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BRAIN DRAIN

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Brain drain
Titolo originale:Fuga de cerebros
Dati:Anno: 2009Genere: commedia (colore)
Regia:Fernando González Molina
Cast:Mario Casas, Alberto Amarilla, Amaia Salamanca, Canco Rodríguez, Gorka Lasaosa, Pablo Penedo, Blanca Suárez, Sarah Mühlhause, Álex Angulo
Note:Ne esiste un sequel nonché un remake italiano ("Fuga di cervelli") diretto da Ruffini.
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M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: n.d.N° COMMENTI PRESENTI: 0
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 28/5/14 DAL DAVINOTTI
Emilio (Mario Casas) è fin da piccolo innamoratissimo di Natalia (Amaia Salamanca), una sua bella coetanea che però pare non prenderlo in considerazione, pur rivolgendosi a lui sempre con gentilezza. Il fatto è che Emilio è il prototipo del perfetto “sfigato”: storicamente oppresso da protesi mediche di ogni tipo che gli impediscono i movimenti, nei pochi momenti di “salute” totale si rivela decisamente imbranato. Né sono meglio i suoi quattro amici: uno è cieco ma si ostina a voler vivere come se non lo fosse, un altro sta in carrozzella e pensa solo alle donne, un terzo abusa di pasticche e droghe e l'ultimo è semplicemente “poco intelligente”. Insieme si ritrovano e si aiutano, e quando capiscono che Emilio è depresso perché Natalia ha deciso di andare a studiare a Oxford, decidono di truccare al computer i loro dati scolastici affibbiandosi cinque borse di studio e partendo dalla Spagna all'Inghilterra. Naturalmente la loro esuberante scempiaggine farà danni anche lì: si introdurranno all'obitorio per rubare un polmone, assumeranno un mezzo ritardato per fingere di borseggiare Natalia e farla salvare da Emilio, conosceranno ragazze. Il tutto per arrivare a una notevole e prolungata scena al ristorante, dove tre di loro hanno un appuntamento “galante” (Emilio con Natalia, ovvio). Commedia politicamente scorretta con qualche trovata niente male: il volersi fingere “normali” a dispetto di problemi (fisici e mentali) non facilmente sormontabili porta i protagonisti a indovinare gag meno banali di quanto ci si attenda (pur se ridotte, in termini quantitativi) di cui il rendez-vous triplo al ristorante rappresenta senza dubbio l'apice. Se però la sceneggiatura qualche colpo lo sfodera, il cast non sembra troppo all'altezza. L'arrivo sul posto dei genitori dei cinque non migliora le cose, confermando la sensazione che con un soggetto che in fondo sembrava simpatico e a suo modo originale meritasse di meglio. Chiusura scontata e qualche moraletta di troppo sparsa qua e là. Farà leggermente meglio il remake italiano targato Ruffini: più volgare, eccessivo ma anche più vivace e divertente.
il DAVINOTTI