusti di Deepred89 (Commedia - Drammatico - Thriller)

Jdelarge 6/6/16 19:46 - 618 commenti

Film pretenzioso che sembra affrontare un genere scelto a caso per poi trattarlo in maniera autoriale (se così si può dire). Le note di merito vanno alla suggestiva fotografia e all'illuminazione, che riescono a modulare bene i vari momenti della storia. E' proprio la narrazione a fare acqua da tutte le parti, perché il mistero risulta prevedibile e scontato, mentre le crisi esistenziali dei personaggi (l'ispettore Zhang su tutti) non sembrano del tutto giustificate ma date per ovvie. Simpatica l'idea di "pezzi umani" sparsi per la Cina.
I gusti di Jdelarge (Drammatico - Giallo - Horror)